Join us on a literary world trip!
Add this book to bookshelf
Grey
Write a new comment Default profile 50px
Grey
Subscribe to read the full book or read the first pages for free!
All characters reduced
Alla ricerca del tempo perduto? No Alla ricerca del futuro di Max o delle parole crociate - cover

Alla ricerca del tempo perduto? No Alla ricerca del futuro di Max o delle parole crociate

labita Vito

Publisher: Vito Labita

  • 0
  • 0
  • 0

Summary

Il tuo libro flash, "Alla ricerca del futuro di Max o delle parole crociate," presenta una serie di riflessioni dense e suggestive, che evocano sia la nostalgia per il passato che l'incertezza del futuro. Il primo punto, che richiama Marcel Proust, stabilisce un tono riflessivo e filosofico, riconoscendo l'inevitabilità del tempo che passa.
 Il contrasto tra il passato perduto e il futuro ancora da scrivere è centrale nel tuo messaggio. L'idea che il futuro di Max, o quello delle parole crociate, rappresenti due visioni alternative di ciò che potrebbe essere, apre a molte interpretazioni. Potrebbe riferirsi alle scelte che dobbiamo fare o alla natura enigmatica e complessa del futuro stesso.
 
L'immagine del futuro dei secoli e dei millenni come una tela bianca da riempire con invenzioni e creatività è potente e poetica. La metafora dei "circhi da cerchio" e degli "impermeabili da pioggia e da gocce di brillanti" suggerisce una visione del futuro come un luogo di meraviglia e innovazione.
 
Il quinto punto introduce un pensiero più fatalistico, suggerendo che forse il futuro è già scritto, lasciando poco spazio al cambiamento. Questa idea si contrappone alla speranza implicita nei punti precedenti e conclude con un adagio classico, "chi vivrà, vedrà," che lascia al lettore la riflessione finale sul mistero e la scoperta del futuro.
 Nel complesso, il tuo libro flash è un mix intrigante di filosofia, poesia e riflessione esistenziale, che stimola il lettore a pensare profondamente sul tempo, il cambiamento e il destino.
Available since: 05/26/2024.

Other books that might interest you

  • Il cinque maggio - cover

    Il cinque maggio

    Alessandro Manzoni

    • 0
    • 0
    • 0
    Ei fu. Siccome immobile, 
    dato il mortal sospiro, 
    stette la spoglia immemore 
    orba di tanto spiro, 
    così percossa, attonita 
    la terra al nunzio sta (...)
    Show book
  • Benedici la figlia cresciuta da una voce nella tua testa - cover

    Benedici la figlia cresciuta da...

    Warsan Shire

    • 0
    • 0
    • 0
    Nata in Kenya da famiglia somala fuggita dalla guerra civile, quando aveva appena un anno Warsan Shire e la sua famiglia si trasferiscono a Londra. Il suo primo libro di poesie, del 2011, Teaching My Mother How to Give Birth (Insegnando a mia madre come partorire) colpisce l'interesse della cantante e attrice Beyoncé, che le chiede di scrivere alcune poesie per il suo videoclip Lemonade. Da allora la carriera di Warsan Shire, che vive a Los Angeles, è in continua ascesa. Benedici la figlia cresciuta da una voce nella testa raccoglie i versi degli ultimi dieci anni di vita dell'autrice, in cui le sue elettrizzanti poesie hanno la risonanza dei classici. Ispirata dalla sua vita e dalle sue origini, come anche dalla cultura pop e dall'attualità, Shire canta la dignità, riscattandola, delle vite di immigrati, madri e figlie, donne nere e ragazze adolescenti. E se le sue poesie spesso sono forti – affrontando temi come la nostalgia dei rifugiati, la violenza della guerra e la mutilazione dei genitali femminili –, la sua scrittura resta incredibilmente seducente. In versi esplosivi, pieni di dolore e sofferenza, ma anche di grande vitalità, Shire ci parla di cosa vuol dire abitare un corpo di donna, di disturbi dell'alimentazione, di ossessioni compulsive, e tensioni irrisolte con la fede di appartenenza. "La poesia", dice senza giri di parole Shire, "mi ha salvato la vita", e la dote più significativa del suo libro è quella di generare empatia, qualcosa che sembra mancare nel nostro tempo.
    Show book
  • Preghiere - cover

    Preghiere

    Marina Cvetaeva

    • 0
    • 0
    • 0
    Rispondendo a un questionario inviatole da Boris Pasternak, Marina Cvetaeva scrive che l'Iliade, la Bibbia e la saga dei Nibelunghi sono i libri "più amati, quelli insieme a cui mi bruceranno"; il nonno era un sacerdote. In Marina, la fede ha sempre qualcosa di marziale, il gergo biblico è per sempre maculato dalle gesta, da eroico gesto. Troppo facile vedere in lei – il più estremo poeta del secolo – una specie di Maddalena liquefatta, pari a quella estratta dal legno da Donatello, anima esule a sé e al mondo. In realtà, Marina Cvetaeva ha l'avvenenza visionaria di una fondatrice di ordini, è la Teresa d'Avila della poesia: soltanto lei ha pietà per gli angeli "senz'ali", soltanto lei vede Dio in una begonia, avvicina la Sibilla al Bimbo; soltanto in lei la ferocia reca i tratti della suprema dolcezza. Da questo scandaloso "libro d'ore" – stretto, per genio formale, tra Andrej Rublëv e Malevič – proviene una chiamata che è vertigine: Marina non offre riparo né risposta – proprio per questo, proprio per lei, siamo disposti a mollare tutto.
    Show book
  • Il tempo della luce - cover

    Il tempo della luce

    Massimo Della Valle

    • 0
    • 0
    • 0
    Dall'astronomia alla poesia in un saggio sulla luce, sul suo significato, sulla sua necessità.
    L'Astronomia è la scienza della Luce. Tutto quello che conosciamo delle stelle e delle galassie deriva dall'analisi della loro luce. Eppure l'Astronomia esiste perché esiste la notte, la manifestazione più evidente dell'assenza di luce. Senza il buio della notte non avremmo mai utilizzato i telescopi. Non so se sia paradossale o semplicemente ironico, pensare che per "far luce" su fenomeni che avvengono in mondi lontani, immersi nelle tenebre di un universo quasi vuoto e buio, si abbia bisogno anche della nostra "piccola" quota di oscurità locale.
    L'alternanza quotidiana tra giorno e notte che regola le nostre vite sin da quando "veniamo alla luce" ha un significato più profondo. Per "far luce", per "sapere", abbiamo bisogno dell'oscurità, che allora perde l'accezione di negatività, e diventa, assieme alla luce, parte del processo della conoscenza.
    Show book
  • La trappola amorosa - cover

    La trappola amorosa

    Giovanni Arpino

    • 0
    • 0
    • 0
    Giacomo Berzia è un attore. Ha quasi sessant'anni e vive un'esistenza stagnante, disillusa: in lui s'è spento il sacro fuoco giovanile del teatro. Poi, all'improvviso, una donna misteriosa inizia a circuirlo con enigmatiche missive, regali, bizzarri indovinelli, un corteggiamento assiduo che intriga Giacomo e lo spinge a cercar di scoprire chi è l'autrice della tela di ragno che lo sta intrappolando. Storia di un amore maturo, sullo sfondo di una città natalizia (innominata, ma niente dubbi: è Torino); una trama «gialla» inesorabile fino all'epifania finale.
    
    
    
    Concluso da Giovanni Arpino poco prima di morire, pubblicato nel febbraio 1988, La trappola amorosa manca dalle librerie da allora. Non si capisce perché, dato che è il capolavoro di un narratore che fino all'ultimo ricerca il senso della scrittura, capace di tenere ben salde le fila del gioco tra i personaggi, e tra questi e il lettore. Un montaggio narrativo serrato, cinematografico. 
    
    
    
    Modernissimo. Sorridente, malinconico eppure colmo d'una tiepida, confortevole speranza, La trappola amorosa è scritto con rara maestria linguistica. Tra Pirandello e Paolo Conte, Gozzano e Hammett. Oppure no: semplicemente Arpino, prosatore intramontabile anche al passo d'addio. È ora di tornare a leggerlo.
    Show book
  • I nomi e le voci - Monologhi in versi - cover

    I nomi e le voci - Monologhi in...

    Roberto Mussapi

    • 0
    • 0
    • 0
    Il mito e le figure che lo esprimono in diverse epoche e culture, dal mondo greco alla tragedia shakespeariana, dal tardo Medioevo di François Villon a suggestioni di un altro grande come W.B. Yeats: è vastissimo il campo in cui si muove la voce poetante di Roberto Mussapi, dalla scena teatrale alla pagina della poesia. In questa nuova opera Mussapi conferma una propria idea, in utile e necessaria controtendenza, della poesia d'oggi, che considera un momento verticale, alto, della voce, opposto alle forme di frammentismo o minimalismo che negli ultimi decenni hanno dominato. In questo ampio disegno trovano rinnovata presenza figure provenienti appunto da culture ed epoche diverse, convocate per riaccendere l'ascolto e la lettura come fossero personaggi di nuove, grandi avventure poetiche. Mussapi le propone al lettore nella coraggiosa sfida della sua coinvolgente pronuncia, sempre di largo respiro narrativo, che va da componimenti ampi a soluzioni di più breve strappo di lirica tensione. Ed eccoci allora passare da Otello alle notti arabe, dal tuffatore di Paestum a Plinio che assiste all'eruzione del Vesuvio, ma con un'importante e coerente presenza anche dell'oggi in ampi monologhi come La Grotta Azzurra o Lezioni elementari, dove appaiono gli oggetti, i suoni o gli ambienti e le memorie che ci accompagnano. Un panorama insieme soggettivo e aperto, vissuto sui libri e nella viva esperienza, un emozionante concerto di voci eterogenee composto nell'energia attiva di uno stile unico.
    contributori LE Edoardo Siravo LE Pierpaolo Demejo
    Show book