Il castello di Axel
Edmund Wilson
Publisher: Montecristo edizioni
Summary
Considerato uno dei capisaldi della critica letteraria del Novecento, Il Castello di Axel (1931) è una magistrale indagine sulle origini e gli sviluppi del Simbolismo e sulla sua influenza decisiva sui giganti della letteratura modernista.Edmund Wilson, con uno stile limpido e un'argomentazione serrata, dimostra come il Simbolismo non sia stato una semplice scuola poetica francese di fine Ottocento, ma un movimento vasto e profondo che ha plasmato l'immaginario letterario tra il 1870 e il 1930. Attraverso l'analisi di sei figure chiave — W.B. Yeats, Paul Valéry, T.S. Eliot, Marcel Proust, James Joyce e Gertrude Stein — Wilson traccia il filo rosso che unisce la reazione romantica contro il naturalismo scientifico alle complesse strutture del romanzo e della poesia moderni.Il titolo del libro deriva dal dramma Axël di Villiers de l’Isle-Adam, simbolo del rifiuto della vita attiva in favore di un mondo puramente interiore ed estetico ("Vivere? I nostri servi lo faranno per noi"). Wilson pone gli scrittori moderni di fronte a un bivio esistenziale e artistico: la via di Axel (l'isolamento nella torre d'avorio dell'arte e della fantasia soggettiva) o la via di Rimbaud (il rifiuto dell'arte per immergersi nell'azione brutale e nella vita reale).Un'opera fondamentale per comprendere come la letteratura contemporanea abbia cercato di rispondere alla crisi dei valori della società borghese e al dominio del meccanicismo, creando nuovi linguaggi per esplorare la coscienza umana.
