Join us on a literary world trip!
Add this book to bookshelf
Grey
Write a new comment Default profile 50px
Grey
Subscribe to read the full book or read the first pages for free!
All characters reduced
L'illusione meritocratica - cover

L'illusione meritocratica

Francesco Codello

Publisher: Eleuthera

  • 0
  • 0
  • 0

Summary

Suadente e accattivante, la parola meritocrazia pervade ormai ogni discorso. Ripetuta come un mantra salvifico in ogni contesto sociale e professionale, oggi appare come l'unica opzione che possa affrancarci dal clientelismo e dalle sue disastrose conseguenze. Ma davvero il merito (termine quanto mai ambiguo) e l'ossessione valutativa che comporta ci offrono una via d'uscita? Nient'affatto, risponde Codello, perché la visione meritocratica è non solo irrealizzabile, in quanto basata su premesse false (la parità delle condizioni di partenza), ma anche indesiderabile, in quanto trasforma la disuguaglianza da fatto sociale a dato naturale. L'idea di fondo è infatti che ognuno di noi – chi ce la fa e chi non ce la fa – occupi nella piramide sociale il posto che «si merita»: un riconoscimento inappellabile e interiorizzato che porta i «vincenti» a ritenere giustificato il proprio potere e i «perdenti» ad accettare la propria discriminazione. L'idea meritocratica si configura dunque come il trionfo del «governo dei migliori» da un lato e della «servitù volontaria» dall'altro. In definitiva, una sofisticata riproposizione del principio di disuguaglianza.
Available since: 02/23/2024.
Print length: 120 pages.

Other books that might interest you

  • Digital Nudge - L'architettura delle scelte nei contesti digitali - cover

    Digital Nudge - L'architettura...

    Francesco Pozzi

    • 0
    • 0
    • 0
    Pillola blu o pillola rossa? Illusione o consapevolezza? Ricordate la scena di Matrix? Se c'è una cosa che l'essere umano fa più di ogni altra, oltre a respirare, è proprio quella di prendere decisioni. Ogni ora, ogni minuto, ogni secondo della nostra vita è costellato da decisioni grandi e piccole, alcune quasi ininfluenti, altre determinanti per il nostro futuro. Eppure, nessuno ci ha mai insegnato a prendere decisioni. Non esiste una materia a scuola, non un esame da pochi crediti all'università: nulla, per quella che è la competenza chiave per qualunque
    essere umano. Qualche tecnica ma nessuna cultura, nessuna conoscenza di cosa significhi davvero decidere, di come funzioni il processo decisionale umano.
    In questo panorama si è inserito negli ultimi anni un nuovo elemento che ha ribaltato le carte: il digitale. Un contesto estremamente plasmabile, sottilmente ubiquo, che crea un'infinita varietà e quantità di interazioni che accompagnano le nostre decisioni. Il rapporto con il digitale mette in crisi l'illusione di poter decidere liberi da influenze, come agenti pienamente razionali.
    In questo libro Francesco Pozzi ci porta a esplorare i meccanismi decisionali umani, sempre in bilico tra razionalità limitata, bias cognitivi ed euristiche e a trattare il digitale come ambiente che può essere progettato tanto per dare un aiuto (nudge) quanto per creare trappole (dark pattern, sludge) che portano facilmente ad errori. Capire queste dinamiche aiuta a riconoscere che possiamo essere considerati, sì delle interfacce, ma ancora umani.
    Show book
  • Il manager di buona vita - cover

    Il manager di buona vita

    Alberto Camuri

    • 0
    • 0
    • 0
    La crisi globale ha messo in luce il fallimento dell'approccio manageriale dominante, sia nel settore for profit che nei servizi sociali. Alberto Camuri, manager che ha vissuto una lunga carriera in ruoli di rilievo in aziende multinazionali, propone con forza di ricalibrare il modello dirigenziale centrato unicamente sulle performances, consapevole che un approccio esclusivamente prestazionale, che trascuri e non valorizzi gli aspetti relazionali, può anche dare risultati, ma solamente nel breve termine. È necessario armonizzare l'attenzione alle persone e alle prestazioni, agli stakeholders tutti, nel breve e nel lungo termine! Un passaggio quindi necessario non solo al benessere dei singoli, ma anche allo sviluppo dell'economia.
    Il «manager di buona vita» descritto nel volume è capace di alternare con la necessaria umiltà la sua attenzione e le sue risorse, sapendo ascoltare e facilitare i rapporti, mantenendo un comportamento orientato a un approccio genuinamente relazionale, esercitando il potere come responsabilità; guardando, ascoltando (e aiutando a guardare e ascoltare) per contestualizzare e per dare risposte alle domande di senso per sé e per gli altri.
    Il libro, forte di una solida base teorica e arricchito dalle significative testimonianze di altri «manager di buona vita», dimostra la possibilità non solo di pensare, ma anche di poter praticare a tanti livelli, sotto la guida di dirigenti e funzionari intelligenti, un'economia «umanistica», in cui la moderazione e il senso morale restino i valori portanti.
    Show book
  • Pace Cultural Heritage Economia dei Diritti Umani - cover

    Pace Cultural Heritage Economia...

    Francesco Vigliarolo, Donatella...

    • 0
    • 0
    • 0
    Pace, Cultural Heritage, Economia dei Diritti Umani riunisce voci provenienti da campi diversi – università, istituzioni, arte, medicina, economia, diritto e scienze sociali – per affrontare una domanda urgente: come può il patrimonio culturale contribuire alla costruzione di società più giuste, inclusive e pacifiche? Dalla tutela dei diritti economici, sociali e culturali alle sfide globali della sostenibilità; dalla memoria come strumento di coesione alla salute come dimensione integrale del benessere; dai nuovi modelli economici all'arte come gesto di libertà. Il volume mostra come cultura, pace e diritti umani non siano ambiti separati, ma elementi di un'unica architettura civile.
    Un percorso interdisciplinare che attraversa temi e continenti, capace di offrire un nuovo sguardo sul patrimonio culturale: non solo eredità del passato, ma risorsa strategica per il futuro, in linea con la visione di NextGenerationEU e del PNRR.
    Un libro per chi crede che la cultura sia un diritto, la pace una responsabilità e l'umanità il fondamento di ogni sviluppo.
    Show book
  • Lo stoicismo in 5 passi: Come applicare la saggezza senza tempo degli stoici nella vita quotidiana moderna per raggiungere una disciplina di ferro una calma interiore resilienza e umiltà - cover

    Lo stoicismo in 5 passi: Come...

    Konstantin Rensche

    • 0
    • 0
    • 0
    "Con una calma stoica": così si parla di persone che sembrano non lasciarsi mai turbare da nulla – e forse vorreste lo stesso più spesso anche per voi stessi? Allora dovreste dare un'occhiata alla vera Stoa, e questo libro vi mostrerà come lo stoicismo possa essere facilmente applicato alla vita di tutti i giorni!Reagire agli eventi senza emozione e non lasciarsi toccare da situazioni gioiose, seccature o colpi del destino: questo stereotipo della Stoa sembra impossibile e poco desiderabile – ma non sarebbe utile avere un po' più di controllo sul proprio mondo interiore? Ecco allora che un approccio moderno allo stoicismo diventa la vostra via maestra, perché l'idea fondamentale del suo fondatore Zenone è oggi più attuale che mai: condurre una vita buona, in cui mondo interiore ed esteriore siano in armonia. Per riuscirci, l'uomo deve diventare padrone delle proprie emozioni e passioni, e per fortuna, con un po' di pazienza, è possibile imparare tutto ciò in modo semplice. In questo libro, dapprima familiarizzerete con le basi teoriche dello stoicismo, per poi scoprire come metterle in pratica. Con una varietà di esercizi, compiti e sfide, metterete in atto quanto appreso e acquisirete passo dopo passo il mindset della Stoa. Conoscenze o esperienze pregresse? Non servono! Infatti, le informazioni di facile comprensione e le tecniche immediatamente applicabili consentono anche ai principianti di iniziare senza difficoltà e di ottenere in breve tempo risultati impressionanti.
    Show book
  • Il crollo di Babele - Che fare dopo la fine del sogno di Internet? - cover

    Il crollo di Babele - Che fare...

    Paolo Benanti

    • 0
    • 0
    • 0
    Il racconto biblico della torre di Babele è divenuto un paradigma universale della nostra cultura: un progetto umano che, con la tecnologia, vuole unire gli esseri viventi in un'unica opera, cultura e lingua che, collassando, dà come esito la dispersione dei popoli e l'incapacità di intendersi. Questa immagine sembra ben descrivere le prime due decadi del secolo in cui viviamo. Nel primo decennio abbiamo costruito con Internet e gli smartphone una torre globale, culminata con le Primavere arabe del 2011, dove ci siamo convinti che i mezzi digitali potessero unire e liberare popoli e democrazie. Nella seconda decade, con l'avvento delle grandi platform e con la loro radicale necessità di monetizzare i dati degli utenti, abbiamo assistito al crollo della torre: inquietudini, fake news, esaltazione dell'io e delle contrapposizioni che sfidano oggi il dibattito democratico e il mantenimento della pace culminate con le rivolte di Capitol Hill nel 2021. Cosa ci aspetta dopo il crollo di Babele?
    Show book
  • Seconda guerra mondiale - cover

    Seconda guerra mondiale

    Nicola Labanca, AA.VV AA.VV.

    • 0
    • 0
    • 0
    «Questa non è una pace. È un armistizio di vent'anni». Il profetico commento del generale francese Ferdinand Foch alle condizioni di pace di Versailles, a chiusura della Prima guerra mondiale, mostra come fossero già evidenti le premesse di un successivo conflitto. La Seconda guerra mondiale, che alcuni fanno cominciare a Guernica, nel 1937, con la Guerra Civile spagnola, ha la sua data d'inizio, almeno per l'Europa, il 1° settembre 1939, quando la Germania nazista invase la Polonia. L'intervento tedesco, preceduto dagli accordi con l'Italia (l'Asse Roma-Berlino e il Patto d'Acciaio) e da quello con l'Unione sovietica (Molotov-Ribbentrop), aveva come scopo la nascita di un grande impero germanico, con l'ausilio di deportazione e pulizia etnica, culminate nell'orrore dei campi di stermino. Estesosi ad Africa e Asia, il conflitto, che raggiunse i 70 milioni di morti, considerando anche le vittime di Hiroshima e Nagasaki, lasciò aperte cicatrici e difficili equilibri internazionali. La Guerra Fredda ne fu precaria conseguenza.
    Show book