¡Acompáñanos a viajar por el mundo de los libros!
Añadir este libro a la estantería
Grey
Escribe un nuevo comentario Default profile 50px
Grey
Suscríbete para leer el libro completo o lee las primeras páginas gratis.
All characters reduced
THE FISH MIND Come Sentirsi MEGLIO Nella Propria Pelle Una Volta Per Tutte - cover

THE FISH MIND Come Sentirsi MEGLIO Nella Propria Pelle Una Volta Per Tutte

Dr. P. Costa

Editorial: Tektime

  • 0
  • 0
  • 0

Sinopsis

La psiche dell’uomo moderno assomiglia alle reazioni dei pesci nel loro ambiente. Il principio del «Fish Mind» si basa su cinque pilastri. Questi ultimi costituiscono un parallelo sorprendente con il funzionamento dei pesci. Si tratta in realtà di un concetto che consente l’identificazione di cinque problemi velenosi della vita moderna.- Come il pesce sempre in allerta a causa di un ambiente pericoloso, siamo di fatto in uno stato di tensione quasi permanente, generatore di stress e di perdita d’energia. 
- Ci concentriamo in un funzionamento multitasking, sempre più sollecitati quali siamo attraverso le nuove tecnologie. Come il pesce, respiriamo nell’acqua, ma non sono i nostri polmoni che soffocano ma bensì il nostro cervello che è annegato. 
- Le difficoltà di memoria e di concentrazione, ben conosciuti dai pesci rossi per esempio (e questo, nonostante la realtà scientifica): la mente è così distratta dal fatto della moltiplicazione degli stimoli che le sue facoltà di memorizzazione e di concentrazione sono compromesse. 
- Mordiamo all’esca rapidamente quando un «dolce» ci viene offerto? Abbiamo dei piaceri compulsivi a cliccare e comprare online? Qui, si tratta di un problema di piaceri immediati.
- Il bisogno di controllo è il riflesso delle insicurezze personali: traduce la pressione che pesa su di noi, quella delle esigenze di perfezione che la società ci presenta come modello. 
Questo lavoro si propone di studiare i nostri condizionamenti che possono spesso avvelenarci il cervello. È un invito ad una introspezione nel più profondo noi stessi per comprendere le molle dei nostri schemi di funzionamento moderni. Fornisce delle piste e degli strumenti per uscirne fuori o, perlomeno, non lasciarli più totalmente controllare le nostre vite, influenzarci. 
Ridiventare un pesce libero in un lago calmo e limpido, insomma. 
PUBLISHER: TEKTIME
Disponible desde: 26/03/2022.
Longitud de impresión: 100 páginas.

Otros libros que te pueden interesar

  • Abolire l'impossibile - Le forme della violenza le pratiche della libertà - cover

    Abolire l'impossibile - Le forme...

    Valeria Verdolini

    • 0
    • 0
    • 0
    «Questo libro è la storia di un'utopia, uno spazio di prova, un laboratorio mentale in cui diventano pensabili possibilità che ancora non esistono.»
    
    C'è ancora spazio, in questi nostri tempi oscuri, per il pensiero utopico? Valeria Verdolini sostiene che fare utopia serve soprattutto a organizzare la speranza in forme praticabili.
    
    In Abolire l'impossibile, l'autrice parte da un'analisi storica della violenza, dei modi in cui si presenta, del ruolo che ha avuto nella fondazione delle istituzioni e nel plasmare le forme di potere: un filo rosso collega la storia della schiavitù alla nascita del capitalismo, il colonialismo alla costruzione dei confini, l'emarginazione degli ultimi alla nascita della cittadinanza. Prigioni, confini, polizie sono gli ambiti che questo libro indaga per aprire a un dialogo sulle «abolizioni possibili» e su nuove sfide politiche e sociali.
    
    Passando per la storia delle abolizioni riuscite – la schiavitù negli Stati Uniti o i manicomi in Italia – si arriva al concetto di «abolizioni impossibili», ossia la cancellazione di quelle strutture pervasive che perpetuano i meccanismi di oppressione: patriarcato, razzismo, lavoro, proprietà, guerra… Contro queste dinamiche apparentemente incrollabili si può fare qualcosa, ma la risposta chiede un duplice sforzo, culturale e operativo: l'ammissione del privilegio e l'impegno per costruire istituzioni altre.
    
    L'abolizionismo che ci racconta Valeria Verdolini si fonda sulla speranza e propone trasformazioni radicali: due orizzonti ormai indispensabili per la sopravvivenza della democrazia.
    Ver libro
  • Chi ha paura del lupo bianco? - C'era una volta il razzismo inconsapevole - cover

    Chi ha paura del lupo bianco? -...

    Marilena Umuhoza Delli

    • 0
    • 0
    • 0
    Un libro che ci riguarda tutti e tutte e che ci spinge a interrogarci con coraggio su quanto realmente inclusivi siano i nostri linguaggi, i nostri comportamenti e infine la nostra comunicazione. Chi ha paura dell'uomo bianco? Risponde a un bisogno reale e urgente: stanare e decostruire con intelligenza le forme di razzismo più inconsce, praticate da chi si sente al riparo da ogni tendenza discriminatoria. Modali - spesso inconsapevoli perché frutto di automatismi culturali e radicati - che ciascuno di noi mette in atto senza accorgersene, perché non è conscio del privilegio della sua condizione.
    Ver libro
  • Perché la guerra? - cover

    Perché la guerra?

    Frédéric Gros

    • 0
    • 0
    • 0
    La guerra sarebbe "morta a Hiroshima" quasi ottant'anni fa, per usare l'espressione di un generale francese. Nel senso che non la si poteva più concepire, dopo la colossale distruzione della Seconda Guerra Mondiale. Sembrava un punto terminale, sancito dall'equilibrio perverso della Guerra Fredda in bilico sull'apocalisse nucleare e dalla creazione dell'onu nel 1945, il cui scopo principale era impedire nuovi, catastrofici conflitti internazionali. Eppure, come Frédéric Gros osserva esplorando sia il concetto di guerra, sia la sua origine, i suoi stili, le sue pratiche storiche e l'immaginario che li attraversa, la guerra non si è mai fermata, né accenna a farlo. Come mostrano, con un'evidenza tragica e lampante, l'attuale conflitto in Ucraina (il ritorno della guerra vera, si è detto superficialmente) e la massiccia offensiva israeliana nella Striscia di Gaza dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Guerra classica, guerra "regolata" o deregolamentata, "giusta da entrambe le parti" o per "giusta causa", guerra totale, globale, di "caotizzazione" o per procura: mentre le forme dei conflitti si trasformano e le distinzioni tipologiche si susseguono, resta ineludibile una domanda "di fronte alla quale la filosofia indietreggia": perché la guerra? Chiamando a raccolta grandi filosofi politici, da Platone a Machiavelli, da Hobbes a Marx, senza dimenticare le intuizioni di Freud e le analisi di Schmitt, Gros cerca di rispondere a quest'interrogativo, legato ad altre questioni decisive: cos'è una guerra "giusta"? Quali sono le forze morali coinvolte in un conflitto, e qual è l'"ingiuria" che rende lecita la violenza armata? È lo Stato che fa la guerra o è la guerra che fa lo Stato? Fino alla domanda ultima, e insieme più stringente: per quale pace, la guerra?
    Ver libro
  • Metodologie didattiche in ambito universitario: tecnica tradizionale versus approcci innovativi - cover

    Metodologie didattiche in ambito...

    Patrizia Alessio, Domenica...

    • 0
    • 0
    • 0
    L'università italiana sta percorrendo una fase piuttosto complessa, è investita da notevoli cambiamenti che depongono verso una didattica relazionale-cooperativa, stimolatrice di competenze e multi-tasking. Per garantire la risposta a tali istanze, si fa strada la valorizzazione dei percorsi esistenziali e educativi, frutto di conoscenze, metodi e strumenti culturalmente determinati.
    L'ultimo decennio ha registrato un crescente interesse per lo sviluppo della professione del docente, pertanto la ricerca ha accolto la sfida di vagliare quali siano le modalità che favoriscano, in maggiore misura, l'apprendimento. Puntare sulla leva delle opportunità formative è stato il presupposto conduttore di questo elaborato, che ha voluto e vuole essere un'ipotesi per gestire in maniera ottimale un approccio globale alla persona nel continuum della vita.
    Nel testo sono sostanziate le metodologie didattiche più innovative, dal Cooperative Learning, alla didattica digitale e la modalità di erogazione delle stesse.
    L'obiettivo è quello di rendere il discente protagonista attivo del proprio apprendimento, grazie alle nuove tecnologie multimediali che arricchiscono la tradizionale didattica frontale.
    Ver libro
  • Le ragioni dell'oppresso - Teoria critica e pensiero morale in Adorno - cover

    Le ragioni dell'oppresso -...

    Luca Scafoglio

    • 0
    • 0
    • 0
    La teoria critica di Theodor W. Adorno intrattiene con la dimensione etica una triplice relazione. In primo luogo, essa svolge una critica morale del dominio capitalistico, contestando ciò che tale dominio ha fatto – e continua a fare – della vita, ridotta a una condizione cattiva, distorta, falsa. In secondo luogo, elabora una critica della morale borghese, fondata sulla figura dell'individuo proprietario e acquisitivo. In terzo luogo, ricostruisce le vicende della teoria morale moderna alla luce dell'intreccio fra ragione e assoggettamento – venendo così a confronto con le principali linee dell'etica contemporanea, dalla giustizia alla vita buona, fino all'etica della cura.
    Vengono così tracciati i contorni di un'etica della resistenza, che si propone di incrinare la presa che il dominio sociale esercita sulle forme di vita e sulle stesse esistenze individuali. Ne è al fondo la capacità di dare voce al lamento muto dell'oppresso, nonché di rispondere all'appello di cui questo si carica: la vita sofferente vincola la soggettività critica che, portandola a articolazione, spera e lotta in suo nome.
    Ver libro
  • L'urbano e il digitale - Lo spazio della cultura - cover

    L'urbano e il digitale - Lo...

    AA. AA.VV.

    • 0
    • 0
    • 0
    Le città oggi non sono soltanto strade, edifici, piazze, teatri. Accanto a questi luoghi consueti della vita quotidiana si è formata una dimensione nuova, fatta di dati, reti, piattaforme: un tessuto impalpabile ma concreto che orienta i movimenti, modella le relazioni e riscrive la cultura. I saggi raccolti da Marianna d'Ovidio e Alessandro Gandini in L'urbano e il digitale esplorano questa metamorfosi del vivere metropolitano, mostrando come gli spazi fisici si intreccino con quelli virtuali e come, da questa fusione, nascano nuovi modi di produrre cultura e nuove forme di socialità e partecipazione. 
    
    Muovendo da una ricerca condotta in Lombardia, gli autori di questi testi combinano studi urbani, sociologia e media studies con la data science per raccontare e analizzare la nascita delle città-piattaforma: veri e propri ecosistemi in cui gli algoritmi stabiliscono ciò che è visibile, i creator dettano nuovi linguaggi e le istituzioni culturali sperimentano forme inedite di edutainment. Come afferma lo stesso Bertram Niessen nella sua postfazione: «C'è voglia di fuggire, nei mondi digitali della cultura. Ma nessuno ancora sa bene dove». Quest'opera ci invita allora a guardare l'ambiente circostante con occhi diversi: non più solo come semplice scenario della vita collettiva, ma come territorio ibrido in cui il digitale diventa spazio urbano. È qui, tra strade e schermi luminosi, corpi e connessioni, che si gioca il futuro delle nostre città – e forse anche del nostro modo di vivere insieme.
    Ver libro