Nova zero
Gabriele Giuliani
Publisher: Robin Edizioni
Summary
UN’ALTRA NASCITANella peluria di granoil labbro intriso da gocce di mielefa ricrescere le ossa, tutto per oraha lo stesso sapore del latte.
Publisher: Robin Edizioni
UN’ALTRA NASCITANella peluria di granoil labbro intriso da gocce di mielefa ricrescere le ossa, tutto per oraha lo stesso sapore del latte.
"Perché le stelle si muovono? Perché la Terra trema? Perché le cose cadono? Non è il mondo a generare le domande. Vengono da dentro di noi. Sono un atto di ribellione e di crescita. Un piccolo strappo nella trama del mondo. Il primo passo per cambiare le regole e scrivere il nostro futuro." (Corrado d'Elia) "Ogni stella, ogni movimento nel cielo, è un canto silenzioso che porta con sé il nome di Galileo – un uomo che ha trasformato la paura in rivoluzione, e il silenzio in un grido eterno." (Gabriella Greison) Un racconto intimo e rivoluzionario. Un viaggio tra scienza, arte e libertà. Corrado d'Elia ci guida alla scoperta di un Galileo più umano che mai: un uomo prima ancora che un rivoluzionario, un figlio, un padre, un amante, un pensatore solitario e inquieto, capace di meravigliarsi davanti alle stelle e di interrogarsi senza sosta sul senso dell'universo. Un libro che va oltre la biografia e la scienza, per entrare nell'anima di un personaggio complesso e straordinario. Galileo, oltre le stelle è un viaggio nelle contraddizioni di un'epoca. È il ritratto affascinante di un uomo che ha cambiato per sempre la nostra visione del cosmo e dell'esistenza, lasciandoci un'eredità che ancora oggi ci interroga. Un invito universale a pensare, a domandare, a cercare. Perché la verità è un viaggio, non un punto d'arrivo.Show book
“Tra me e la vita vera / vi è ormai soltanto / una fessura / che, con nostalgia, / chiamiamo morte.” Attraverso una crepa è un viaggio poetico nei luoghi in cui la realtà si incrina e lascia filtrare altro: ricordi d’infanzia, paesaggi perduti, silenzi di conventi, echi di città vissute con amore e disillusione. Le poesie di Gabriele Ambu si muovono tra sacro e profano, tra Genova e Chiavari, tra la nebbia che avvolge i vicoli e la luce che resiste nei dettagli: un grillo su un filo d’erba, un sacchettino di lavanda in fondo a un cassetto, un presepe incompiuto alla vigilia di Natale. Con uno sguardo incantato e lucido insieme, l’Autore tesse versi in cui la nostalgia si fa conoscenza, la morte non è una fine ma una soglia, e la poesia diventa il luogo in cui il “corpus assente” si manifesta nella crepa di un muro, nella fessura del tempo, nell’impercettibile vibrazione dell’istante. Questa raccolta inaugura la collana Quaderni del Corpus Assente, dedicata a una poesia della soglia, dell’invisibile, della memoria incarnata.Show book
I cipressi che a Bólgheri alti e schietti Van da San Guido in duplice filar, Quasi in corsa giganti giovinetti Mi balzarono incontro e mi guardâr.Show book
"È un miracolo: io mi chiedo, mi chiedo, assediato dall'urlo martellante del mare, unico uomo come seppe protrarre vita fatta di pianto?" "Tra i personaggi della tragedia greca, Filottete è il solo a possedere un carisma "biblico". Egli è «l'uomo dei dolori» – «l'uomo che ha provato la miseria» è scritto nelle Lamentazioni –, dall'incomparabile pena, fratturato da ferita cronica che contorce, che lo estirpa dal convivere coi simili. Inselvatichito, abbandonato, privo di amici, Filottete è personaggio anti-greco [...]; è la pena a contrapporlo al resto dei vivi: «Sono un uomo, io, devastato, solo, vuoto, non ho più nessuno»." Davide Brullo Filottete ha una piaga terribile, purulenta, inguaribile. Punizione divina per aver oltrepassato un limite divino. Per questo i greci diretti a Troia lo abbandonano sull'isola di Lemno. Passano dieci anni, gli oracoli parlano: Troia è imprendibile senza l'arco di Filottete. Scattano i piani di Ulisse, malevoli, ingannatori. Filottete è una tragedia sorprendente, con un happy end che è solo un'illusione. Questa tragedia di Sofocle, rappresentata per la prima volta nel 409 a.C. nel pieno della guerra del Peloponneso, si apre con l'Invito alla lettura del poeta e scrittore Davide Brullo. Questa edizione si avvale della traduzione magistrale di Ezio Savino.Show book
Poetessa geniale, capace di mettere in discussione l'idea stessa di ispirazione, Emily Dickinson ha subìto a lungo l'incomprensione dei critici prima di essere riconosciuta tra i grandi della letteratura americana. La vasta produzione è infatti pervasa dalla personalità schiva eppur dirompente che la contraddistinse: gli affetti, la natura, il pensiero ossessivo della morte e dell'abbandono ne sono protagonisti vivi, che Dickinson racconta con uno sguardo in apparenza semplice e ritirato, in realtà ricco di complessità. Ed è proprio questo accordo incantato tra genuino e molteplice che la poetessa riverbera attraverso le poesie nella natura e nelle sue manifestazioni: albe, meriggi, tramonti si ritrovano perenni ma sempre nuovi come nella realtà; ora ravvivati da richiami di una geografia favolosa, ora suggeriti dal paesaggio stesso che Emily contemplava dalla solitudine della propria camera. Nei suoi versi ritroviamo lo scorrere ciclico ma effimero delle stagioni, i fiori e soprattutto gli animali, in grado di risvegliare in lei la più variegata gamma dei sentimenti, dalla repulsione allo sgomento, dall'ironia all'incanto. La poetessa percepisce le relazioni tra gli elementi naturali, e attraverso questi arriva ad abbracciare l'universalità dell'esperienza umana, regalandoci così parole di straordinaria bellezza. In collaborazione con l'associazione culturale Il Menu della Poesia. contributori LE Anna Charlotte Barbera CU Margherita GuidacciShow book