La vita nuda
Luigi Pirandello
Editorial: E-text
Sinopsis
La vita nuda costituisce il secondo volume della più ampia raccolta Novelle per un anno di Luigi Pirandello.
Editorial: E-text
La vita nuda costituisce il secondo volume della più ampia raccolta Novelle per un anno di Luigi Pirandello.
Ambientato nel mitico Far West americano, il film racconta la storia di un anziano cowboy che affronta il passare del tempo, mentre ricorda un momento cruciale della sua vita trascorso con una donna più grande di lui, quando era giovane. Alfred C. Martino è uno scrittore e cantautore. È autore di tre romanzi molto acclamati, Pinned, Over the End Line e Perfected by Girls, nonché dell'opera teatrale Waiting For A Friend, messa in scena al New York New Works Theatre Festival, e di un catalogo di racconti e musica pubblicati. Il signor Martino è nato e cresciuto a Short Hills, NJ. Si è laureato alla Duke University e alla Marshall School of Business presso la University of Southern California. Attualmente vive a Jersey City, NJ. Informazioni sulla sua scrittura sono disponibili su www.AlfredMartino.com. La sua musica è disponibile su Spotify, Apple, Amazon, Deezer, Pandora, YouTube, Rumble e altri punti vendita musicali.Ver libro
Mentre il suo regno è devastato da una spaventosa pestilenza nota come "Morte Rossa", il principe Prospero si isola in un castello con mille cortigiani scelti. Indifferente alla sorte dei suoi sudditi, Prospero si abbandona al piacere e all'eccesso, e organizza una festa in maschera nelle sette sale del castello, ciascuna dipinta di un colore diverso. L'ultima stanza è nera, illuminata da una luce rosso sangue, e ospita un orologio a pendolo che scandisce le ore con un rintocco funereo. Nessuno ha il coraggio di entrare in quella sala, tranne una figura enigmatica vestita di rosso che compare alla mezzanotte. Oltraggiato per il costume che evoca la Morte Rossa, il principe Prospero decide di sfidare la misteriosa presenza… La maschera della morte rossa è un racconto scritto da Edgar Allan Poe nel 1842 e pubblicato nel Graham's Magazine. Il racconto esprime la condizione umana, vulnerabile e mortale e incapace di sfuggire al fato, attraverso un'atmosfera di angoscia e terrore, generata dal contrasto tra colori, suoni e immagini. L'opera è riconosciuta come uno dei capolavori del genere horror, gotico e fantastico, e ha ispirato numerose versioni teatrali, cinematografiche e televisive. In essa ritroviamo lo stile e i temi caratteristici di Poe, come il macabro, il simbolismo, l'ironia e la critica sociale, che evidenziano anche la debolezza della civiltà e della cultura, incapaci di difendere l'uomo dalla potenza della natura e del destino.Ver libro
Sette autori contemporanei si mettono a confronto con sette pagine di Vangelo. L'incontro è sorprendente: Lazzaro, Giuseppe, persino il fico della parabola riprendono vita ed entrano a pieno titolo nell'avventura dell'umanità contemporanea; sì, perché la rilettura che emerge da queste pagine (a volte drammatiche, a volte ironiche, a volte semplicemente curiose) sembra riportare tempi e figure, che sono stati presenti a Cristo nella sua avventura terrena, a una nuova forza narrativa e rivelatrice. In fondo, nei personaggi anche minimi della Parola di Dio siamo un po' tutti simbolizzati; ed essi riescono a restare capaci di provocazione nei confronti della nostra realtà che ha bisogno di una novità e di parole inattese.Ver libro
Vigilia di Natale. Due uomini, in una città sconosciuta. Hanno appena accompagnato un amico nel suo ultimo viaggio. Hanno trovato una piscina e adesso, nello spogliatoio deserto, parlano. Ricordano. Ridono. Si abbracciano. Nonostante. Perché domani è Natale. Un breve racconto di Natale di Marco Braico, autore de La festa dei limoni e Metà di tutto. Effatà Editrice pubblica libri di qualità dal 1995, con lo stesso spirito si occupa di editoria digitale: eBook D.O.C. pensati per chi ama i libri. Il testo di questo eBook è stato completamente riadattato alla lettura digitale con l'aggiunta di link per una rapida navigazione.Ver libro
Un'antologia che ci invita a esplorare le vite straordinarie di dodici donne eccezionali, le cui gesta hanno superato i confini del tempo e dello spazio. Queste vincitrici del premio Nobel, attive in vari ambiti, hanno illuminato il mondo con la loro intelligenza, dedizione e coraggio. Ognuna di loro ha lasciato un segno indelebile nella Storia, abbattendo barriere sociali, culturali e politiche, incarnando così l'essenza del genio femminile. Ogni racconto offre un ritratto vivido e intimo, non solo celebrando i successi professionali di queste donne, ma anche mostrando la loro umanità, le sfide personali e la resilienza. Le protagoniste di queste storie non sono solo simboli di eccellenza, ma esseri umani complessi, la cui forza e determinazione continuano a ispirare milioni di persone.Ver libro
Grande revisore, teorico della composizione, apologeta della seduzione letteraria, la sineddoche di quattro lettere «Lish» è diventata ormai il simbolo di un approccio perfezionistico al testo votato a una calibratura minuziosa della frase. Riesce perciò difficile non restare abbagliati, se non accecati, dalla cura che emerge dai suoi racconti, cullati dal ritmo variabile della sintassi, stimolati dalla ricorsività dei temi, solleticati dai continui giochi linguistici e dall'uso sapiente di ogni figura retorica. Subito si è portati a considerare la prosa di Lish come l'espressione più alta di una sublime arte dell'ellissi, resa possibile solo grazie a un'intimità febbrile, pluriennale e per niente pacificata con il linguaggio. Ma cosa si cela dietro quest'attenzione per lo strumento letterario, questo perentorio sgomitare della forma in ogni singolo episodio narrativo? Al di là di Lish, è possibile che nessuno come Gordon abbia preso sul serio l'ironia tipica delle parole, la loro irriducibilità a farsi totalmente trasparenti e lasciare che la realtà possa emergere senza farsi trasfigurare. A ben vedere, i racconti di Volevo essere stupefacente restituiscono una quotidianità lontana anni luce dai salotti letterari, fatta di senzatetto rimbecilliti, prostitute alcoliste, interminabili ciance sui vizi dei figli, parchi pubblici, problemi cutanei o intestinali. Momenti di mal-essere, per così dire, di vita vissuta, in cui irrompe sempre qualcosa di impronosticabile, come se l'analogia fosse la cifra del pensiero e della scrittura: riflessioni, fissazioni, interiezioni e ricordi, spiacevoli, disdicevoli o dolcissimi che siano. Evidentemente la persona «che scrive», dietro alla figura autoriale ricamata dalla critica, l'origine di questo tappeto armonico fatto di humor yiddish, sembra dirci che la verità letteraria è qualcosa di solo intuibile in una visione d'insieme, contando gli spazi bianchi fra le righe e fra un racconto e l'altro. Il vero Gordon Lish, il «non-detto», è appunto scorgibile solo dietro a un caleidoscopio fatto di omissioni. Realtà e parola, come vita e finzione, non saranno mai totalmente sovrapponibili. E forse è per questo che sono tanto ingombranti e fruttuose l'una per l'altra.Ver libro