Join us on a literary world trip!
Add this book to bookshelf
Grey
Write a new comment Default profile 50px
Grey
Subscribe to read the full book or read the first pages for free!
All characters reduced
Dombey e figlio - cover

Dombey e figlio

Charles Dickens

Translator Livio Crescenzi, Mariaelena Di Gennaro

Publisher: Mattioli 1885

  • 0
  • 0
  • 0

Summary

Londra, metà Ottocento. Paul Dombey è un uomo di potere: ricco mercante, padrone di una delle ditte più rispettate della città, custode di un nome che vale quanto un impero. Quando nasce il tanto atteso figlio maschio – erede, continuatore, ragione stessa dell'esistenza della ditta – Dombey crede di aver ottenuto tutto ciò che il mondo può offrire. Non vede, o non vuole vedere, la figlia Florence: per lui non è che uno "spicciolo troppo insignificante", un accidente della sorte in un universo che ragiona solo in termini di profitto e discendenza.

Ma il destino non obbedisce ai bilanci. Il piccolo Paul, fragile e malinconico, sembra già appartenere a un altro mondo – quello del mare, delle onde, dei sussurri che vengono da lontano – e si spegne prima di poter diventare ciò che il padre aveva sognato. Rimasto solo con il proprio orgoglio, Dombey sceglie un secondo matrimonio con l'algida e indomita Edith Granger: non un atto d'amore, ma una transazione. E sarà proprio questa unione – sabotata dall'interno dal subdolo e ambizioso James Carker – a trascinarlo verso la rovina.

Pubblicato a puntate tra il 1846 e il 1848, Dombey & Figlio segna una svolta decisiva nella carriera di Charles Dickens: per la prima volta lo scrittore concepisce un romanzo come organismo unitario, governato da una regia interna precisa e consapevole. Il risultato è un affresco della società vittoriana di straordinaria profondità, in cui la critica al capitalismo e all'orgoglio patriarcale si intreccia con alcune delle figure più memorabili della narrativa dickensiana. Su tutte, Florence: ignorata, silenziosa, capace di un amore filiale che resiste a ogni umiliazione – il vero cuore morale di una storia che sa ancora, a oltre un secolo e mezzo di distanza, parlare al lettore di oggi.
Available since: 05/21/2026.
Print length: 1474 pages.

Other books that might interest you

  • Miss Marple - cover

    Miss Marple

    aa.vv. AA.VV.

    • 0
    • 0
    • 0
    Miss Marple viene presentata per la prima volta ai lettori in un racconto che Agatha Christie scrisse per "The Royal Magazine" nel 1927 e fece la sua prima apparizione in un romanzo completo in La morte nel villaggio del 1930. Sono passati quasi cinquant'anni da quando Addio, Miss Marple è stato pubblicato postumo nel 1976 e, per la prima volta, l'amato personaggio di Agatha Christie torna sulla pagina grazie alla penna di dodici autrici bestseller appassionate del genere, che immaginano e raccontano l'inarrestabile detective attraverso il proprio punto di vista unico, pur rimanendo fedeli ai tratti distintivi del giallo tradizionale.
    Dodici racconti ingegnosi, dodici nuovi misteri: a St Mary Mead, una cena di Natale viene interrotta da ospiti inattesi; il palcoscenico di Broadway, a New York, viene allestito per una rischiosa improvvisazione; cattivi presagi circondano una morte prematura a bordo di una nave da crociera diretta a Hong Kong; e una scrittrice di bestseller in vacanza in Italia viene coinvolta in una situazione pericolosa. Crimini commessi in nome dell'amore, della gelosia, del ricatto e della vendetta sono quelli che solo l'indomita Jane Marple può risolvere.
    Dando un tocco di freschezza ai tratti distintivi di un classico giallo di Agatha Christie, le autrici catturano l'arguzia tagliente, la voce unica e l'ingenuità sorniona della detective più famosa di tutti i tempi. Una celebrazione trionfale dell'eredità della Christie e una lettura essenziale per gli amanti delle crime stories.
    contributori LE Simona Biasetti
    Show book
  • Andrea Mantegna e la prospettiva estesa - cover

    Andrea Mantegna e la prospettiva...

    AA. AA.VV.

    • 0
    • 0
    • 0
    La stranezza del Cristo morto di Mantegna sta nel fatto che un corpo fotografato nella stessa posizione apparirebbe completamente diverso.
    Collana diretta da Piergiorgio Odifreddi
    Show book
  • Cape fear - cover

    Cape fear

    John D. MacDonald

    • 0
    • 0
    • 0
    Max Cady è appena uscito di prigione ed è pronto a calmare la sua sete di vendetta. Criminale violento e psicopatico, per quattordici anni ha fomentato il suo odio per Sam Bowden, l'avvocato che lo ha mandato dietro le sbarre.
    
    Ora è tornato per vedersela col suo nemico, con la spaventosa idea di colpire la sua famiglia per distruggere lui.
    
    Da questo romanzo mozzafiato – tradotto in passato in Italia con alcuni tagli – sono stati tratti due celebri film, l'ultimo dei quali, diretto da Martin Scorsese, vede l'incredibile interpretazione di Robert De Niro nella parte di Cady.
    Show book
  • Volevo essere stupefacente - cover

    Volevo essere stupefacente

    Gordon Lish

    • 0
    • 0
    • 0
    Grande revisore, teorico della composizione, apologeta della seduzione letteraria, la sineddoche di quattro lettere «Lish» è diventata ormai il simbolo di un approccio perfezionistico al testo votato a una calibratura minuziosa della frase. Riesce perciò difficile non restare abbagliati, se non accecati, dalla cura che emerge dai suoi racconti, cullati dal ritmo variabile della sintassi, stimolati dalla ricorsività dei temi, solleticati dai continui giochi linguistici e dall'uso sapiente di ogni figura retorica. Subito si è portati a considerare la prosa di Lish come l'espressione più alta di una sublime arte dell'ellissi, resa possibile solo grazie a un'intimità febbrile, pluriennale e per niente pacificata con il linguaggio. Ma cosa si cela dietro quest'attenzione per lo strumento letterario, questo perentorio sgomitare della forma in ogni singolo episodio narrativo? Al di là di Lish, è possibile che nessuno come Gordon abbia preso sul serio l'ironia tipica delle parole, la loro irriducibilità a farsi totalmente trasparenti e lasciare che la realtà possa emergere senza farsi trasfigurare. A ben vedere, i racconti di Volevo essere stupefacente restituiscono una quotidianità lontana anni luce dai salotti letterari, fatta di senzatetto rimbecilliti, prostitute alcoliste, interminabili ciance sui vizi dei figli, parchi pubblici, problemi cutanei o intestinali. Momenti di mal-essere, per così dire, di vita vissuta, in cui irrompe sempre qualcosa di impronosticabile, come se l'analogia fosse la cifra del pensiero e della scrittura: riflessioni, fissazioni, interiezioni e ricordi, spiacevoli, disdicevoli o dolcissimi che siano. Evidentemente la persona «che scrive», dietro alla figura autoriale ricamata dalla critica, l'origine di questo tappeto armonico fatto di humor yiddish, sembra dirci che la verità letteraria è qualcosa di solo intuibile in una visione d'insieme, contando gli spazi bianchi fra le righe e fra un racconto e l'altro. Il vero Gordon Lish, il «non-detto», è appunto scorgibile solo dietro a un caleidoscopio fatto di omissioni. Realtà e parola, come vita e finzione, non saranno mai totalmente sovrapponibili. E forse è per questo che sono tanto ingombranti e fruttuose l'una per l'altra.
    Show book
  • DUE DONNE VERSO L'INDIA DI TAGORE - L'epistolario inedito tra Anna Maria Ortese e Adriana Capocci Belmonte - cover

    DUE DONNE VERSO L'INDIA DI...

    LILIA BELLUCCI

    • 0
    • 0
    • 0
    Anna Maria Ortese aveva ventitré anni e Adriana Capocci Belmonte diciannove quando ebbe inizio la loro amicizia. Un rapporto solidale e intenso, che sostenne in entrambe il primo affacciarsi alla vita, con i sogni d'amore e d'espressione. Adriana era rimasta folgorata dalla lettura di Angelici dolori e decise di conoscerne l'autrice. Le due giovani, dotate di una fervida intelligenza e desiderose di indipendenza, iniziarono a scriversi, a frequentarsi, a condividere letture, a scambiarsi ritratti e disegni, a camminare insieme nella vita, confrontandosi con la società della prima metà del Novecento. Il frutto più fecondo di tale sodalizio esistenziale e affettivo, che questo carteggio, ancora inedito nella sua completezza, vuole mettere in luce, consiste nello sguardo che le due donne rivolsero verso l'Oriente e l'India, suggerendoci un elemento rivoluzionario di indagine sulla poetica di Anna Maria Ortese: l'influenza del pensiero di Rabindranatah Tagore. L'India era sentita da entrambe come una "patria" verso cui tornare. Adriana si spense prematuramente e non poté vedere esaudito il suo desiderio, ma Anna Maria ha attraversato l'intero secolo, traendo linfa da questi primi anni. Nello scambio epistolare, i riferimenti a Tagore indicano una prospettiva di analisi e di interpretazione che si rivela fondamentale per la comprensione delle radici generative della poetica ortesiana. La lettura di questo fondo privato – un corpus di documenti, scritti, disegni, fotografie di straordinario valore, il cui arco cronologico si estende dal 1938 al 1943 – arricchisce il ritratto della scrittrice di una dimensione intima, contribuendo al contempo alla ricostruzione di un importante contesto storico -culturale e politico.
    Show book
  • Cronache di Serial Killers: Edmund Kemper - cover

    Cronache di Serial Killers:...

    Vizi editore, Miriam Palombi

    • 0
    • 0
    • 0
    Edmund Kemper, l'assassino noto come "Il killer delle studentesse". Attraverso testimonianze inquietanti e dettagli cruenti, vedremo come un timido ragazzo dalla mente disturbata si trasformerà in uno dei serial killer più spietati della storia americana."Cronache di Serial Killers" è una serie audio che racconta le menti più oscure degli assassini seriali, con una combinazione di musiche suggestive, suoni inquietanti e ricostruzioni dettagliate, ogni episodio getta luce su un diverso criminale e sui suoi orrori.
    Show book