Join us on a literary world trip!
Add this book to bookshelf
Grey
Write a new comment Default profile 50px
Grey
Subscribe to read the full book or read the first pages for free!
All characters reduced
Il maiale dei fumetti - cover

Il maiale dei fumetti

labita Vito

Publisher: Vito Labita

  • 0
  • 0
  • 0

Summary

**Commento su "Il maiale dei fumetti" di Vito Labita**"Il maiale dei fumetti" di Vito Labita è un racconto breve che combina elementi storici, umoristici e surreali in una narrazione vivace e originale. La storia segue le vicende di un maiale toscano, ricordando il poeta Guido Cavalcanti e aggiungendo un tocco di ironia e fantasia.1. **Il maiale dei fumetti era toscano come Guido Cavalcanti, un poeta del dolce stil novo del XIII secolo.**  
   Questo incipit è ricco di riferimenti culturali e letterari, che conferiscono al racconto un tono colto e nostalgico, pur rimanendo leggero e accessibile.

2. **Era pieno di mortadella, salumi e prosciutti come un piccolo salvadanaio di terracotta.**  
   La descrizione del maiale come un salvadanaio pieno di salumi crea un'immagine comica e gustosa, che sicuramente farà sorridere i lettori.

3. **Ogni giorno lei metteva una piccola moneta dentro il salvadanaio e il porcellino sognava di diventare milionario.**  
   Questo passaggio aggiunge un tocco di dolcezza e speranza al racconto, evidenziando il sogno del maiale di diventare ricco, un desiderio universale.

4. **La porcellina di porcellana non lo lasciava mai e non vi dico le porcherie di ogni tipo.**  
   Qui, Labita gioca con le parole e le situazioni, introducendo una relazione divertente e un po' maliziosa tra il maiale e la porcellina di porcellana.

5. **“Sei un porco” diceva lei. “Sei una porca” diceva lui. Questi erano i loro unici dialoghi.**  
   Il dialogo ripetitivo e semplice tra i due personaggi aggiunge un elemento di umorismo diretto e immediato, enfatizzando la natura giocosa e scherzosa della loro relazione.

In sintesi, "Il maiale dei fumetti" è una storia breve che cattura l'immaginazione con i suoi riferimenti culturali, le descrizioni vivide e l'umorismo irriverente. Labita riesce a creare un racconto che è allo stesso tempo divertente e riflessivo, capace di intrattenere e far sorridere i lettori di tutte le età.
Available since: 05/23/2024.

Other books that might interest you

  • Fast-Food: Tragedia alimentare in quattro atti per essere letta - cover

    Fast-Food: Tragedia alimentare...

    Valerio Di Stefano

    • 0
    • 0
    • 0
    "Fast-Food" è una tragedia alimentare per essere letta, una parodia del teatro classico calata su un palco immaginario che solo il lettore saprà ricostruire, per rappresentarvela al meglio. 
    Tra un hamburger, una bibita, un cartoccio di patatine fritte e un caffè lungo, tutti rigorosamente americani, si interpongono frasi fatte, espressioni da copia-incolla, personaggi pre-programmati, risposte sommarie, imprecise, non pertinenti e disumane. 
    In un microcosmo o macrocosmo in cui c'è anche da ridere. 
    Valerio Di Stefano.
    Show book
  • Benedici la figlia cresciuta da una voce nella tua testa - cover

    Benedici la figlia cresciuta da...

    Warsan Shire

    • 0
    • 0
    • 0
    Nata in Kenya da famiglia somala fuggita dalla guerra civile, quando aveva appena un anno Warsan Shire e la sua famiglia si trasferiscono a Londra. Il suo primo libro di poesie, del 2011, Teaching My Mother How to Give Birth (Insegnando a mia madre come partorire) colpisce l'interesse della cantante e attrice Beyoncé, che le chiede di scrivere alcune poesie per il suo videoclip Lemonade. Da allora la carriera di Warsan Shire, che vive a Los Angeles, è in continua ascesa. Benedici la figlia cresciuta da una voce nella testa raccoglie i versi degli ultimi dieci anni di vita dell'autrice, in cui le sue elettrizzanti poesie hanno la risonanza dei classici. Ispirata dalla sua vita e dalle sue origini, come anche dalla cultura pop e dall'attualità, Shire canta la dignità, riscattandola, delle vite di immigrati, madri e figlie, donne nere e ragazze adolescenti. E se le sue poesie spesso sono forti – affrontando temi come la nostalgia dei rifugiati, la violenza della guerra e la mutilazione dei genitali femminili –, la sua scrittura resta incredibilmente seducente. In versi esplosivi, pieni di dolore e sofferenza, ma anche di grande vitalità, Shire ci parla di cosa vuol dire abitare un corpo di donna, di disturbi dell'alimentazione, di ossessioni compulsive, e tensioni irrisolte con la fede di appartenenza. "La poesia", dice senza giri di parole Shire, "mi ha salvato la vita", e la dote più significativa del suo libro è quella di generare empatia, qualcosa che sembra mancare nel nostro tempo.
    Show book
  • La sera del dì di festa - cover

    La sera del dì di festa

    Giacomo Leopardi

    • 0
    • 0
    • 0
    Dolce e chiara è la notte e senza vento, 
    E queta sovra i tetti e in mezzo agli orti 
    Posa la luna, e di lontan rivela 
    Serena ogni montagna. O donna mia, 
    Già tace ogni sentiero, e pei balconi 
    Rara traluce la notturna lampa: 
    Tu dormi, che t’accolse agevol sonno 
    Nelle tue chete stanze; e non ti morde 
    Cura nessuna; e già non sai nè pensi 
    Quanta piaga m’apristi in mezzo al petto. 
    Tu dormi: io questo ciel, che sì benigno 
    Appare in vista, a salutar m’affaccio, 
    E l’antica natura onnipossente, 
    Che mi fece all’affanno.
    Show book
  • Le scavatrici - cover

    Le scavatrici

    Taina Tervonen

    • 0
    • 0
    • 0
    Tra il 1992 e il 1995, centomila persone sono morte in Bosnia-Erzegovina, trentamila i dispersi. Sono per lo più musulmani di Bosnia uccisi dai serbi di Bosnia e non tutti, dopo vent'anni, sono stati ancora trovati e identificati. Taina Tervonen riporta in vita, nella memoria, gli scomparsi, e rievoca le atrocità delle guerre dei Balcani. Le protagoniste di questo diario di viaggio, umanissimo e crudele, sono tre: un'antropologa, un'investigatrice, una giornalista. Tre donne che sulla propria pelle – toccando i corpi, annusando gli odori, raccogliendo le ossa – fanno parlare i morti e i vivi, alla ricerca della verità in un paese segnato dalle stragi. Senem è un'antropologa forense e Darija un'investigatrice. Una lavora con i morti, l'altra con i vivi, in un paese traumatizzato: la Bosnia- Erzegovina. Senem si occupa di identificare resti umani trovati in fosse comuni vecchie di decenni, mentre Darija va dalle famiglie degli scomparsi per ascoltare le loro parole e raccogliere il loro Dna. Quando Taina incontra Senem e Darija, la giornalista non ha idea della complessità del lavoro che la attende. Per diversi mesi seguirà la loro ricerca della verità, essenziale per la storia del loro paese e per le famiglie che non hanno mai potuto piangere i loro cari. Un racconto coinvolgente, a tratti poetico, sulla memoria e il lutto. Un libro sull'importanza della convivenza pacifica fra i popoli e sull'orrore mai dimenticato della guerra.
    Show book
  • Crisalidi - Imperfezioni - cover

    Crisalidi - Imperfezioni

    Nexus

    • 0
    • 0
    • 0
    In questa seconda opera composta dall'unione di due brevi raccolte apparentemente scollegate,
    l'indagine umana ed emotiva (impossibile scindere i due aspetti) si riappropria del suo stesso punto  generativo a partire dal rapporto binario interunivoco tra profondità e superficie.
    Le parti interiori ed esteriori del nostro corpo umano, ma in realtà di ogni creatura o creazione naturale, contemplano un raggio di movimento che va ben oltre lo spazio fisico occupato, affondando inevitabilmente nel metafisico.
    Se la superficie visibile (o talvolta invisibile…) rappresenta il ponte di contatto con tutto ciò che conosciamo di artificiale o naturale, la parte profonda si annida come una stratificazione di dettagli dell'anima componenti un cuore, il nucleo biologico, capace di sprigionare energie atte a interrelarsi con altre dimensioni reali o immaginarie anche a distanze che superano anni luce nello spazio e nel tempo.
    Show book
  • Nessuno sa il mio nome - cover

    Nessuno sa il mio nome

    James Baldwin

    • 0
    • 0
    • 0
    Nessuno sa il mio nome è la seconda raccolta di saggi di James Baldwin pubblicata per la prima volta nel 1961 e scritta durante la sua permanenza in Europa, quando la distanza dagli Stati Uniti, fortissimamente voluta, gli aveva permesso di riflettere in modo nuovo sulla condizione delle persone nere in una società dominata dai bianchi. Trascendere la sterile categoria di blackness, sia essa quella imposta dal mondo bianco o quella eretta a scopo difensivo dalla comunità nera, divenne il nucleo dell'opera di Baldwin come scrittore. Voleva impedire a se stesso di "diventare semplicemente un nero; o anche semplicemente uno scrittore nero". Sapeva che "il mondo tende a intrappolarti e a immobilizzarti nel ruolo che interpreti", e sapeva anche che per lo scrittore nero poco importa se questa trappola abbia confini di odio o di scomoda gentilezza. Non conosci il mio nome perché non puoi vedermi, dicono questi saggi. "Vedi solo la maschera che mi hai fatto indossare." Se la politica della razza e la segregazione dominano la prima parte del libro, nella seconda i saggi su Gide, Bergman, Wright e Mailer rappresentano per Baldwin il tentativo di scoprire il proprio "nome", esaminando i mondi interiori di altri artisti. Invita l'America a guardare se stessa, ad abbattere i propri miti e ritrovare la capacità di vedere al di là delle categorie. Ampiamente elogiato al momento della pubblicazione, Alfred Kazin lo salutò, su The Reporter, come "la biografia spirituale di qualcuno che spera, affrontando più di una bestia sulla sua strada, di vedere se la sua paura è del tutto necessaria". Nessuno sa il mio nome, riletto oggi in una edizione rivista e aggiornata, stupisce per l'attualità e la potenza, quella riconosciuta dei classici senza tempo.
    Show book