Per morire basterebbe ridere a crepapelle
labita Vito
Publisher: Vito Labita
Summary
Ridere una volta, cento volte, mille volte, e non fermarsi mai. Fino a morire dalle risate. Un piccolo libro, come sempre, ma di ottima qualità. saluti a voi.
Publisher: Vito Labita
Ridere una volta, cento volte, mille volte, e non fermarsi mai. Fino a morire dalle risate. Un piccolo libro, come sempre, ma di ottima qualità. saluti a voi.
Milano 1878. Un misterioso omicidio stravolge la modesta esistenza di un giovane di belle speranze. Esaudendo le ultime volontà dell'amico percosso violentemente in una via del centro di Milano, porterà il protagonista Marcello Marcelli a vivere un'indimenticabile avventura in bilico tra una spy story e un romanzo d'appendice. Un sorprendente romanzo, da riscoprire, di Emilio De Marchi!Show book
In queste sue poesie, l'autrice parla di sé, abbandonandosi al filo dei ricordi, alle emozioni provate, ai sentimenti vissuti, ai giorni felici e a quelli bui attraversati nel tempo. Ma lo fa sempre con una sincera e profonda gratitudine per il grande dono della vita e con l'assoluta fiducia nella forza dello spirito.Show book
Appartenente a una nobile famiglia veneziana, fin dalla gioventù Pietro Bembo ebbe modo di costruirsi una solida formazione e reputazione letteraria grazie ai contatti con l'ambiente paterno e in seguito all'amicizia con Ludovico Ariosto, con Baldassarre Castiglione e alla consulenza per Aldo Manuzio. Il suo merito principale fu quello di contribuire in maniera significativa alla «codificazione dell'italiano scritto», uniformato al modello boccacciano, nell'opera che più di tutte lo ha reso famoso, «la grammatica più importante dell'intera storia dell'italiano», ossia le Prose nelle quali si ragiona della volgar lingua.Show book
Miro Casadei è un ispettore archivistico onorario. Non appartiene, dunque, alle forze di polizia. Le sue indagini riguardano carteggi antichi e moderni, commerci clandestini di beni culturali e segreti di famiglia, come quelli che ruotano attorno all'archivio dei fratelli Adelmo e Saturno Rosati, che furono dirigenti nella Romagna fascista. Rimasto inaccessibile per settant'anni, l'archivio svelerà una storia di vendette e sparizioni risalenti al secondo conflitto mondiale. Segreti che potrebbero mettere a repentaglio perfino la vita dell'ispettore. Nel frattempo Dima, il gigantesco e muto amico serbo di Miro, in una casa sul litorale adriatico ha recuperato carte appartenute al padre di Giovanni Pascoli, Ruggero. Tra realtà storica e invenzione narrativa i documenti racconteranno modalità e motivazioni sull'assassinio del padre del poeta. E, mentre le indagini di Miro si dipanano, lo stesso fanno le colline fuori dal finestrino della sua Lada, che si rincorrono l'una dietro all'altra, svanendo e ricomparendo all'orizzonte tra le curve dell'Appennino romagnolo.Show book
Un viaggio poetico del diventare – per tutti coloro che sentono il richiamo a ricordare chi sono davvero. Ciò che inizia come un piccolo punto che cade sulla Terra diventa una rivoluzione silenziosa. In 51 capitoli poeticamente illustrati, questo libro racconta la storia di una trasformazione — non attraverso grandi eventi, ma attraverso la forma, la sensazione e il movimento interiore. Il punto diventa una linea. La linea si piega in un cerchio. Il cerchio si espande, si allunga, si spezza, diventa. Ogni forma racchiude una fase della scoperta di sé: momenti di dubbio, gioia, resistenza, resa e risveglio. Più che una storia, Punto. Tratto. Cerchio. Umano. è uno specchio. Un compagno dell’anima per chi si è sentito perso nel rumore — e desidera tornare a ciò che è vero. È per i pensatori, i sensitivi, i ribelli silenziosi. Per cuori giovani e anime antiche. Per chi cerca non risposte, ma domande più profonde. Un libro da leggere lentamente, sentire profondamente e tornare a sfogliare spesso.Show book
Opera 1^ classificata al Premio «Ebook in… versi 2024» Motivazione dell'attribuzione del Premio: «Nella silloge di Margerita Leka emerge la tensione verso una filosofica "nostalgia del non vissuto" che si miscela con le molteplici manifestazioni del vivere sovente "tinte di chiaroscuro", quasi a ricordare l'oscurità della notte che penetra in ogni anfratto esistenziale. In un continuo "smistamento degli stati d'animo" la poetessa non vuole guardare al tempo passato, ai "ricordi cristallizzati", ma è protesa a ricercare l'atto salvifico che oltrepassi tale smarrimento: ecco allora che le parole vengono estrapolate da "pietrose profondità" e da giacimenti emozionali come a voler scrutare la vita con un nuovo sguardo costantemente passato al vaglio critico della personale visione lirica. La poesia porta "alla vista l'invisibile" e diventa strumento per indagare il significato più profondo delle parole che sono investite della funzione di disvelamento dell'autentico. La Parola lirica di Margerita Leka nasce da un profluvio di emozioni fortemente sentite nell'animo che scardinano ogni eventuale ipotesi e prospettiva in un costante scandaglio interiore che penetra nelle regioni più celate. Nelle enigmatiche emozioni e nelle inevitabili metamorfosi ecco allora che le occasioni di montaliana memoria diventano evidenze liriche attentamente distillate dalla substantia poetica». Massimo BarileShow book