Join us on a literary world trip!
Add this book to bookshelf
Grey
Write a new comment Default profile 50px
Grey
Subscribe to read the full book or read the first pages for free!
All characters reduced
Il giornalista artificiale - cover

Il giornalista artificiale

Roidi Vittorio

Publisher: All Around srl

  • 0
  • 0
  • 0

Summary

La scienza fa miracoli, ma può produrre anche ordigni bellici. Chi fa il nostro mestiere, chi cerca notizie e le distribuisce, ormai può farsi aiutare da un “computer generativo”, una macchina elettronica che ha archiviato milioni di dati e sa perfino scrivere. Basta chiedere: una relazione, una poesia, un articolo, perfino una foto. Avremo un “Giornalista artificiale”.
Avremo più notizie o saremo sommersi da frottole e da falsità? Il pericolo è chiaro: le aziende editoriali potranno sostituire i Cronisti con redattori artificiali. La sfida è lanciata e i colossi dell’informatica hanno lanciato sul mercato ChatGPT e Bard, i due campioni dell’IA, mentre anche i cinesi annunciano un loro campione. Le aziende si stanno attrezzando.
I sindacati sono in allarme (in America gli sceneggiatori sono in sciopero per non essere sostituiti dai computer). Il New York Times e la Associated Press hanno minacciato colossali vertenze giudiziarie contro le imprese che usano i loro dati e i loro materiali.
Available since: 12/12/2023.
Print length: 144 pages.

Other books that might interest you

  • I Rothschild in Italia - Un Paese non ancora nato e già nella morsa delle speculazioni dei banchieri più potenti - cover

    I Rothschild in Italia - Un...

    Pietro Ratto

    • 0
    • 0
    • 0
    Con quali mezzi e in quale misura Casa Rothschild tenne in scacco i singoli Stati che, dal 1861, sarebbero confluiti nel Regno d’Italia?Quali rapporti si instaurarono tra i vari governanti della penisola italica e questa potente famiglia di banchieri?Come e perché l’Inghilterra coprì e finanziò la Spedizione dei Mille?Quali interessi economici avevano alcuni uomini al seguito di Garibaldi, in relazione all’annessione del Sud da parte del Regno sabaudo?E soprattutto: com’è possibile continuare a insegnare e a studiare la Storia senza considerare l’enorme peso che le logiche finanziarie e la sete di profitto di grandi istituti bancari come quello in questione, hanno sempre esercitato sul corso degli eventi?⛊Ne I Rothschild in Italia, Pietro Ratto con le sue profonde capacità di ricerca, analisi e sintesi, ci rivela i fatti che hanno portato alla formazione del nostro Paese mostrandoci quello che viene normalmente ignorato dalla narrazione ufficiale della Storia e dai libri di scuola, ma che è fondamentale per comprendere non solo quegli anni, bensì anche la nostra storia presente.Oltre alla storia italiana nel periodo fra il 1821 e il 1861, riviviamo anche gli eventi che hanno attraversato in quegli anni gli altri Paesi europei, come la Francia, la Spagna, l'Inghilterra e l'impero asburgico.⛊«C’è  un  fatto  però,  che  anche  da  solo  basta  per  far  capire quanto una famiglia come quella dei Rothschild abbia saputo influire sulla storia europea tramite la sua attività di credito. Un fatto che dimostra quanto sia difficile comprendere gli eventi storici senza tener conto di  queste  dinamiche  finanziarie  che,  come  abbiamo  visto nelle pagine precedenti, per esempio spiegano le reali leve della liberazione del re di Spagna Ferdinando VII, in quel caso da individuare nella citata tangente pagata da Nathan alle Cortes. Si tratta di un prestito che l’Austria, di nuovo in crisi economica, dovette nuovamente richiedere a Salomon Rothschild nel maggio del 1831. Come abbiamo visto, i nostri banchieri avevano tutto l’interesse a far sì che l’impero asburgico non si cacciasse in una nuova guerra, prevedibilmente nociva  per  le  loro  stesse  finanze.  Di  conseguenza,  Salomon  Rothschild  concesse  il  prestito  richiesto,  a  condizioni  sorprendentemente  vantaggiose.  Ma  con  una clausola: tali condizioni sarebbero venute meno qualora l’Austria fosse entrata in un nuovo conflitto.Ebbene: se si va a cercare nei libri di Storia dell’Arte ci si imbatte nella descrizione della cosiddetta fase del Biedermeier,  che  si  estende  ufficialmente  dalla  fine  del Congresso di Vienna al 1848. Un periodo caratterizzato da un clima culturale e artistico, e da uno tipico stile nella realizzazione di mobili e arredamenti, che si sviluppa nei Paesi germanici e in Austria approfittando di un insolito e lungo intervallo di pace.Risulta impossibile, però, spiegar le vere cause storiche di questa lunga fase di pace, senza connetterla a quell’astuto prestito tramite cui i Rothschild riuscirono così a disinnescar gli intenti bellicosi di Klemens von Metternich, salvaguardando il loro patrimonio».
    Show book
  • Coppi ultimo - cover

    Coppi ultimo

    Marco Pastonesi

    • 0
    • 0
    • 0
    Il 2 gennaio 1960, nell'ospedale civile di Tortona, si spegne il più grande sportivo italiano del Novecento, «forse il più grande di sempre», ucciso a quarant'anni da una malaria non diagnosticata e divampata in un corpo usurato da troppe fatiche. Dell'epopea di Fausto Coppi, della sua rivalità con Bartali, della prigionia e degli scandali si sa tutto, o quasi. Ma il Coppi meno conosciuto, meno raccontato, è proprio quello del 1959. È il suo ultimo anno di uomo e campione, di industriale e manager. Una giostra di ingaggi, passerelle, sconfitte. Un lungo, frenetico addio al mondo del ciclismo, ma anche un silenzioso addio alle mogli, ai figli, ai tifosi, alla gente e alle case di Castellania, «una muta punteggiatura del paesaggio e dell'umanità». L'ultima Roubaix, l'ultimo Baracchi, l'ultimo Tour – non disputato, ma vinto dal suo discepolo migliore –, fino a quell'ultimo viaggio, inatteso e fatale, nell'Alto Volta. Un Coppi stremato, esaurito, sfinito eppure ancora curioso, incapace di scendere dalla bici, dove continua a esibirsi con uno stile impeccabile – una perfetta fusione di «muscoli e telaio» –, portando a spasso la propria leggenda a due ruote. Un Coppi inedito, raccontato in mille storie minime ed esemplari – un mito, tutt'altro che ultimo.
    Show book
  • Eroine - Come le protagoniste delle serie TV possono aiutarci a fiorire - cover

    Eroine - Come le protagoniste...

    Marina Pierri

    • 0
    • 0
    • 0
    Le protagoniste delle serie tv sono specchi nei quali possiamo riconoscerci, modelli di crescita e trasformazione. Eroine è un viaggio nell'arco narrativo della serialità contemporanea che esplora come il racconto televisivo abbia ridefinito il concetto di eroismo femminile. 
    Da Stranger Things a Gomorra, da Orange Is the New Black a L'amica geniale: ogni serie segna il nostro immaginario, e ogni protagonista incarna un tassello del Viaggio dell'Eroina. 
    Marina Pierri intreccia in modo inedito il femminismo intersezionale, la mitologia e la psicologia del profondo, mostrando come Fleabag o Lila Cerullo non siano semplici personaggi ma archetipi con un impatto culturale potente.
    Perché ogni Viaggio dell'Eroina è, in fondo, anche nostro.
    Show book
  • Ayn Rand - cover

    Ayn Rand

    Stefano Magni

    • 0
    • 0
    • 0
    Cresciuta nella Russia zarista e in seguito emigrata negli Stati Uniti, Ayn Rand (1905-1982) è stata una delle principali protagoniste della rinascita dell'individualismo nella cultura contemporanea. Nata Alisa Rosenbaum a San Pietroburgo, dopo essere fuggita negli Usa – dove assunse lo pseudonimo di Ayn Rand – si dedicò prima al cinema, poi alla letteratura e infine alla filosofia. Con il romanzo "La rivolta di Atlante" (1957) fece innamorare di sé e della sua visione del mondo una generazione di americani. Il suo pensiero filosofico venne sistematizzato negli anni Sessanta prendendo il nome di «Oggettivismo»: alla base vi è l'idea che la realtà sia oggettiva e possa essere compresa – non creata – dalla nostra mente, attraverso l'uso della ragione. Nello stesso tempo, tale filosofia accorda all'individuo la massima libertà possibile, in quanto «diritto naturale», e relega lo Stato al ruolo di «guardiano notturno». Questo volume è un primo e sintetico invito alla lettura della vasta opera narrativa e filosofica di Ayn Rand, una pensatrice troppo spesso trascurata e snobbata, ma indispensabile per comprendere i mali del nostro tempo – che anticipò con straordinaria lungimiranza – e le soluzioni, originali e mai scontate, per uscirne. © 2022 IBL Libri
    Show book
  • L'alfabeto della vita - Poetica della Biodanza - cover

    L'alfabeto della vita - Poetica...

    Giovanna Benatti, Rolando Toro...

    • 0
    • 0
    • 0
    "Il linguaggio umano è sgorgato dalla fonte interiore, da una profonda necessità di "fondare la realtà" dal punto di vista ontologico. Parafrasando l'espressione di Heidegger "abitiamo le parole", "la parola è la dimora dell'essere" e nella forma più estrema: "Siamo arrivati troppo tardi per gli dei o troppo presto per gli uomini. L'uomo è un poema incompiuto". 
    "Le definizioni di Giovanna e Nicola costituiscono un vocabolario del paradiso, un Sillabario delle origini, un progetto di purezza assoluta. Gli aspetti simbolici evocati dagli autori stanno connessi con tale forza al significato essenziale da configurare un meta-linguaggio. 
    In questo libro compaiono i termini più frequentemente utilizzati in Biodanza. Si tratta di un'opera che tutti gli allievi di Biodanza dovrebbero leggere, perché aiuta a comprendere aspetti teorici altrimenti inaccessibili al linguaggio lineare". 
    ROLANDO TORO ARANEDA
    Show book
  • Elogio della diplomazia - cover

    Elogio della diplomazia

    Paolo Guido Spinelli

    • 0
    • 0
    • 0
    Cos'è la diplomazia? Chi sono e cosa fanno i diplomatici? Specie ora che venti di guerra soffiano impetuosi sul nostro continente, rendendo vieppiù delicata una situazione mondiale già molto complessa, sono domande che ci poniamo spesso con un certo scetticismo. Eppure la diplomazia, tante volte incompresa o addirittura bistrattata, rimane l'unica via per comporre le controversie, prevenire o risolvere i conflitti che si aprono all'interno della comunità internazionale, salvaguardare la pace.
    Elogio della diplomazia dunque, in un libro che propone una puntuale indagine sulla professione del diplomatico. Con particolare riferimento, com'è naturale, all'Italia e all'assetto attuale del nostro Ministero degli affari esteri, costituito dall'Amministrazione centrale e da una solida rete di "uffici all'estero" (Rappresentanze diplomatiche, uffici consolari, Istituti italiani di cultura) ma con una visione più ampia di un mestiere antichissimo che costantemente si invera nelle diverse realtà in cui è chiamato ad agire. Diplomazia "nuova", perché rispondente alle necessità del presente ma, come è nel suo DNA, fortemente legata alla tradizione. Uno sbocco professionale affascinante per dei giovani attratti dalla crescente dimensione internazionale del nostro Paese che richiede sempre più qualità di mente e di cuore per contribuire a creare un clima di feconda comprensione reciproca fra i popoli e le diverse culture.
    Show book