¡Acompáñanos a viajar por el mundo de los libros!
Añadir este libro a la estantería
Grey
Escribe un nuevo comentario Default profile 50px
Grey
Suscríbete para leer el libro completo o lee las primeras páginas gratis.
All characters reduced
Stampa inglese e fascismo - traduzione letterale do oltre 70 articoli pubblicati su quotidiani e riviste specializzate inglesi - cover

Stampa inglese e fascismo - traduzione letterale do oltre 70 articoli pubblicati su quotidiani e riviste specializzate inglesi

Alessandro Foresta

Editorial: Edizioni del Poggio

  • 0
  • 0
  • 0

Sinopsis

Il fascismo ha assunto fin da subito i tratti dell'universalità. Tutto il mondo civile si è avvicinato ad un fenomeno destinato, nel giro di alcuni anni, ad avere conseguenze su scala mondiale. In Europa e in America, non c'è stato quotidiano che non si sia occupato della nascita e dell'avvento del fascismo in Italia. Come si è posto il paese in cui per primo è nato il concetto stesso di "opinione pubblica" nei confronti di un fenomeno che negava valori di democrazia e libertà di espressione? Il dato che emerge dalla traduzione letterale di 70 articoli tratti da quotidiani e riviste inglesi è sconvolgente.
Disponible desde: 25/05/2025.
Longitud de impresión: 166 páginas.

Otros libros que te pueden interesar

  • Sherocco Le rivoluzioni del desiderio - cover

    Sherocco Le rivoluzioni del...

    Titti De Simone

    • 0
    • 0
    • 0
    Cosa significa l'espressione "comunità LGBTQIA+"? Esiste davvero qualcosa che può fare da legame per un gruppo eterogeneo come quello formato dalle persone lesbiche, gay, trans, queer, non binarie? La varietà delle esperienze di vita e delle differenti forme di categorizzazione e di politicizzazione dell'"identità sessuale" sembrerebbero minare proprio il fondamento nella credenza dell'esistenza di "una comunità". Ebbene, il Festival transfemminista queer e antirazzista Sherocco è stato, al suo debutto, la prova incarnata della sua esistenza. Le rivoluzioni del desiderio raccoglie le voci dell3 protagonist3 che hanno animato il Festival e restituisce l'intensità e la radicalità dei dibattiti, delle analisi e delle emozioni che hanno fatto di Sherocco un cantiere di pensiero critico per contrastare i sistemi di potere che opprimono le donne, le persone non straight, le persone razzializzate.
    Ver libro
  • Eroine - cover

    Eroine

    Kate Zambreno

    • 0
    • 0
    • 0
    Nel dicembre 2009 Kate Zambreno, allora scrittrice inedita, apre un blog che chiama Frances Farmer Is My Sister. Nasce da una recente ossessione per il modernismo letterario e da un'affinità per le "mogli pazze" dei grandi scrittori: trasferitasi di recente a Akron, Ohio, al seguito del marito, Zambreno, come quelle donne, si sente sempre più subordinata alla sua controparte maschile. Il blog diviene la sede ideale per tracciare malinconici ritratti di queste figure femminili – Vivienne Eliot e Jane Bowles, Jean Rhys e Zelda Fitzgerald, e altre ancora – in opposizione frontale alle loro patologizzanti biografie "ufficiali". Scrittrici e artiste in proprio, si trovarono relegate al ruolo di muse dei partner scrittori per poi concludere le loro vite nel silenzio obbligato, cancellate, rinchiuse.
    Quello che scaturisce on-line è un potente momento di confronto, una community di donne fuori dai cardini, e che ai cardini si ribellano. Una sorellanza, ciò che lega queste donne passate e presenti, ma anche un destino a cui Zambreno sente di voler sfuggire – per rivendicare il diritto a essere una donna scombinata. Ecco dunque che in Eroine trasforma quella polemica nata on-line in un'opera letteraria abbagliante e originale. Analizzando le teorie che prescrivono cosa dovrebbe essere la letteratura e chi è autorizzato a scriverla, smaschera un modello culturale che esilia costantemente l'esperienza femminile nel regno del "minore" e s'impegna, con questo stesso testo che racconta la sua personale esperienza, a creare un canone alternativo.
    Ver libro
  • I misteri dell'Acqua tofana - cover

    I misteri dell'Acqua tofana

    Alessandro Ademollo

    • 0
    • 0
    • 0
    L'Acqua Tofana è un veleno usato in Italia nel XVII  secolo. Prende il nome da Giulia Tofana che l'inventò nel 1640; era un veleno incolore, inodore e insapore altamente tossico, capace nel giro di pochi giorni di provocare una morte apparentemente naturale, e che vendette soprattutto a donne intrappolate in matrimoni sgraditi.
    
    
    "Era venuta in Roma dalla Sicilia per mezzo di alcune malvagie femmine certa maniera di veleno tanto fiero ed agevole a comporsi, quanto impossibile a conoscersi non distinguendo egli né il sapore né il colore dell'acqua pura ed uccidendo con malattia di pochi giorni senza verun di quegli accidenti che non sono comuni alle infermità ordinarie, per mezzo di una morte desiderabile ad ogni sorte di cristiano, come quella che dava tempo ed agio di provvedere all'eterna salute coi sagramenti".
    Ver libro
  • Quando l'Ucraina invase l'Iraq - Le mani del Pentagono sulla storia - cover

    Quando l'Ucraina invase l'Iraq -...

    David Colantoni

    • 0
    • 0
    • 0
    Ucraina e NATO: Le Missioni Segrete dal 1992 e le Vere Origini della Guerra con la RussiaUn'inchiesta storica sulle missioni NATO dell'Ucraina dal 1992 e sul ruolo nascosto del Pentagono nelle origini del conflitto con la RussiaL’altra guerra taciuta: le missioni NATO dell’Ucraina prima del conflitto con la RussiaDal 1992 al 2022, decine di migliaia di militari ucraini hanno partecipato a missioni militari all’estero sotto direzione e coordinamento del Pentagono, in un processo continuo di integrazione operativa con la NATO. L’Ucraina si è così trasformata, passo dopo passo, in un vettore strategico occidentale nel cuore dell’Eurasia, percepito da Mosca come una minaccia diretta alla propria sicurezza nazionale. Tra le operazioni più significative di questo percorso: l’intervento in Kosovo e la partecipazione all’occupazione dell’Iraq.Un’analisi documentata e scomoda sulle origini del conflitto attualeAttraverso un’imponente raccolta di documenti ufficiali – testi parlamentari, atti militari, articoli di giornale e pubblicazioni accademiche – questo libro getta luce su un capitolo poco noto della storia recente dell’Ucraina. Non si tratta di un’analisi superficiale: l’autore compone un mosaico dettagliato che ricostruisce le tappe attraverso cui le Forze Armate ucraine sono state progressivamente integrate nella struttura militare occidentale. Una verità spesso ignorata dal dibattito pubblico europeo e italiano.Oltre il 2014: quando è iniziato davvero il controllo NATO sull’UcrainaSecondo l’autore, la narrazione ufficiale che fissa al 2014 l’inizio dell’addestramento NATO alle truppe ucraine – in risposta alla crisi di Maidan e alla destituzione del presidente Yanukovic – è una falsificazione ideologica. L’inizio della cooperazione risalirebbe invece al 1992, con il crollo dell’URSS. Già allora, un gruppo di contatto del Pentagono si insediò a Kiev per avviare un programma di interoperabilità militare: migliaia di ufficiali ucraini furono formati negli Stati Uniti, e milioni di dollari furono investiti per “fidelizzare” la classe militare ucraina al potere occidentale, con una dinamica che l’autore paragona al sistema di clientelismo dell’antica Roma.Kosovo e Iraq: i due scheletri nell’armadio della narrazione ucrainaDue operazioni militari in particolare spiccano come gravi elementi di ambiguità nella storia recente dell’Ucraina: la presenza ventennale di truppe ucraine in Kosovo, al fianco della NATO, per imporre la secessione a una Serbia bombardata nel 1999; e l’invasione dell’Iraq, dal 2003 al 2008, con il terzo contingente più numeroso dopo USA e Regno Unito. Due guerre profondamente controverse, che hanno causato gravi crisi umanitarie, e che l’autore presenta come “scheletri nell’armadio” che oggi meritano di essere esaminati con attenzione, per comprendere davvero le radici geopolitiche del conflitto ucraino.Una teoria storica e politica sulla Classe Armata in OccidenteAccanto alla ricostruzione fattuale, il libro propone una riflessione originale sul potere militare contemporaneo. L’autore definisce la “Classe Armata” come una nuova élite sociale e geopolitica che, nell’arco degli ultimi decenni, si è progressivamente imposta come soggetto politico autonomo, con propri interessi, risorse e narrative. Secondo questa tesi, le guerre “per la sicurezza” avrebbero spesso come obiettivo la riproduzione di potere di questa classe militare transnazionale, responsabile di una crescente
    Ver libro
  • Fuori le palle - Privilegi e trappole della mascolinità - cover

    Fuori le palle - Privilegi e...

    Victoire Tuaillon

    • 0
    • 0
    • 0
    Che cosa vuol dire essere uomo oggi? Victoire Tuaillon indaga l'aspetto storico, sociale, filosofico e filologico del dominio maschile, affrontando i temi più attuali e controversi della mascolinità in un racconto teso a capirne meccanismi e conseguenze. Quando nasce il mito della virilità? Perché le città, gli oggetti d'uso quotidiano e il mondo del lavoro sono declinati al maschile-neutro? Cosa intendiamo quando parliamo di consenso? Come ripensare il desiderio e la sessualità?
    
    Con il supporto di una rete di voci e capovolgendo le usuali prospettive, Tuallion mette in discussione il sistema economico e di potere, perché il maschile dominante ha a che fare con le strutture che ci circondano, siano esse politiche, giudiziarie, educative o sanitarie. E le strutture possono essere demolite, o quanto meno ripensate. Senza dogmatismi, questo libro testimonia come la mascolinità sia una costruzione sociale che colpisce le donne e intrappola gli uomini, ed evidenzia la necessità di una rivoluzione, già in atto, di tuttə contro quelle rappresentazioni che permettono al dominio maschile di perdurare, con il suo carico di privilegi, sfruttamento, violenza. Perché è tempo di trovare nuove strade e costruire uno spazio di fiducia comune.
    Postfazione di Vera Gheno.
    Ver libro
  • Se li guardi - Racconti di persone finite in carcere - cover

    Se li guardi - Racconti di...

    Amedeo Savoia

    • 0
    • 0
    • 0
    Queste storie, nate nel vasto mondo e raccolte dietro alle mura delle carceri, rimangono in mente, non si può non essere coinvolti e ascoltarle distrattamente. Leggendole si farà caso a come gran parte dei detenuti che raccontano le loro vicende all'autore si sono ritrovati a violare la legge sulla sottile linea d'ombra che separa l'età dei giochi da quella adulta. Piccoli furti e abuso di droghe, che non sono stati estemporanei, non sono rientrati in una «normalità» ma li hanno condotti dietro alle sbarre.
    «Se sono finiti in galera, se la sono cercata» siamo abituati a pensare. Sapere i colpevoli rinchiusi lontani da noi porta a un senso di sicurezza. Ma è solo incontrandoli, anche soltanto attraverso un racconto, che possiamo capire quanto sia necessario concepire il carcere come un luogo teso a riabilitare e non a punire.
    Ver libro