Join us on a literary world trip!
Add this book to bookshelf
Grey
Write a new comment Default profile 50px
Grey
Subscribe to read the full book or read the first pages for free!
All characters reduced
Il Papa laico - cover

Il Papa laico

David Tozzo

Publisher: Edizioni Efesto

  • 0
  • 0
  • 0

Summary

Questo libro racconta l'epopea di Jorge Mario Bergoglio dai suoi anni argentini fino al divenire papa Francesco, scardinando convenzioni tradizionaliste e sciogliendo incrostazioni curiali della Chiesa cattolica in maniera e misura inaspettata e insperata, tanto dalla "base" dei fedeli di tutto il mondo quanto dagli increduli ateo-progressisti che si ritrovano a 'fronteggiare' il "fenomeno" Francesco in due maniere: arrendendovisi e abbracciandone la visione radicalmente rivoluzionaria o, di converso, opponendo una fatale diffidenza e feroce ostilità a idee e atti che pur vanno in una direzione da essi propugnata eppure da loro mai raggiunta, ingenerando fatali quanto futili gelosie ostraciste per quello che è uno tra i più grandi leader del mondo libero e liberal del nuovo millennio. Inoltre non racconta bensì incarna, il volume, l'esperienza di un ateo non necessariamente ridivenuto cristiano-cattolico, ma scientemente ridivenuto 'dubbioso' nell'atto stesso di concepire e realizzare quello che l'autore ha definito un "saggio autodubitativo", in un'esperienza catartica e del tutto sconvolgente. Prefazione di Andrea Maestri e introduzione di Michele Dau.
Available since: 12/03/2024.
Print length: 260 pages.

Other books that might interest you

  • Terre piatte - Dove non serve nascondersi - cover

    Terre piatte - Dove non serve...

    Noreen Masud

    • 0
    • 0
    • 0
    Muoversi nelle terre pianeggianti, nei luoghi piatti, con orizzonti lontani dove lo sguardo può vagare; camminare dove ogni cosa sembra esposta alla vista per accorgersi che invece, celato lì sotto, si conserva il fluire della Storia e delle storie personali. Noreen Masud, che a sedici anni ha lasciato il Pakistan per l'Inghilterra perché ripudiata dal padre, è mossa dalla necessità di capire e di ritrovarsi, e lo fa attraversando paesaggi che non sono l'idilliaca campagna inglese, ma spazi spogli e silenziosi in cui possono riemergere i frammenti di un'esistenza.
    Le terre piatte che prendono forma in queste pagine vanno dalle Orford Ness alle paludi del Cambridgeshire, da Morecambe Bay alle isole Orcadi in un dialogo serrato e costante con l'immenso «posto piatto» che Masud si porta dentro da quando, a Lahore, i campi intravisti dalla macchina erano l'unica via di fuga da una vita che non sentiva sua e che ha lasciato in lei tracce indelebili.
    Attraverso il filtro della natura, Terre piatte riflette su colonialismo e postcolonialismo, passato e identità, famiglia e memoria per scoprire come si è raccontati dagli altri e come gli altri si raccontano per sentirsi migliori.
    
    
    Nel 2024 Terre piatte è stato finalista al Women Prize non fiction, al Premio Ondaatje, al Sunday Times Young Writer Award e al Jhalak Prize.
    Show book
  • Viva la libertà - Gli adolescenti hanno bisogno di farne esperienza - cover

    Viva la libertà - Gli...

    Alberto Rossetti

    • 0
    • 0
    • 0
    In questo libro ci sono le storie e i problemi dei tanti adolescenti che si trovano a dover fronteggiare da un lato una libertà senza confini e dall'altro l'assenza di libertà. Posizioni per nulla contrastanti perché senza limiti non esiste libertà e allo stesso tempo troppo controllo impedisce di viverla. Chiamiamo i bambini ometti, piccole donne, signorine e signorini mentre riserviamo agli adolescenti gli appellativi di bambini, piccolini, cuccioli, tesori. Proprio quando sarebbe necessario lasciarli liberi, spingerli fuori casa per vivere la loro vita, li si richiama verso sé stessi. Ma perché operiamo questa manovra così pericolosa? Forse, abbiamo paura dell'erranza giovanile e per questo non riusciamo a lasciarli davvero liberi di partire. Oppure siamo troppo concentrati sui nostri bisogni e non riusciamo ad ascoltare i loro o, ancora, pensiamo ai figli come a dei nostri prodotti e per questo fatichiamo ad agire quel taglio che è l'unica garanzia di una vita davvero libera. In queste pagine, Alberto Rossetti chiarisce che la libertà dei ragazzi è sempre più in discussione e la colpa è innanzi tutto di un mondo adulto che, ad esempio, accetta che uno strumento come il Registro Elettronico trasformi uno studente in una media voto espressa tramite un cerchio che si tinge di verde, arancione o rosso a seconda del suo valore. Terribile. Oppure che spinge a fare sempre più diagnosi per poter lavorare su Bisogni Educativi Speciali quando forse dovremmo ricominciare a occuparci con serietà e passione di quelli che molto più semplicemente sono i bisogni educativi normali.
    Show book
  • Il braccio armato del potere - Storie e idee per conoscere la polizia italiana - cover

    Il braccio armato del potere -...

    Michele Di Giorgio

    • 0
    • 0
    • 0
    Nella storia dell'Italia contemporanea la polizia ha giocato un ruolo di primo piano nella gestione del potere e le sue vicissitudini sono legate a doppio filo con quelle della società e del paese. Per questa ragione, analizzarne continuità e trasformazioni istituzionali da una prospettiva di lungo periodo, che dall'Unità d'Italia arriva fino a oggi, è fondamentale per riflettere su questioni tuttora centrali nella vita democratica, come i problemi e le distorsioni che riguardano il ruolo e il funzionamento delle forze dell'ordine. Oltre ad aspetti strutturali critici come la pluralità e la complessità del comparto sicurezza italiano, da questa ricostruzione emergono deformazioni evidenti sul piano politico, organizzativo e pratico: la carenza di coordinamento tra i corpi, l'eccessiva vicinanza della polizia ai governi e la grossa influenza esercitata dal potere militare, che da sempre condiziona la gestione dell'ordine e della pubblica sicurezza. Problemi mai del tutto risolti investono anche, su un livello diverso, la vita e la concreta operatività degli uomini e delle donne appartenenti alle forze di polizia, le cui esperienze si incrociano con schemi culturali e mentalità istituzionali resistenti al cambiamento. Argomenti come la riforma strutturale del comparto, la democratizzazione dei corpi e la sindacalizzazione del personale sono dunque ancora all'ordine del giorno, così come è sempre attuale e gravissima la questione degli abusi, delle torture e, in alcuni casi, degli omicidi commessi da persone in uniforme: violenze che, negli ultimi vent'anni, sembrano tornare a riguardare soprattutto le categorie ritenute socialmente "indesiderabili", in base a politiche securitarie che trasformano la polizia in un ammortizzatore per respingere la "devianza" ai margini della collettività.
    Show book
  • Manifesto della classe dei servi - Contro la fine del lavoro - cover

    Manifesto della classe dei servi...

    Simone Cerlini

    • 0
    • 0
    • 0
    In questo agile saggio l'autore analizza il tramonto delle professioni liberali classiche, ma anche, più in generale, del mondo dell'università e della cultura, e il loro atteggiamento ostile al lavoro con la conseguente reazione pro-lavoro da parte delle classi in ascesa.
    
    «L'idea che le persone si allontanino dal mercato del lavoro per liberare tempo all'ozio creativo può venire in mente solo a chi può vivere il lavoro come gioco e non come condizione essenziale».
    
    Perché leggiamo saggi e articoli tesi a convincerci che non ci può essere soddisfazione in ciò che facciamo? Dobbiamo credere alla retorica delle dimissioni volontarie che piace così tanto ai media?
    
    Forse davvero alcune persone, primi fra tutti i benestanti intellettuali, hanno interiorizzato una forma di snobismo per cui devono essere premiati, remunerati e riconosciuti per il solo fatto di esistere, alterando così la loro percezione del lavoro, tanto da teorizzarne uno tagliato su misura per loro. Si ha l'impressione che chi propone la fine del lavoro non ne comprenda l'essenza fondata sulla relazione e sulla reciprocità.
    
    Coloro che non godono di rendite, chi vive del proprio stipendio, «servi» in quanto lavoratori, quindi servitori per definizione, poiché orientati ai bisogni e agli interessi degli altri, non chiedono però la fine del lavoro ma anzi lo difendono. La classe dei servi sa che lavorare è il modo migliore per vivere in una società democratica e solidale, lasciando che siano i signori e i loro cortigiani a pensarla diversamente.
    Show book
  • L'occhio e il rasoio - Il mondo come interfaccia - cover

    L'occhio e il rasoio - Il mondo...

    Ingrid Guardiola

    • 0
    • 0
    • 0
    Nell'epoca in cui tutto è visibile, ogni cosa può essere controllata e sorvegliata. In L'occhio e il rasoio Ingrid Guardiola ci mostra come, in un presente di immagini moltiplicate fino a essere ovunque, capaci di insinuarsi nei nostri gesti, nelle città che abitiamo, nelle comunità che costruiamo online e offline, la realtà che crediamo di vivere rischia di non essere altro che una mera copia disegnata dagli algoritmi e dalle grandi corporation che li governano. 
    Ogni nostra foto, ogni nostro video, ogni nostra story non è solo un contenuto: è lo strumento con cui ci relazioniamo con quell'interfaccia virtuale in cui si è trasformato il mondo. Attraverso la filosofia e la sociologia, la tecnologia e la cultura visuale, Guardiola ci conduce in un percorso inquietante attorno al potere nascosto delle immagini di cui fruiamo quotidianamente, indagando il modo in cui esse condizionano la nostra vita privata e la sfera pubblica. Dialogando con i giganti del pensiero critico – dagli insegnamenti di Roland Barthes per decifrare i codici del visibile agli avvertimenti di Marshall McLuhan sui pericoli della seduzione mediatica, dalle riflessioni di Donna Haraway sui «corpi ibridi» a quelle di Byung-Chul Han sull'«inferno dell'uguale» –, L'occhio e il rasoio ci mostra come riconoscere le strategie di mercificazione del nostro sguardo e le dinamiche di potere dietro la condivisione anche di un semplice selfie, indicandoci nuove pratiche di resistenza. 
    Quest'opera è un appello a ognuno di noi a trasformare la tecnologia da dispositivo di controllo a strumento di liberazione, sottraendoci all'omologazione algoritmica e dando vita a nuovi spazi condivisi e a nuovi immaginari. Perché, quando il medium non è più solo il messaggio ma diventa il padrone, la domanda che dobbiamo porci non è che cosa stiamo guardando, ma come scegliamo di guardarlo.
    Show book
  • Ginocidio La violenza contro le donne nell'era globale - cover

    Ginocidio La violenza contro le...

    Daniela Danna

    • 0
    • 0
    • 0
    Che fine hanno fatto la rivoluzione sessuale e l'emancipazione delle donne? Dopo pochi decenni quella che sembrava un'inarrestabile spinta verso la parità dei generi è stata contraddetta da una brutale contro-spinta. Come testimonia un'attualità segnata da frequenti ed efferati episodi di violenza contro le donne, in crescita in Italia e nel mondo. Sotto la spinta della globalizzazione, quel potere patriarcale che in Occidente sembrava destinato a un irreversibile declino è tornato prepotentemente sulla scena. E fa strage di donne: 14.000 donne uccise annualmente nella Russia post-sovietica, 1.800 donne ammazzate in un biennio in Pakistan per "motivi d'onore", oltre 400 donne messicane impunemente assassinate nell'ultimo decennio a Ciudad Juí¡rez... Quasi un genocidio, anzi un ginocidio, che rimanda a un atavico giudizio sull'inferiorità femminile (spesso veicolato dalle grandi religioni istituite) e al desiderio maschile di controllare il corpo delle donne limitandone la sessualità e la vita sociale. Non è dunque un caso che la grande maggioranza di questi delitti senza castigo avvenga proprio tra le mura domestiche e per mano di familiari.
    Show book