Giusto o sbagliato che sia
Vito Labita
Publisher: Vito Labita
Summary
"Giusto o sbagliato che sia" di Vito Labita affronta la complessità delle scelte umane, mettendo in discussione la moralità delle azioni quotidiane. .......... ........ ....
Publisher: Vito Labita
"Giusto o sbagliato che sia" di Vito Labita affronta la complessità delle scelte umane, mettendo in discussione la moralità delle azioni quotidiane. .......... ........ ....
Questo libro è l'ideale prosecuzione, anche cronologica, del precedente "Il caso editoriale di 'Il mondo al contrario' di Roberto Vannacci" (ISBN 8831629506 ), ora disponibile anche in versione digitale (ISBN 9788831631136). Tuttavia, al contrario del precedente, in cui l'autore esprimeva, mettendole a testo, valutazioni di ordine personale, questo libro è volutamente privo di ogni commento, lasciando volentieri l'Autore a chi legge, la più ampia e legittima libertà di farsi una personale opinione personale su quanto qui citato e/o riportato.Show book
L'intelligenza artificiale generativa sta entrando nelle nostre vite quotidiane non solo attraverso le sue applicazioni più specialistiche, ma integrandosi negli smartphone o nei motori di ricerca, vale a dire negli strumenti che utilizziamo tutti i giorni per accedere al sapere e per comunicare. Coloro che la sviluppano, ma anche molti analisti, la ritengono una delle tecnologie più rivoluzionarie mai inventate, capace di realizzare il sogno di produrre macchine intelligenti quanto e più di noi, con tutte le conseguenze utopiche – ma anche distopiche – che questo comporta. Tuttavia, sono sempre più insistenti le critiche che si sollevano verso questo modo di interpretare l'intelligenza artificiale, che sembra piuttosto il frutto di un'abile campagna di comunicazione volta a farcene sovrastimare il valore e le capacità. E allora, anziché esercitare la nostra immaginazione prefigurando un avvenire fantascientifico poco realistico, è molto più importante capire come funziona davvero l'IA generativa e quali sono gli spinosi problemi che pone già oggi. Problemi che, se non verranno adeguatamente affrontati, non potranno che acuirsi.Show book
L'attuale crisi internazionale ha messo in evidenza le criticità del mondo politico, in cui i cristiani possono ancora giocare un ruolo fondamentale nella ricostituzione di un nuovo ordine mondiale. L'antidoto a questa crisi, come è scritto in queste pagine, è proprio la fraternità, che se attuata in campo politico potrebbe trasformare l'arte del governare nel servizio verso il prossimo, in quanto fratello e figlio di Dio. Ed è ciò che Igino Giordani scrive ne Il Messaggio sociale del cristianesimo: «Il cristianesimo imparenta con Cristo e, per lui, con Dio, col primo grado di parentela, che è la fraternità». Perciò, ripercorrendo uno dei brani della Bibbia in cui si narra l'episodio di Caino e Abele, la nostra risposta non sarà più quella di Caino: «Sono forse io il custode di mio fratello?», ma finalmente sapremo prenderci cura l'uno degli altri.Show book
Nell'epoca in cui tutto è visibile, ogni cosa può essere controllata e sorvegliata. In L'occhio e il rasoio Ingrid Guardiola ci mostra come, in un presente di immagini moltiplicate fino a essere ovunque, capaci di insinuarsi nei nostri gesti, nelle città che abitiamo, nelle comunità che costruiamo online e offline, la realtà che crediamo di vivere rischia di non essere altro che una mera copia disegnata dagli algoritmi e dalle grandi corporation che li governano. Ogni nostra foto, ogni nostro video, ogni nostra story non è solo un contenuto: è lo strumento con cui ci relazioniamo con quell'interfaccia virtuale in cui si è trasformato il mondo. Attraverso la filosofia e la sociologia, la tecnologia e la cultura visuale, Guardiola ci conduce in un percorso inquietante attorno al potere nascosto delle immagini di cui fruiamo quotidianamente, indagando il modo in cui esse condizionano la nostra vita privata e la sfera pubblica. Dialogando con i giganti del pensiero critico – dagli insegnamenti di Roland Barthes per decifrare i codici del visibile agli avvertimenti di Marshall McLuhan sui pericoli della seduzione mediatica, dalle riflessioni di Donna Haraway sui «corpi ibridi» a quelle di Byung-Chul Han sull'«inferno dell'uguale» –, L'occhio e il rasoio ci mostra come riconoscere le strategie di mercificazione del nostro sguardo e le dinamiche di potere dietro la condivisione anche di un semplice selfie, indicandoci nuove pratiche di resistenza. Quest'opera è un appello a ognuno di noi a trasformare la tecnologia da dispositivo di controllo a strumento di liberazione, sottraendoci all'omologazione algoritmica e dando vita a nuovi spazi condivisi e a nuovi immaginari. Perché, quando il medium non è più solo il messaggio ma diventa il padrone, la domanda che dobbiamo porci non è che cosa stiamo guardando, ma come scegliamo di guardarlo.Show book
Si fa presto a dire amare, ma quante sono le persone che possono dirsi innamorate sul serio? E quante quelle capaci di andare oltre l'innamoramento? Una cosa è certa: l'amore non può diventare un laconico messaggio lanciato nell'universo distratto, né può contare sulla probabilità che un'anima ne incroci un'altra nella notte dei giochi tecnologici. L'amore ha bisogno di essere contaminato, anche quando costa, anche quando sa di amaro e di lacrime. Sentimento «piú dogmatico dell'amore» è l'amicizia, che non conosce sfumature di comodo, che è tutto o niente, e ha bisogno di ancora piú coraggio dell'amore, perché richiede l'assoluta conquista dell'altro e la totale perdita di sé. Ultima tappa di questa guida amichevole sul sentiero della maturità affettiva è la felicità: per raggiungerla, dobbiamo impegnarci ad avviare una piccola rivoluzione della gioia e della positività. Perché essere felici può accadere molto piú spesso di quanto immaginiamo, dobbiamo solo lasciare che accada. contributori LE Michele MaggioreShow book
Capodanno. Malatesta, Roma. Un ragazzo disteso a terra, gli occhi rovesciati all'indietro e sangue sul viso. Inizia così il 2025: Stephano e Matteo massacrati di botte da dieci ragazzi. Perché? Si tenevano per mano mentre rientravano a casa. A Napoli un ragazzino di 15 anni viene picchiato con una chiave inglese dal padre perché gay. Dal 2013 a oggi si registrano 1866 vittime di violenze omotransfobiche in Italia. Dal 2008 al 2024 sono 49 le persone trans uccise nel nostro paese secondo il report annuale dell'organizzazione Transgender Europe (Tgeu): l'Italia è al primo posto in Europa per numero di transicidi. Ma i numeri non bastano. Sono le storie che parlano e ci raccontano un'Italia unita nell'odio per il diverso. La legge che ha introdotto le unioni tra persone dello stesso sesso è stata approvata, ma senza l'emendamento sull'adozione. Il ddl Zan contro l'omotransfobia, l'abilismo e la violenza di genere è stato bocciato in Senato. Con le elezioni del 4 marzo 2018 prima e del 25 settembre 2022 poi, le lancette dell'orologio sono state portate indietro di mezzo secolo. Imperversa una retorica di lotta all'"ideologia gender", anti-scelta, anti-diritti, la destra arma gli odiatori e offre loro gli strumenti per la caccia. Dalla prima inchiesta di copertina su L'Espresso, Simone Alliva ha continuato a occuparsi dell'escalation delle aggressioni omofobe in Italia, da Nord a Sud, allargando il suo sguardo a tutta la comunità Lgbtq+ sotto attacco. Torna dopo cinque anni con una nuova edizione aggiornata agli ultimi eventi e corredata con il suo ultimo lavoro che ha svelato i rapporti tra Pro Vita, il governo Meloni e le associazioni neofasciste, per rispondere, di fronte alla scia di insulti, aggressioni e morti, a una domanda: in nome di cosa?Show book