Join us on a literary world trip!
Add this book to bookshelf
Grey
Write a new comment Default profile 50px
Grey
Subscribe to read the full book or read the first pages for free!
All characters reduced
Il comico e il tragico a teatro nel secolo del serio - cover

Il comico e il tragico a teatro nel secolo del serio

Claudio Vicentini, Maria Grazia Porcelli, Gianni Iotti, Annamaria Cascetta, Cristina Consiglio, Annamaria Corea, Paola Degli Esposti, Franco Perrelli, Paolo Sommaiolo, Francesca Tucci

Publisher: Pacini Editore

  • 0
  • 0
  • 0

Summary

«Il punto di partenza di questa ricerca malatestiana consisteva nell’indagare in che maniera, nel corso dell’Ottocento, fossero studiate, messe in scena e recitate opere teatrali appartenenti ai due generi più illustri della tradizione: la tragedia e la commedia.
L’ipotesi, infatti, era che il XIX secolo rileggesse in chiave seria sia il genere comico, sia quello tragico. Si intendeva così raggiungere un ulteriore obiettivo: comprendere per contrasto in cosa consistesse quella moderna attitudine stilistica che va sotto il nome di “serio”, tipica del secolo borghese.
In questa breve introduzione, tenendo presenti i contributi del volume, proveremo a esemplificare, a partire dalla ricezione del teatro di Molière a fine Ottocento, alcuni tratti che ci sembrano poter definire la conversione del comico molieriano al serio.
Anche Molière non fu infatti esentato da critiche e ripensamenti che testimoniano l’affermarsi di una nuova drammaturgia che, se non poteva prescindere da una tradizione illustre, d’altra parte si proponeva di correggerla.
Il primo sintomo di questa modificazione del gusto è dettato dall’insofferenza verso quella che potremmo definire la genericità del teatro classico, colpevole di non precisare lo statuto dei personaggi, le loro esperienze morali e psicologiche, la loro vita precedente all’entrata in scena.
Jules Lemaître poteva infatti accusare “La semplificazione della biografia e della condizione sociale dei personaggi e anche la pressoché totale assenza di dettagli precisi sulla loro condizione e sul loro passato”. Tali dettagli, cui i drammaturghi ottocenteschi supplivano per le loro pièce con frequenti e abbondanti didascalie, sarebbero necessari alla comprensione del carattere di Alceste o di Célimène nel Misantropo.
Per la sensibilità del grande critico teatrale il personaggio classico, ridotto quasi sempre alla mania o alla sola dimensione sentimentale, appare non sufficientemente modellato. Ciò che gli manca è una estensione propriamente romanzesca. Il tempo del teatro classico è percepito come un’astrazione dal tempo reale, che ormai si identifica con quello del romanzo…»
Francesco Fiorentino e Maria Grazia Porcelli
Available since: 05/05/2023.

Other books that might interest you

  • Stile di Attaccamento Disorganizzato - Come Riconquistare la Tua Libertà Emotiva e Rompere il Ciclo Timoroso Evitante Migliorando Intimità e Relazioni - cover

    Stile di Attaccamento...

    Alex Kingsman

    • 0
    • 0
    • 0
    ✓ Vuoi permettere lo sviluppo di relazioni sane e autentiche? 
    ✓ Vuoi ricominciare a fidarti in amore? 
    ✓ Sei bloccato in un ciclo di caos emotivo? 
    Scopri di più in questo audiolibro, scritto specificamente per chi ha uno stile di attaccamento disorganizzato. Il ricercatore sugli stili di attaccamento, Alex Kingsman, fornisce una lista completa di esercizi che aiutano i lettori a superare le sfide dell’attaccamento timoroso evitante. Ogni esercizio si basa su tecniche supportate da evidenze scientifiche e sulla profonda comprensione dei modelli emotivi, offrendo ai lettori gli strumenti necessari per coltivare relazioni più sicure e stabili. 
    Questa guida include una lista completa di esercizi pratici sviluppati meticolosamente attraverso anni di ricerca, per aiutare i lettori a navigare e superare le sfide uniche dell’attaccamento disorganizzato, come: 
    Extra bonus 🎁Lasciare andare il passatoMigliorare l'onestà e l'intimitàGestire i conflitti in modo sicuro e trovare pace con il partner e con se stessiLiberarsi dai modelli di auto-sabotaggioCostruire resilienza emotivaPermettersi di fidarsi di nuovoEvitare l'escalationTrovare sollievo e abbassare la guardia 
    . 
    Se sei esausto dalla spirale intensa del “tira e molla” e desideri ardentemente una relazione appagante, puoi trasformare queste emozioni in catalizzatori per la guarigione. La tua determinazione e intensità possono renderti attraente anziché frainteso.
    Show book
  • Visione notturna - Capire noi stessi nei momenti bui - cover

    Visione notturna - Capire noi...

    Mariana Alessandri

    • 0
    • 0
    • 0
    In una società fondata sugli insegnamenti delle antiche filosofie occidentali, i nostri umori più cupi possono apparire irrazionali. Se osservati attraverso la lente della psicologia moderna, vengono spesso caratterizzati come disturbi mentali. L'industria dell'auto-aiuto, determinata a venderci la promessa di un futuro sempre sereno, a volte ci lascia in preda alla vergogna: perché siamo sbagliati? Perché non siamo più grati, felici, ottimisti?
    Con un'argomentazione solida e coraggiosamente intima, la filosofa esistenzialista Mariana Alessandri reagisce contro questo sistema di valori e ci conduce in un viaggio in compagnia dei nostri stati d'animo oscuri – rabbia, tristezza, lutto, depressione e ansia – e di un eterogeneo gruppo di pensatori che nel Diciannovesimo e Ventesimo secolo hanno provato a trattenersi nel buio. Questi intellettuali, che con le emozioni "negative" hanno imparato a convivere fino a quando la vista non si è abituata all'oscurità, possono aiutarci a comprendere che la sofferenza non implica che siamo difettosi, piuttosto la cognizione del dolore è indice di sensibilità, perspicacia e intelligenza. Affidandoci a tutti loro – da Audre Lorde a María Lugones, da Miguel de Unamuno a C.S. Lewis, da Søren Kierkegaard a Gloria Anzaldúa – potremo esplorare un approccio diverso, smettendo di stare male per il fatto stesso di stare male. Perché "ogni stato d'animo è un nuovo paio di occhi attraverso cui vedere un mondo che altri non possono – o non vogliono – vedere".
    Show book
  • Le italiane si confessano - cover

    Le italiane si confessano

    Gabriella Parca

    • 0
    • 0
    • 0
    "Una società fatta dagli uomini e per gli uomini, in cui la donna è soltanto un ospite", scrive lapidaria Gabriella Parca alla pubblicazione, a fine anni Cinquanta, di Le italiane si confessano. E l'Italia di quegli anni è proprio così, un mondo fondato su inscalfibili, "naturali" pregiudizi maschilisti. Per questo il libro fa scandalo, e continuerà a farlo per almeno altri due decenni. Lascia infatti parlare le donne, che si raccontano in oltre trecento lettere inviate alla "piccola posta" di due settimanali femminili, lettere mai pubblicate perché ritenute troppo problematiche, troppo scabrose. Attraverso l'abilissimo montaggio operato da Parca, conosciamo le storie, le ansie e le incertezze di giovani infatuate dell'uomo sbagliato, o che scoprono il sesso per la prima volta, coltivano ambizioni di carriera, devono sottostare ai rigidi dettami della famiglia. Queste testimonianze dirette compongono un ritratto vivissimo e desolante dei rapporti tra i sessi, del privilegio maschile, della quotidiana lotta della donna, "maggioranza oppressa", per trovare un posto all'interno di una società che la considera sempre dopo, dietro, sotto l'uomo. A distanza di anni, con un'appassionata prefazione di Chiara Tagliaferri, torna finalmente in libreria un classico del femminismo italiano.
    Show book
  • Buffoni nani e schiavi dei Gonzaga ai tempi d'Isabella d'Este - cover

    Buffoni nani e schiavi dei...

    Alessandro Luzio, Rodolfo Renier

    • 0
    • 0
    • 0
    Fu già notato, e assai bene, come lo sviluppo dell'individualismo recasse seco nel glorioso nostro rinascimento il fiorire dei motti, delle facezie, delle burle, di tutto insomma quello spirito della beffa, che un Pontano stimò utile codificare nel suo De Sermone ed un Castiglione giudico, entro certi limiti, elemento urbano e piacevole nelle corti.
    Le facezie si raccolsero, si riprodussero, si divulgarono, divennero tradizionali, e con esse certi nomi di uomini sollazzevoli o di buffoni. Un cronista celebre di Perugia, il Matarazzo, notava alla fine del secolo XV essere dicevole alla magnificenza d'un gran signore il possedere, oltreché cavalli, cani, sparvieri, bestie feroci, anche buffoni.
    [...]
    Scopo di quest'articolo e di porre in luce, con la scorta di documenti, i buffoni della corte mantovana al tempo d'Isabella d'Este Gonzaga, che vi giunse sposa sedicenne nel 1490 e vi mori nel 1539.
    Non sarà purtroppo una storia seguita quella che potremo tessere, ma piuttosto una serie di spigolature, che le memorie di quei bizzarri personaggi, tanto cari ai signori del tempo, ci giunsero frammentarie e con molte lacune. Né solo ci occuperemo di quelli che in Mantova dimorarono abitualmente, ma terremo conto eziandio di coloro che vi passarono o di cui giunsero notizie alla corte mantovana. Gli stessi vincoli di parentela che nell'ultimo decennio del secolo XV legarono le famiglie degli Este, degli Sforza e dei Gonzaga pei matrimoni di Isabella d'Este con Francesco Gonzaga, di Anna Sforza con Alfonso d'Este, di Beatrice d'Este col Moro, spiegano i continui passaggi dei buffoni in quel tempo dall'una all'altra di queste tre corti, onde noi, per adottare un criterio qualsiasi di divisione, ci atterremo alla cronologia, e prima discorreremo dei buffoni fioriti nel secolo XV e nei primi anni del XVI, poi di quelli, che formano un gruppo speciale, vissuti più addentro nel cinquecento.
    Show book
  • La società femminile è più evoluta di quella maschile - cover

    La società femminile è più...

    Vitaliano Bilotta

    • 0
    • 0
    • 0
    Ho sempre pensato che la società femminile, nella media, fosse più evoluta della società maschile. Chiesi conferma di questa mia convinzione, presso un grande cenacolo, dove la guida mi rispose: "tu, come tutti, prima d'incarnarti, non eri né maschio né femmina e, una volta incarnato, sei stato tante volte maschio e tante volte femmina, a seconda delle esperienze che dovevi fare. Perchè vuoi separare ciò che invece è unito? 
    La Guida vinse così quella che io credevo fosse una mia intuizione definitiva. Anni fa, durante le riunioni di Evolvenza, ho conosciuto Susanna, Grazia e Cristiana.  Su mio invito hanno scritto le loro storie, a cui ho applicato l'insegnamento delle guide immateriali, sotto forma di note. 
    Attualmente gli amici di Evolvenza frequentano il Punto F e il gruppo Aurora. 
    Ringrazio per prima Susanna e Grazia, che nel frattempo sono trapassate, e ringrazio Cristiana. Le unisco, tutte presenti, in un unico abbraccio
    Show book
  • Da uomo a padre - Il percorso emotivo della paternità - cover

    Da uomo a padre - Il percorso...

    Anonymous

    • 0
    • 0
    • 0
    Chi sono i padri del terzo millennio? Sono quelli che mettono al mondo un figlio desiderosi di essere presenti nella sua vita. Quelli che vogliono diventare uomini migliori grazie alla paternità. Quelli che sanno essere disponibili e coinvolti e così facendo sostengono la crescita dei loro figli in modo autorevole e affettuoso.
    La paternità oggi è «contaminata» da bisogni emotivi nuovi per il mondo degli uomini. I «papà millennial» pensano ai propri figli e vivono loro accanto in modo completamente differente rispetto ai padri da cui sono nati. Non più solo «padri della legge», ma anche padri emotivi, affettivi, teneri, sensibili. Non più solo padri preoccupati di dare sicurezza, norme e protezione ai figli, attraverso il proprio lavoro, ma anche profondamente convinti del loro ruolo affettivo e educativo.
    Per la prima volta, un saggio sulla paternità, scientificamente solido e basato sulle più recenti scoperte delle neuroscienze e sulle evidenze della teoria dell'attaccamento di John Bowlby, che è anche un percorso di self-help, in grado di aiutare gli uomini che stanno pensando di diventare padri, quelli che già lo sono e quelli che, non essendolo, stanno rielaborando la loro storia di figli a fianco del padre che li ha cresciuti. Casi clinici, storie di uomini alle prese con la paternità, ma anche informazioni e competenze che ogni uomo deve saper mettere in gioco nel passaggio da uomo a padre.
    Un saggio che si legge come un romanzo, perché arricchito da una serie di narrazioni sviluppate attraverso il metodo della NPO (Narrativa psicologicamente orientata), di cui Alberto Pellai stesso ha teorizzato modello e metodo, realizzando molti libri per bambini e adulti. Un volume per aiutare gli uomini e le donne a comprendere in modo competente ed emozionale al tempo stesso che cosa succede nella mente degli uomini quando diventano padri e come rendere la paternità una tappa evolutiva nel proprio ciclo di vita, capace di rendere migliore ogni uomo che tiene per mano il proprio figlio lungo il percorso della crescita.
    Alberto Pellai è medico, psicoterapeuta dell'età evolutiva e ricercatore presso il Dipartimento di Scienze biomediche dell'Università degli Studi di Milano. Nel 2004 il ministero della Salute gli ha conferito la medaglia d'argento al merito in Sanità pubblica. Per anni ha condotto su Radio 24, con Nicoletta Carbone, il programma «Questa casa non è un albergo», dedicato alla relazione genitori e figli. È autore di molti bestseller di parenting e psicologia, tra i quali Tutto troppo presto. L'educazione sessuale dei nostri figli ai tempi di Internet, L'età dello tsunami, Il metodo famiglia felice e, per Mondadori, Zitta! (con Barbara Tamborini). I suoi libri sono tradotti in più di dieci lingue e hanno vinto numerosi premi. Dal 2010 cura su «Famiglia Cristiana» la rubrica settimanale «Essere genitori». Su Facebook gestisce una pagina dedicata ai consigli sull'educazione seguita da 50.000 fo contributori LE Alessandra De Luca
    Show book