Mindchambers
Christian Lavernier
Publisher: EMA Vinci edizioni
Summary
Mindchambers nasce come un piccolo omaggio a James Joyce e alla sua primaraccolta poetica, Chamber Music, pubblicata a Londra nel 1907.Molto prima delle grandi architetture narrative di Ulysses o delle vertiginilinguistiche di Finnegans Wake, Joyce scrive queste poesie brevi e limpide:frammenti lirici attraversati da un sentimento amoroso discreto, spesso rivolto allafigura di Nora Barnacle, la donna che diventerà sua compagna per tutta la vita. Inquelle pagine la voce poetica è ancora raccolta, quasi pudica, e la musicalità non èun semplice ornamento ma la vera struttura del testo.Il titolo stesso — Chamber Music — suggerisce una dimensione intima. Non lavastità della forma sinfonica, ma lo spazio raccolto di una stanza, dove il suonopuò esistere nella sua fragilità e nella sua prossimità.Leggendo queste poesie si ha spesso l’impressione di assistere a una successionedi brevi quadri della mente: immagini che appaiono per un momento e poi sidissolvono, pensieri che emergono e subito si trasformano. La scrittura procedeper illuminazioni brevi, come una sequenza di istanti percettivi.Il titolo Mindchambers nasce da questa intuizione. Se Chamber Music allude a unastanza sonora, Mindchambers suggerisce invece una serie di stanze interiori: spazidella mente in cui immagine, memoria e suono si riflettono l’uno nell’altro.Il brano, della durata di poco più di un minuto e mezzo, non intende illustrare untesto preciso. È piuttosto una istantanea sonora, un frammento che cerca dievocare quella sospensione lieve e quasi onirica che attraversa le poesie giovanilidi Joyce.La linea musicale si muove con un carattere vagante, come un pensiero cheprende forma senza voler davvero arrivare a una conclusione. Brevi figuremelodiche emergono, si trasformano e si dissolvono. Anche la struttura ritmicacontribuisce a questa sensazione di equilibrio instabile, come se il discorsomusicale seguisse il ritmo imprevedibile della mente.In questa breve durata il brano prova a suggerire un altrove possibile: uno spaziosospeso, ancora lontano dalle grandi costruzioni narrative dello scrittore irlandese,ma già attraversato da quella stessa immaginazione mobile e luminosa.
