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Seneca - cover

Seneca

Roberto Radice, AA. AA.VV.

Maison d'édition: Pelago

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Synopsis

Filosofo, politico, drammaturgo e poeta, Seneca è stato il principale pensatore dell'età romana: da duemila anni la sua opera è al centro di innumerevoli riflessioni, superando epoche, mode e tendenze. Considerava la filosofia come «cura dei mali dell'anima» e reinterpretò lo stoicismo introducendo, nella visione di un destino ineluttabile al quale l'uomo si deve adeguare, il concetto di volontà con il quale l'uomo può rendersi però responsabile delle sue decisioni e dei suoi atti, ed essere artefice della sua vita. In questo senso fu un terapeuta-consolatore; un «mediatore tra la vita e il pensiero» che sollecita l'uomo a recuperare i valori di equilibrio etico e psicologico. Predicò bene e razzolò male: fu un uomo di potere sotto Nerone, tacendo davanti alle efferatezze di questi, fu coinvolto in complotti e additato alla pubblica riprovazione. Si difese affermando che anche il Seneca uomo provava a seguire – non sempre riuscendoci – i precetti del Seneca filosofo.
Disponible depuis: 22/12/2022.
Longueur d'impression: 181 pages.

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    Questo libro è una danza. Danzano una danza d'amore i personaggi di Shakespeare, danzano la filologia e la scrittura con gli affreschi di una Londra early modern pennellata con felicità ed esattezza, danzano le parole con i giochi delle parole, danza il lettore, che entra ed esce nelle tragedie e nelle commedie di Shakespeare come fossero scene della vita, anche se è consapevole nello stesso istante di vivere la gioia della letteratura, senza sosta dentro e fuori dagli intrecci e dalle trame per vedere che ne fa la letteratura della vita. «La donna è l'ora della verità per un uomo; non c'è niente di piú vero. Scrivo questo libro per dimostrare la verità di tali parole», dice Nadia Fusini al lettore e alla lettrice, chiamati in causa spessissimo nelle pagine con domande che sono inviti alla danza della conversazione: «... del resto non è forse vero che in amore siamo tutti attori? Tra gli amanti chi riceve di piú? Chi spende di meno? In amore, non è osservabile il paradosso secondo il quale chi piú dà, non diventa piú povero? ... Che il godimento sessuale in sé e per sé non crei un rapporto con l'altro, lo sanno bene Antonio e Cleopatra. Non è proprio qui la tristezza del coito?» Questo è un libro sull'amore prima ancora che un libro sulla letteratura, e Giulietta, Ofelia, Desdemona, Cleopatra, la Bisbetica, perfino Jill e Jack, ci raccontano quale fu l'«immensa novità» con cui Shakespeare, la mente e il corpo di Shakespeare, pensarono il femminile e il maschile all'inizio dell'epoca moderna. Forse aiutati in parte dal fatto che a teatro i ruoli femminili dovessero essere interpretati da giovani attori, forse per l'usanza del cross-dressing che imperversava nella Londra dell'epoca, la mente e il corpo di Shakespeare ci parlano di un corpo d'amore che non è «né femmina, né maschio, ma femmina e maschio insieme», ci dicono che «per vivere, che è la stessa cosa che amare, bisogna disobbedire», che le donne vivono «l'avventura eroica di amare in una concezione paritaria della differenza». Ci parlano insomma dell'«ambiguità scandalosa dell'amore». E alla fine di tanto eros, al lettore sembra di scoprire di nuovo a che cosa serva per davvero la letteratura: non a imparare a vivere, ma a vivere. Una questione di etica. contributori LE Silvia Siravo
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