Join us on a literary world trip!
Add this book to bookshelf
Grey
Write a new comment Default profile 50px
Grey
Subscribe to read the full book or read the first pages for free!
All characters reduced
Il vangelo dello zingaro - cover

Il vangelo dello zingaro

Jean-Marie Kerwich

Publisher: AnimaMundi Edizioni

  • 0
  • 0
  • 0

Summary

Una forza superiore e invisibile guida la mano di un gitano poeta.

Jean-Marie Kerwich era gitano e poeta. Amava il profumo del pane e avrebbe voluto farlo per mestiere. Un padre autoritario lo trasforma in artista circense, con tanta so erenza e poco piacere. Nella natura del Canada scopre il dialogo con le foglie, le pietre e gli animali. È sensibile al piccolo, all’umile, alla marginalità. A scuola ci va poco, eppure un giorno la scrittura scivola  no alla sua mano destra, imponendosi senza lasciargli né scelta né tregua. È una scrittura alla Van Gogh, così la de nisce Christian Bobin. In questa raccolta di poesie narrative il suo pensiero animista esprime con colori estremi tutta la so erenza che lui porta sulle sue spalle, ma anche tutta la delicatezza, che solo lui vede nella natura, nelle cose semplici, persino nella spazzatura. L’invisibile non esiste, perché lui vede tutto, gioia e dolore. Senza accorgersene e senza volerlo, Kerwich si rivela profeta. Una scoperta, quella della poesia di Kerwich, per la quale siamo riconoscenti ai suoi grandi amici e scrittori Lydie Dattas e Christian Bobin.
Available since: 10/26/2023.

Other books that might interest you

  • Domani si va al mare - cover

    Domani si va al mare

    Serena Marchi, Monica Giorgi

    • 0
    • 0
    • 0
    Quando nasce a Livorno nel 1946, Monica è la terza figlia dopo due gemelle di una famiglia benestante, che presto la indirizza al tennis. Il padre quando non ha ancora sei anni le dice che un giorno solcherà i campi in erba più belli del mondo, quelli di Wimbledon, e le consiglia di aggredire sempre l'avversaria, di sorprenderla. Il suo fisico minuto e scattante e questi consigli segnano la sua infanzia e la sua carriera. Doppista più che singolarista, è precocemente riconosciuta come talento, anche se – poco più che adolescente, in seguito alla morte del padre – deve spesso sacrificare il tennis, la sua vera passione, per il lavoro che serve a mantenere se stessa e la madre. Sui campi in terra battuta nascerà la sua amicizia con Lea Pericoli, la stella del tennis italiano di quegli anni, che ascolta ammaliata i suoi discorsi sui libri e sulla società. Accanto al tennis, infatti, Monica mantiene sempre lo studio e proprio grazie alla filosofia si avvicina ai movimenti non violenti, a Gandhi e Martin Luther King, agli anarchici livornesi con cui comincerà una campagna in difesa dei diritti dei carcerati con la fondazione della rivista Niente più sbarre. Quando ormai il tennis ha poco ancora da darle, arriva nel 1980 l'arresto come basista di un rapimento di matrice politica: l'accusa è quella di aver partecipato al rapimento del figlio di un imprenditore livornese. Da qui inizia un susseguirsi di vite che porteranno Monica verso nuovi impensati orizzonti. Scritto dalla penna della giornalista Serena Marchi, Domani si va al mare racconta l'incredibile vita senza sconti di Monica Giorgi che ha fatto dei propri principi etici e morali la chiave di volta della propria esistenza. Costi quel che costi, a qualsiasi prezzo.
    Show book
  • Quello che non ti dicono - cover

    Quello che non ti dicono

    Mario Calabresi

    • 0
    • 0
    • 0
    «Mi aiuti a scoprire chi era mio padre? Non l'ho mai conosciuto, ma è sempre con me.» Per mesi questa richiesta, arrivata alla fine di una presentazione de La mattina dopo, è rimasta sepolta nei miei pensieri. Poi, la mail di un missionario che vive nel deserto algerino mi ha convinto a mettermi in viaggio.
    Il padre di Marta scomparve nel 1975 quando lei non era ancora nata, risucchiato nel gorgo del terrorismo che aveva cominciato a insanguinare l'Italia. Carlo Saronio, figlio di una delle famiglie più benestanti di Milano, non aveva ancora ventisei anni quando venne tradito dagli amici con cui condivideva ideali rivoluzionari. Marta per anni non ha mai fatto domande, immersa in un faticoso silenzio. Ma non si può vivere in eterno con i fantasmi, arriva sempre il giorno in cui dobbiamo fare i conti con le memorie, anche le più dolorose.
    Così le ho detto di sì, e ho cominciato un viaggio alla ricerca delle tracce di quel ragazzo che viveva sospeso tra due mondi inconciliabili, che trovò il coraggio di scegliere la sua strada quando era troppo tardi. Scavando nei ricordi di una Milano in cui il passato è ancora presente tra noi, sono riuscito a riannodare i fili di una storia mai raccontata, che appartiene anche a me.
    Mario Calabresi, giornalista, è stato direttore della «Stampa» e di «Repubblica». È autore della newsletter settimanale Altre/Storie. Da Mondadori ha pubblicato: Spingendo la notte più in là (2007), La fortuna non esiste (2009), Cosa tiene accese le stelle (2011), Non temete per noi, la nostra vita sarà meravigliosa (2015) e La mattina dopo (2019).
    contributori LE Mario Calabresi
    Show book
  • La giustizia del duca - cover

    La giustizia del duca

    Rafael Sabatini

    • 0
    • 0
    • 0
    Immorale, cinico e crudele: questo è il ritratto che la storia ci ha consegnato di Cesare Borgia, duca di Valentinois e della Romagna, detto il Valentino. Nel suo romanzo a episodi "La giustizia del duca", Rafael Sabatini ci propone invece un'altra tesi: e se invece Cesare Borgia fosse stato consegnato al disprezzo dei posteri solo perché sono stati i suoi nemici ad aver scritto la storia? Col suo caratteristico acume e il fascino che contraddistingue la sua produzione narrativa, Rafael Sabatini ridà vita alle leggende cruente e sensazionali della famiglia Borgia come nessuno aveva mai fatto prima e ridisegna l'identità del Valentino al di là degli stereotipi. Ne emerge un ritratto emozionante e ricco di fascino, sullo sfondo di un'epoca, quella Rinascimentale, intrisa di sangue e di lusso, all'interno di una famiglia divisa tra passioni, vendetta e ambizione omicida.
    Show book
  • Vorrei essere qui - cover

    Vorrei essere qui

    John M. Harrison

    • 0
    • 0
    • 0
    «Voglio che il senso risieda dove riesco a vederlo ma non a coglierlo davvero, come succede in sogno».
    
    Ci sono libri che segnano, nella vita di chi legge, un prima e un dopo. Libri che parlano in profondità di chi siamo, di come raccontiamo noi stessi, libri che sono apparizioni destinate a lasciare una traccia, libri che assomigliano a glitch, a fantasmi, ad alter ego che svaniscono dopo averli appena intravisti, a sogni che la mattina presto rimangono impigliati negli occhi. Vorrei essere qui è uno di questi libri. M. John Harrison, scrittore, maestro del weird, personaggio fantasmatico, diventa in questo libro l'oggetto della sua stessa ricerca, in una ricostruzione attraverso quarant'anni di appunti, di note, di taccuini. La sua è una scrittura che oggi non ha eguali, che insegna a leggere e a scrivere allo stesso tempo, in un susseguirsi instancabile di rivelazioni. Questo antimemoir è il racconto di chi, andando indietro nel tempo, non si trova più dove dovrebbe essere e che allora si fa carne sospesa, aggrappata a rocce scivolose, oppure perduta, tra sentieri non battuti, avvolti nella nebbia.
    
    Osannato dalla critica e premiato dal pubblico, Vorrei essere qui è un libro completamente a sé, una di quelle opere così rare capaci di cambiare per sempre il modo in cui guardiamo al ricordo, al mondo e alla letteratura. La verità, in fin dei conti, è solo questa: più che la vita, a essere misterioso è il racconto che ne facciamo. Se è esistito davvero, se è nato ed è cresciuto e ha scritto libri, dove possiamo ritrovarlo oggi? In quali ricordi? In questo libro, che è un viaggio nella sua formazione di scrittore e del genere di cui è maestro, l'autore stesso diventa l'oggetto di una misteriosa ricerca attraverso quarant'anni di appunti, di note, di taccuini. Tra scrittura aforistica, poesia in prosa e passi geniali, Harrison ricostruisce un antimemoir che, come un prisma, riflette diversi aspetti di se stesso e di chi lo guarda. La scomposizione di una memoria che si fa carne sospesa, punti esclamativi e dettagli incredibili come cornici per il racconto della vita di tutti. Osannato dalla critica e premiato dal pubblico, con la sua scrittura luminosa e piena di fantasmi Vorrei essere qui è un libro completamente a sé nel panorama mondiale contemporaneo, uno di quei rari eventi che possono cambiare per sempre il modo in cui guardiamo al ricordo, al mondo e a noi stessi.
    Show book
  • DUE DONNE VERSO L'INDIA DI TAGORE - L'epistolario inedito tra Anna Maria Ortese e Adriana Capocci Belmonte - cover

    DUE DONNE VERSO L'INDIA DI...

    LILIA BELLUCCI

    • 0
    • 0
    • 0
    Anna Maria Ortese aveva ventitré anni e Adriana Capocci Belmonte diciannove quando ebbe inizio la loro amicizia. Un rapporto solidale e intenso, che sostenne in entrambe il primo affacciarsi alla vita, con i sogni d'amore e d'espressione. Adriana era rimasta folgorata dalla lettura di Angelici dolori e decise di conoscerne l'autrice. Le due giovani, dotate di una fervida intelligenza e desiderose di indipendenza, iniziarono a scriversi, a frequentarsi, a condividere letture, a scambiarsi ritratti e disegni, a camminare insieme nella vita, confrontandosi con la società della prima metà del Novecento. Il frutto più fecondo di tale sodalizio esistenziale e affettivo, che questo carteggio, ancora inedito nella sua completezza, vuole mettere in luce, consiste nello sguardo che le due donne rivolsero verso l'Oriente e l'India, suggerendoci un elemento rivoluzionario di indagine sulla poetica di Anna Maria Ortese: l'influenza del pensiero di Rabindranatah Tagore. L'India era sentita da entrambe come una "patria" verso cui tornare. Adriana si spense prematuramente e non poté vedere esaudito il suo desiderio, ma Anna Maria ha attraversato l'intero secolo, traendo linfa da questi primi anni. Nello scambio epistolare, i riferimenti a Tagore indicano una prospettiva di analisi e di interpretazione che si rivela fondamentale per la comprensione delle radici generative della poetica ortesiana. La lettura di questo fondo privato – un corpus di documenti, scritti, disegni, fotografie di straordinario valore, il cui arco cronologico si estende dal 1938 al 1943 – arricchisce il ritratto della scrittrice di una dimensione intima, contribuendo al contempo alla ricostruzione di un importante contesto storico -culturale e politico.
    Show book
  • Una vita e un giorno - cover

    Una vita e un giorno

    Elisabetta Broli

    • 0
    • 0
    • 0
    "In casa entrò un silenzio particolare: era la prima volta che Michi tentava di parlarle. La prima volta da quanti anni? Da sempre. Lei avrebbe voluto fargli mille domande oppure avvicinarsi a lui e abbracciarlo oppure insultarlo."
    
    Michele ritorna nella città da cui era fuggito quarantatré anni prima per lasciarsi alle spalle un evento tragico.
    Dopo una vita ricostruita altrove, arriva il giorno in cui tutto cambia. Il passato infatti bussa alla sua porta a causa di un imprevisto drammatico: è l'antica colpa che non smette di reclamare il suo tributo. Ma proprio in mezzo al dolore prende avvio un'appassionante quanto inaspettata vicenda di rinascita.
    Show book