Unisciti a noi in un viaggio nel mondo dei libri!
Aggiungi questo libro allo scaffale
Grey
Scrivi un nuovo commento Default profile 50px
Grey
Iscriviti per leggere l'intero libro o leggi le prime pagine gratuitamente!
All characters reduced
Il buongiorno del violista - cover

Il buongiorno del violista

Clara Belladone

Casa editrice: EMA Vinci edizioni

  • 0
  • 0
  • 0

Sinossi

Questo libro si rivolge a studenti e giovani professionisti in cerca di una routine efficace di esercizi di tecnica quotidiana. Si rivolge altresì ai docenti di viola che vogliono lavorare con i propri allievi sulla tecnica giornaliera per mezzo di un supporto didattico sintetico e aperto a varianti da adottare in base alle necessità del caso.
Le tecniche esecutive e i colpi d’arco sono sviluppati per mezzo di una serie di esercizi che fanno sì che, nel tempo ideale di un’ora di studio, si possano tenere sempre attivi, indipendentemente dal repertorio che si sta studiando.
La strategia alla base è quella di sviluppare le proprie abilità tecniche al di fuori dello studio locale di un determinato brano, così che lo sviluppo focalizzato su singoli aspetti della tecnica violistica possano rendere più efficaci e sicuri sia l’intonazione che i movimenti che dovrà fare la mano destra.
Si troveranno inoltre esercizi mirati a determinati colpi d’arco che ricorrono in concerti del repertorio classico o in passi orchestrali la cui esecuzione è sovente richiesta in luogo di esami e audizioni.
L’atteggiamento nei confronti dello studio della tecnica è molto importante da tenere a mente: nessuno degli esercizi riportati, per quanto semplice possa sembrare, debba essere eseguito in maniera passiva; bisogna essere molto attivi mentalmente per fare in modo che i movimenti e le accortezze necessarie a un’esecuzione corretta siano il più possibile naturali e interiorizzati, ragionando sull’economia dei gesti, l’ottimizzazione delle energie in una dimensione di continuo ascolto del suono che si produce.
Gli esercizi sono notati senza indicazioni dinamiche. Questo perché ognuno di essi dovrebbe essere eseguito con tutta la gamma dinamica, dal pianissimo al forte, al fine di ragionare ed acquisire consapevolezza dei cambiamenti nella distribuzione del peso e dell’arco a seconda dell’intensità sonora prodotta.
L’intero libro si propone quindi come un Buongiorno, cioè una pratica quotidiana attiva e positiva per far sì che le proprie abilità tecniche siano strumenti da aver sempre a disposizione all’occorrenza in luogo dell’esecuzione e dell’interpretazione musicale.
2
Il violista virtuoso
Quando si pensa al virtuosismo, vengono subito in mente violinisti fare mille note.
La viola, invece, sia per la sue caratteristiche sonore sia per l’uso che di essa si è fatta soprattutto nel repertorio classico, si ritrova a fare i conti con un virtuosismo connesso ad altri aspetti.
Un violista musicalmente completo, soprattutto nel repertorio da camera, deve studiare per essere in grado di emergere quando necessario ma anche essere pronto a sostenere attivamente le tessiture armoniche e le parti melodiche affidate ad altri strumenti. L’intonazione è fondamentale; da essa deriva anche la bontà dell’esecuzione degli innumerevoli passaggi con corde doppie che si trovano nel repertorio solistico, da camera e per orchestra.
Solo una completa padronanza dei colpi d’arco e delle tecniche esecutive possono permettere a un violista di adempire efficacemente a quel ruolo di riempimento armonico che molto spesso traspare dall’analisi delle funzioni della viola nella scrittura musicale. Quando la viola prende l’attenzione musicale principale perché ad essa è affidata la melodia principale o delle parti musicali salienti, la completa padronanza dei colpi d’arco può permettere di ottenere quella cavata e la profondità di suono che dalla viola compositori e ascoltatori si aspettano.
Questo è il virtuosismo della viola: rispetto alla tecnica violinistica si tratta di un virtuosismo meno appariscente, più intimo ma non per questo più appagante. D’altronde, quando le parti di viola non sono ben eseguite, tutti si accorgono di queste mancanze!
Disponibile da: 16/01/2024.

Altri libri che potrebbero interessarti

  • Taccuini - cover

    Taccuini

    Sonny Rollins

    • 0
    • 0
    • 0
    Nella storia della musica jazz, come Sonny Rollins non c'è mai stato nessuno. Leggenda vivente, già presente sulla scena sul finire de gli anni quaranta, quando il jazz si stava rin novando nel bebop, e all'apice della carriera a neanche trent'anni con l'album Saxophone Colossus del 1957, Rollins con ferrea disciplina ha continuato per oltre cinquant'anni a rinno varsi, sperimentare e «inventare» suoni mai sentiti prima, alternandoli a riflessioni teori che ed esistenziali. Di tutta questa esistenza, di tutta questa musica, i Taccuini, finora inediti, trattengono il lavoro mentale che c'è stato dietro: le riflessioni, i dubbi, le impressioni, le poesie, le improvvisazioni. 
    Compilati in modo discontinuo e apparentemente disordinato dal 1957 al 2010, i diari qui raccolti restituiscono invece un ritratto d'insieme di assoluta coerenza, in cui la pratica strumentale di Rollins viene più volte sviscerata e analizzata, con esempi che si affiancano a ragionamenti più ampi sulla teoria musicale. Lo stile di Rollins è immediato e sincero, talvolta oscuro, frutto di una mente vulcanica che si muove dalla cultura indù all'esoterismo, alla politica americana, dall'ecologismo all'anatomia umana. Il cuore pulsante però è sempre la musica, quella antica e quella dei suoi contemporanei, come Thelonious Monk o il «maestro» Miles Davis. 
    I Taccuini di Sonny Rollins non sono solo un prezioso vademecum per musicisti, ma la chiave per chiunque voglia entrare nel laboratorio di un pioniere dell'arte del Novecento, una figura per certi versi ancora misteriosa e sfuggente dopo oltre 60 album pubblicati, che ha lasciato un segno indelebile nella storia del jazz e della musica tutta. Il testamento artistico, politico e umano di uno dei più grandi sassofonisti di sempre.
    Mostra libro
  • Dance Me to the End of the World - 30 esercizi performativi a Corvetto - cover

    Dance Me to the End of the World...

    Sotterraneo

    • 0
    • 0
    • 0
    Dance Me to the End of the World è un libropercorso, un atto teatrale da vivere fuori dal teatro, un'opera interattiva che può essere letta e agita da chiunque la prenda in mano. 
    
    Figlio del progetto UNLOCK THE CITY!, realizzato dal Piccolo Teatro in collaborazione con il Politecnico di Milano e altri cinque partner internazionali, questo esperimento artistico parte dal territorio – il quartiere milanese di Corvetto – per ripensare i rapporti tra corpi e ambiente, centro e periferia, individuo e città. Per mesi il collettivo Sotterraneo ha vissuto questo luogo, incontrandone gli abitanti e percorrendone le strade: il risultato è un testo ibrido tra carta e performance, un «manuale» di 30 esercizi (più uno) che trasforma il lettore in performer e lo spazio pubblico in palcoscenico. In queste pagine, passeggiate, giochi, telefonate, atti poetici e politici, dialoghi immaginari e gesti reali si alternano per stimolare attenzione, stupore, empatia: ogni esercizio, accompagnato dalle illustrazioni di Lorenzo Sartori, diventa così una soglia da varcare, dove smarrirsi è un modo per ritrovarsi, reinventando la propria presenza nello spazio. 
    
    Dance Me to the End of the World ci offre l'occasione di riscoprire la città, ogni città, come campo da gioco, paesaggio da attivare, corpo collettivo da interrogare. Un'opera che non descrive un quartiere, ma lo mette in scena, mostrandoci come lo spazio urbano non vada solamente osservato ma abitato, attraversato, interpretato, immaginato, trasformato; a volte poi, per capirla davvero, una città, bisogna ballarci dentro fino a perdersi.
    Mostra libro
  • Peggio di un bastardo - cover

    Peggio di un bastardo

    Charles Mingus

    • 0
    • 0
    • 0
    Cento anni fa nasceva Charles Mingus: contrabbassista geniale, tra i maggiori interpreti del jazz del Novecento, ma anche artista profondamente consapevole del proprio ruolo sociale e sempre pronto a esporsi in prima persona per le idee in cui credeva. Al pari della sua musica, il suo personaggio pubblico eccentrico e anticonvenzionale continua ad affascinarci oggi come affascinava la generazione Beat, che fece di lui uno dei simboli della controcultura.
    
    Peggio di un bastardo è la sua unica opera letteraria e il suo testamento artistico. Scritto in terza persona, con una voce narrante che si presenta come il «doppio» di Mingus, è allo stesso tempo un'autobiografia e un romanzo; una dichiarazione d'amore per la musica e un grido di dolore contro il razzismo e le ingiustizie dell'America; una fantasia erotica e un'immersione lirica e commovente nel dolore della vita. La potenza della scrittura e l'originalità della forma narrativa lo rendono un libro irripetibile nella storia del jazz, e uno dei più amati di sempre tra quelli scritti da un musicista.
    
    Oggi Peggio di un bastardo viene riproposto con l'aggiunta di due testi storici: una lettera aperta a Miles Davis e il saggio-manifesto «Cos'è un compositore di musica jazz?», personalissimo omaggio di Mingus alla tradizione e ai grandi del passato, ma anche rivendicazione della vitalità, del presente e del futuro del jazz.
    Mostra libro
  • Il mondo secondo Teresa Di Sclafani - cover

    Il mondo secondo Teresa Di Sclafani

    Teresa Di Sclafani De Nasca

    • 0
    • 0
    • 0
    Teresa Di Sclafani De Nasca è nata in Italia. Ha vissuto anche in Venezuela e negli Stati Uniti. La sua autobiografia sarà pubblicata prossimamente.
    Mostra libro
  • Museo Villa dei Cedri - Il museo d’arte della città di Bellinzona - cover

    Museo Villa dei Cedri - Il museo...

    Monica Ursina Jäger, Simonetta...

    • 0
    • 0
    • 0
    I recenti studi scientifici svolti sulla collezione del Museo Villa dei Cedri e sul Parco hanno portato alla presente ristampa della guida SASS (2011), in un’edizione rivista e aggiornata. Si vuole ora offrire una visione più completa del comparto: del suo valore storico, delle sue specificità artistiche, come pure delle sue ricchezze botaniche. Il contributo originale di Simona Martinoli, che ripercorre la storia architettonica della residenza signorile di Ravecchia, è qui iscritto nel contesto più ampio dello sviluppo urbanistico della Città di Bellinzona, tra Otto e Novecento. Un capitolo interamente dedicato al Museo pone l’accento sulla crescita della collezione durante i suoi primi 40 anni di attività e sul nuovo orientamento della programmazione espositiva: oggi più che mai, il Museo Villa dei Cedri riflette sul rapporto tra arte e natura, esplorando le interazioni tra ambiente antropico, ecosistemi, società ed ecologia. Dopo lo studio condotto dall’Università di Scienze Applicate di Zurigo (ZHAW) nel 2022-2023, la storia e le funzioni del Parco, rivalutato quale giardino botanico, sono riconsiderate, svelandone le potenzialità.
    Mostra libro
  • Noia terminale - cover

    Noia terminale

    Suzuki Izumi

    • 0
    • 0
    • 0
    In un pianeta dove gli uomini sono confinati in una zona marginale, le donne godono dei frutti di un'utopia lesbo-matriarcale, finché la fuga di un ragazzo ribalta violentemente gli equilibri. In un'altra visione del futuro, il controllo delle nascite passa attraverso la criogenesi di cittadini estratti a caso, cui viene data la possibilità di vivere nei sogni di una persona prescelta. E ancora, elettrodi impiantati nel cervello di corpi apatici danno sollievo a giovani atrofizzati dalla tirannia della noia e delle dipendenze, mentre i membri dell'ultima famiglia sopravvissuta sul pianeta si esercitano a comportarsi come terrestri, cambiando all'occorrenza ruolo di genere. La scrittura caustica di Suzuki Izumi esplora il lato più oscuro e tormentato dell'essere umano, in sette racconti intrisi di un'alienazione decadente.
    
    Primo volume di una trilogia che introduce in Italia un'opera di culto, Noia terminale è un caleidoscopio di immagini anticonformiste e provocatorie per una graffiante opera di fantascienza speculativa.
    Mostra libro