Gesture
Raffaele Longo
Publisher: EMA Vinci edizioni
Summary
composizione di Raffaele Longo per accordion e quartetto d'archi
Publisher: EMA Vinci edizioni
composizione di Raffaele Longo per accordion e quartetto d'archi
Titolo: IL GIORNO SENZA SCUDO :Teoria sulla ciclicità magnetica scolpita nella pietra Descrizione: Un viaggio tra scienza, simboli e silenzio millenario. In questo libro, Antonio Morittu propone una teoria affascinante e originale: che antiche civiltà, testimoni di eventi geofisici estremi come l’inversione del campo magnetico terrestre, abbiano lasciato un messaggio codificato nella pietra. Attraverso l’analisi di menhir, domus de janas, dolmen, petroglifi e città sotterranee sparse nei cinque continenti, l’autore suggerisce l’esistenza di una memoria planetaria frammentata scolpita in simboli universali. Spirali, cerchi, rifugi ipogei e allineamenti astronomici non sarebbero soltanto espressioni rituali o artistiche, ma un linguaggio resistente al tempo, concepito per superare il collasso delle civiltà e parlare con il futuro. Il testo si muove tra geofisica, archeologia alternativa, mitologia e linguaggio simbolico, con uno stile evocativo e riflessivo. Include immagini esplicative, un’appendice scientifica e un glossario approfondito. Questo libro non pretende di dare risposte definitive, ma pone una domanda urgente: e se la pietra stesse ancora cercando di parlarci… riusciremo ad ascoltarla?Show book
Opera libretto interpreted and read without singing. This audio is suitable for lovers of theatrical literature, for opera singers and for students of the Italian language.Show book
Mozart è il motore di una rivoluzione culturale che ha cambiato profondamente il modo di ascoltare la musica: le sue composizioni non sono più confinate alle sale da concerto ma risuonano ovunque, frammentate, citate, riciclate, mescolate al pop, al rock, alla pubblicità e ai media. Non si tratta di un "tradimento" ma di una nuova esperienza estetica, che mette in crisi la distinzione tra ascolto colto e ascolto comune. Loredana Lipperini esplora la diffusione bizzarra e incontrollata dell'immagine e delle note del compositore più famoso del mondo, che hanno invaso gli spazi più inattesi – dal fumetto alla televisione, dal cinema al merchandising – trasformandolo in una rockstar eterna. Mozart diventa il punto d'incontro tra alto e basso, tra sacro e profano, rivelando una nozione di cultura non più rigida, ma fluida e condivisa, che fa della contaminazione la sua forza vitale.Show book
Gli altari "a tabernacolo" sono grandi complessi scultorei e pittorici con funzione di ancona, in genere configurati come monumentali edicole o cibori al di sopra della mensa eucaristica, nei quali lo spazio comunemente deputato ad accogliere la pala dipinta o scolpita è invece occupato da un pannello decorato entro cui si colloca un vano destinato ad ospitare un'icona venerata, antica o creduta tale, oggetto di pellegrinaggio e nella maggior parte dei casi ritenuta miracolosa. Questo vano, che può essere fornito di ante (come i tabernacoli che accolgono il Santissimo Sacramento) oppure a piena vista, è inserito entro un pannello decorato con figurazioni (angeli a sorreggere l'icona, ad esempio) o semplicemente realizzato in materiali pregiati (marmo, pietre dure, lamine metalliche). La vicenda di questi altari, di straordinaria ricchezza dal punto di vista formale e materiale, delinea percorsi che intercettano quelli della migrazione delle maestranze artistiche dal nord Italia a Roma, sino alle regioni meridionali, nonché l'attività di alcuni protagonisti della scena artistica dal tardo manierismo al barocco maturo. A cimentarsi con questa forma di altare furono artisti di calibro, da Pellegrino Tibaldi a Girolamo Rainaldi e Peter Paul Rubens tra Milano e Roma, da Cosimo Fanzago a Napoli a Gian Lorenzo Bernini ed Antonio Raggi di nuovo a Roma. Proprio la diffusione su vasta scala sul territorio della penisola italiana e l'alto livello qualitativo di alcune realizzazioni hanno suggerito di condurre un'indagine sistematica sulla tipologia dell'altare a tabernacolo, che ha ricostruito un capitolo importante della produzione artistica di età rinascimentale e barocca.Show book
Che impatto hanno avuto l'industrializzazione, l'urbanizzazione, la cura dell'igiene, la nascita del design nel codificare le stanze delle case che abitiamo oggi? Cosa implica varcare una soglia, entrare in una camera? Il boudoir, l'antico salottino per signore in cui il Marchese de Sade ambienta uno dei suoi testi di maggior successo, quale significato politico può assumere? E che rapporto c'è tra la cucina come emblema della sottomissione femminile e la cucina come teatro di liberazione ed emancipazione della donna? O, ancora: qual è la valenza metaforica della cantina e come cambia nel corso della vita il modo di vivere questo spazio? Dopo Le case che siamo, Luca Molinari si addentra nella specificità delle stanze che compongono oggi le nostre case. Con la precisione del fine studioso e la passione del grande divulgatore ripercorre e analizza storia e funzioni, simbolismo e potenzialità di ciascuno degli ambienti che ci ritroviamo quotidianamente ad attraversare: dall'ingresso allo studiolo/biblioteca, passando per il bagno e la cabina armadio, la cucina e la camera da letto, fino ad arrivare al monolocale, che concentra tutte le stanze in una. E stanza dopo stanza, questo racconto intimo cerca di intuire a partire dal presente le linee che plasmeranno il futuro dei nostri ambienti domestici. Stanze ci porta a guardare in modo nuovo a spazi che spesso viviamo distrattamente e che invece così tanto raccontano di noi e così tanto influiscono sulle nostre vite.Show book
Questo libro guarda Napoli dando le spalle al panorama, rifiuta il vecchio e il nuovo pittoresco e abbraccia una prospettiva lontanissima dalle scenografie di fascino anarchico o in stile Gomorra che nutrono l'immaginario turistico contemporaneo. Le fotografie di Giovanna Silva e la ricerca di Lucia Tozzi puntano, piuttosto, a raccontare il lavoro stratificato degli architetti e degli urbanisti che hanno pensato le forme dell'architettura civile nel Novecento, dai moltissimi quartieri di case popolari al campus del Policlinico, dalla Mostra d'Oltremare al Centro Direzionale. Ma, soprattutto, le immagini e le parole che dialogano e si sovrappongono in queste pagine lasciano emergere con forza l'assenza di nuova architettura nell'ultimo quarto di secolo, periodo in cui questa città ha concentrato tutta la sua energia in un'unica grande opera interamente pubblica, anche se invisibile perché occultata sotto la superficie: la metropolitana. Negli ultimi anni Napoli non è stata toccata dai processi pubblico-privati di "rigenerazione urbana" che hanno invece profondamente trasformato altre città. Eppure oggi questa metamorfosi sospesa potrebbe essere la sua grande fortuna. È proprio da qui, infatti, che può nascere un'alternativa.Show book