Romeo il merlo con l'ombrello
Monica Fiorentino
Publisher: Carta e Penna
Summary
“A volte non abbiamo bisogno di qualcuno che ci aggiusti. A volte abbiamo solo bisogno di qualcuno che ci ami, mentre ripariamo noi stessi.” (Julio Cortázar)
Publisher: Carta e Penna
“A volte non abbiamo bisogno di qualcuno che ci aggiusti. A volte abbiamo solo bisogno di qualcuno che ci ami, mentre ripariamo noi stessi.” (Julio Cortázar)
Leonardo cresce nell'Italia degli anni Novanta, dove la televisione non è solo intrattenimento, ma una finestra su un mondo di possibilità. Dopo la perdita prematura della madre, trova conforto nei programmi TV, in particolare in Love Boat, che diventa il suo rifugio dalla solitudine e dalle delusioni quotidiane. Leonardo sogna di entrare nel mondo scintillante dello spettacolo, ma quando finalmente ottiene l'opportunità di lavorare in televisione, vestendo i panni di Oreo, un personaggio mascotte per bambini, le ambizioni personali e le crude realtà del mondo televisivo minacciano di distruggere tutto. Un romanzo intenso e nostalgico che intreccia dramma familiare e commedia, in un'epoca in cui la televisione plasmava sogni e aspirazioni. Una storia imperdibile per chi era ragazzo negli anni Novanta.Show book
Il titolo nasce dalla sintesi dell'elemento visivo dei componimenti e di quello verbale attraverso cui l'immagine si concretizza. La raccolta si articola in cinque parti, in uno sviluppo dall'interiorità all'esteriorità; la sezione del "Sé" contiene riflessioni sull'individualità; "Mondi quotidiani" sono attimi di vita, uno sguardo che va oltre il "sé"; "Atti d'Amore" sono momenti romantici, di scambio tra individui; "Paesaggi interiori" rappresentano un affacciarsi sul mondo in cui l'individuo si riflette; infine la sezione "Parola" si discosta dalle altre e contemporaneamente le collega, in quanto è proprio attraverso di essa che queste "fotografie" possono concretizzarsi, diventare "verbali". «Sensazioni e pensieri catturati e dipinti, echi e riflessi tra lo spazio del mondo e lo spazio del cuore.»Show book
La produzione poetica dell'autore e la stessa raccolta sono divisi in quattro fasi principali, sebbene l'ordine seguito dalla raccolta non sia sempre questo: la prima fase tratta di temi eroici, delle canzoni del suicidio, temi della natura e sul senso della vita. La voce poetica sembra giungere dall'antico e dalla natura, laddove anche morire diventa necessario per durare poeticamente, l'umanità è eroica e decaduta, e l'io è ricordo. la seconda fase comprende i piccoli idilli e i canti pisano-recanatesi o grandi idilli. la terza fase, nominata ciclo di Aspasia, è dedicata a Fanny Targioni Tozzetti, conosciuta a Firenze, di cui egli s'innamorò. Il nome Aspasia si riferisce ad Aspasia di Mileto, etera amata da Pericle, il grande politico e condottiero ateniese. l'ultima fase comprende le due canzoni "sepolcrali", la Palinodia, La ginestra e Il tramonto della Luna.Show book
Ne La stanza dei vasi di terracotta, Gabriele Viviani ci consegna una raccolta poetica che sembra muoversi tra i cicli delle stagioni e quelli della vita, con versi che cercano riparo ma anche slancio, come piante delicate custodite in una limonaia. Non c'è un ordine tematico né cronologico dichiarato, e proprio questa scelta regala alla lettura una sensazione di libertà e movimento. I testi oscillano tra paesaggio e intimità, mito e biografia, riflessione politica e ricordo personale. L'autore attinge con naturalezza a registri diversi: classico e contemporaneo, colto e quotidiano, civile e amoroso. Il risultato è una voce che non cerca di stupire con l'effetto, ma con la densità del pensiero e la misura della parola. C'è cura, musicalità e una sottile malinconia che attraversa tutta la raccolta. Le immagini rimandano a un mondo che sta per scomparire o che è già stato tradito: la natura ferita, la guerra, l'infanzia, il corpo, la morte, ma anche l'amore, la memoriaShow book
Dolce e chiara è la notte e senza vento, E queta sovra i tetti e in mezzo agli orti Posa la luna, e di lontan rivela Serena ogni montagna. O donna mia, Già tace ogni sentiero, e pei balconi Rara traluce la notturna lampa: Tu dormi, che t’accolse agevol sonno Nelle tue chete stanze; e non ti morde Cura nessuna; e già non sai nè pensi Quanta piaga m’apristi in mezzo al petto. Tu dormi: io questo ciel, che sì benigno Appare in vista, a salutar m’affaccio, E l’antica natura onnipossente, Che mi fece all’affanno.Show book
Storia di in falegname restituisce voce a Giuseppe, attraverso lo sguardo del figlio, Gesù. Non un'icona distante ma un uomo che lavora, che dubita, che affronta con sobrietà le prove della vita. Ispirato ai Vangeli apocrifi, il libro attraversa le tappe decisive della sua esistenza : la scelta dello sposo, il sogno che placa l'inquietudine, il censimento, la fuga in Egitto il ritorno in bottega fino alla vecchiaia e all'addio della comunità. Il racconto unisce la concretezza dei gesti quotidiani e la forza di un ruolo che si definisce nella discrezione. Una paternità fatta di responsabilità silenziosa e di presenza costante.Show book