Join us on a literary world trip!
Add this book to bookshelf
Grey
Write a new comment Default profile 50px
Grey
Subscribe to read the full book or read the first pages for free!
All characters reduced
Junkers Ju 87 Stuka - cover

Junkers Ju 87 Stuka

Brown Kittel

Publisher: R.E.I. Editions

  • 0
  • 0
  • 0

Summary

Il Junker Ju 87, noto come Stuka, era un bombardiere tedesco di cui furono prodotti circa 5.700 esemplari durante la seconda guerra mondiale.Pochi aerei che combatterono nella Seconda Guerra Mondiale furono così controversi e famosi come il bombardiere da picchiata Junkers Ju 87 Stuka.Simbolo e strumento della potenza militare del Terzo Reich, questi aerei furono gli impressionanti protagonisti dell’inizio della Seconda Guerra Mondiale.A partire dalla seconda metà degli anni '30, il Ju-87 rappresentò una nuova classe di mezzi da combattimento, suscitando accesi dibattiti, soprattutto all'interno dell'alto comando della Luftwaffe.Dopo le campagne di Polonia e Francia, il Ju-87 divenne quasi una leggenda, alimentata attivamente dai suoi sostenitori, che crearono un'aura di armamento superiore e senza pari attorno al velivolo.Lento e spigoloso, con una scarsa capacità di sopravvivenza e una protezione antincendio piuttosto debole, il Ju 87 era una preda relativamente facile per i caccia nemici.Tuttavia, l'elevata precisione dei bombardamenti e l'efficacia dell'impiego in combattimento compensarono ampiamente molti dei suoi difetti.Una volta ottenuta la supremazia aerea, l'aereo divenne un efficace mezzo di terrore aereo, sganciando bombe con terrificante precisione e producendo un effetto psicologico devastante sulle vittime.La versione più prodotta fu la serie D. La corazzatura dell'aereo era stata rinforzata e l'armamento difensivo del velivolo era aumentato: 4 mitragliatrici e 1.800 kg di bombe. 
Available since: 02/28/2025.
Print length: 130 pages.

Other books that might interest you

  • Sinistrash - Contro il neoliberalismo progressista - cover

    Sinistrash - Contro il...

    Diego Fusaro

    • 0
    • 0
    • 0
    Come il Mattia Pascal di Pirandello, anche la sinistra ha ritenuto possibile cambiare la propria identità. Ha scelto di vivere una "nuova vita" spezzando ogni rapporto con la precedente. Ha metabolizzato lo sguardo di chi sembra odiare la gente comune, divorziando dal popolo e dai lavoratori. La lotta contro il capitale è stata sostituita da quella per il progresso, che finisce per identificarsi nel capitale stesso. La battaglia contro l'imperialismo è stata spodestata da quella in suo nome, sia pure sotto la vernice ideologica dei "diritti umani" da esportazione. Lo vediamo nelle dichiarazioni di tutti i giorni, sulla guerra, sulle riforme economiche, su tutte le grandi questioni contemporanee.
    
    
    La formula "sinistrash" rende impietosamente conto di quello che la sinistra è divenuta dimenticando ciò che era e, infine, facendosi grottesca parodia di ciò che in un'altra epoca avversava. E PC ha cessato di essere la sigla del Partito Comunista per diventare quella del codice Politicamente Corretto, di cui la new left è custode. È diventata la guardia fucsia del nuovo e sempre più asimmetrico ordine turbocapitalistico e l'ala avanzata della neoliberalizzazione del mondo della vita. Di qui l'esigenza vitale di abbandonare la sinistrash al suo inglorioso percorso per rifondare su nuove basi - con Marx e con Gramsci - l'idea di emancipazione universale dell'uomo.
    
    
    Diego Fusaro, filosofo decisamente controcorrente, non fa nessuno sconto alla sinistra italiana e internazionale attuale. Ma la via d'uscita non approda certo a destra: oggi più che mai, secondo l'autore, bisogna superare quest'antica dicotomia, recuperando invece le idee del socialismo e dell'anticapitalismo. contributori LE Andrea Failla
    Show book
  • Compendio di storia universale - cover

    Compendio di storia universale

    Valero Pujol

    • 0
    • 0
    • 0
    Intraprendete un viaggio affascinante attraverso i millenni della storia umana con il "Compendio di storia universale" di Valero Pujol. Con uno stile narrativo vivace e coinvolgente, l'autore vi conduce dalle origini delle prime civiltà fino ai grandi eventi che hanno plasmato il mondo moderno. Incontrerete imperi maestosi, leader visionari, scoperte rivoluzionarie e battaglie decisive che hanno cambiato il corso della storia. Non si tratta di un arido elenco di date e fatti, ma di un panorama colorato, appassionante e profondo del passato, ricco di connessioni sorprendenti e dettagli affascinanti. Perfetto per l'ascolto a casa, durante i viaggi o nei momenti di relax, questo audiolibro vi aprirà nuove prospettive sulla storia dell'umanità e vi terrà incollati fino all'ultimo minuto.
    Show book
  • La città indelebile - Hong Kong tradita e ribelle - cover

    La città indelebile - Hong Kong...

    Louisa Lim

    • 0
    • 0
    • 0
    Le voci di calligrafi ribelli, archeologi in protesta, curatori attivisti e manifestanti in prima linea sono raccolte da Louisa Lim in questo racconto storico e personale della città in cui è cresciuta. La città indelebile ricostruisce il passato di Hong Kong e le vite dei suoi abitanti, sconosciute e appannate dal pregiudizio etnico e dalla dominazione coloniale. Più di tutti, ad attraversare questo libro è il Re di Kowloon, icona di resistenza di Hong Kong, i cui graffiti ante litteram hanno incarnato e ispirato la personalità della città, luogo di scomparsa e ricomparsa, potere e impotenza, perdita e rivendicazione.
    Per decenni, le narrazioni ufficiali hanno negato le radici di Hong Kong come luogo di rifugio e opposizione. La sua stessa identità è stata oscurata, prima dall'impero coloniale britannico e oggi dal governo cinese, attraverso forme di controllo e repressione che ne hanno soffocato l'aspirazione democratica. Louisa Lim, di padre cinese e madre inglese, ci porta alla scoperta di storie mai svelate prima, costruendo un'immagine di Hong Kong che ne restituisce finalmente la complessità e la forza.
    Show book
  • Nonostante Tucidide La storia come cultura - cover

    Nonostante Tucidide La storia...

    Marshall Sahlins

    • 0
    • 0
    • 0
    Questa riflessione antropologica sulla storiografia parte dalla madre di tutte le storie, La guerra del Peloponneso di Tucidide, e con un'operazione alquanto «ardita» la mette in parallelo a una guerra lontana nel tempo e nello spazio, La guerra della Polinesia. Benché la prima sia avvenuta in Grecia nel V secolo a.C. e la seconda a metà Ottocento nel Pacifico, le similitudini non mancano, a partire dal fatto che in entrambi i casi lo scontro era tra una potenza terrestre (Sparta in Grecia, Rewa nelle Figi) e una potenza marittima (Atene in Grecia, Bau nelle Figi). Da qui Sahlins prende le mosse per trovare altri parallelismi, analizzando i rispettivi sistemi di potere e la compresenza di attori individuali (i «grandi uomini») e attori collettivi (i popoli). E grazie ad alcune incursioni in ambiti inaspettati – una famosa partita di baseball giocata nel 1951, il caso di un bambino naufrago conteso tra USA e Cuba – dimostra, in un'efficace alternanza di narrazione e analisi antropologica, quanto sia cruciale riconoscere lo stretto rapporto esistente tra ordine culturale e contingenza storica… con buona pace di Tucidide che troppo spesso non lo ha fatto.
    Show book
  • La Rivoluzione? Non c'è mai stata - cover

    La Rivoluzione? Non c'è mai stata

    Catherine Malabou

    • 0
    • 0
    • 0
    «La proprietà è il furto!» afferma Proudhon a pochi decenni dagli eventi rivoluzionari. Ma questa icastica affermazione è ampiamente travisata dai suoi contemporanei, a partire da Marx e dalla sua interpretazione economicista della storia. Il furto è infatti soprattutto un furto di memoria e di senso che cancella – occultandola sotto la retorica egualitaria – la nascita della proprietà privata e delle sue nuove tipologie di esclusi: quei proletari (all'interno) o quei colonizzati (all'esterno) che sono solo la versione moderna degli esclusi dell'Ancien Régime (i servi, ma non solo). In definitiva, il 1789 ha sì abolito i privilegi feudali, ma non la condizione servile, reintroducendo un sistema iniquo di distribuzione della ricchezza che ha vanificato una cruciale rivendicazione plebea: la fine delle disuguaglianze. E questo oblio sull'effettivo statuto del regime proprietario e delle dinamiche di dominio che lo sottendono si è non solo costantemente replicato, ma ha persino impregnato alcune critiche contemporanee della proprietà come la teoria dei beni comuni o gli stessi approcci decoloniali.
    Show book
  • Generazioni future - cover

    Generazioni future

    Sergio Filippo Magni

    • 0
    • 0
    • 0
    Per la prima volta nella storia dell'umanità, lo sviluppo tecnologico e la sua applicazione in ambito industriale e militare sono in grado di avere un impatto sulla qualità della vita degli individui che vivranno in un futuro lontano, e anzi di compromettere la stessa sopravvivenza della specie umana. Ci sono diversi ambiti nei quali un'azione compiuta nel presente può avere conseguenze sulla qualità della vita di persone che esisteranno nel futuro. Un primo ambito è connesso all'ambiente: dal consumo delle risorse non rinnovabili alla deforestazione, dall'inquinamento del suolo, dell'acqua e dell'aria alla produzione di sostanze nocive che possono avere un'incidenza diretta sull'uomo. Un secondo ambito è connesso alla guerra e all'uso degli armamenti come mezzo per la risoluzione delle controversie internazionali, nello strisciante e permanente conflitto tra le potenze mondiali che è tornato drammaticamente alla ribalta. Un terzo ambito è connesso alle politiche demografiche, volte a incentivare l'aumento o la diminuzione dei tassi di natalità e le scelte riproduttive che ogni persona può fare nel corso della sua vita: le scelte concernenti se mettere al mondo dei figli, quando e quanti. Generazioni future ci aiuta nel difficile compito di estendere la nostra responsabilità etica a chi non esiste ancora, a coloro i quali dipendono dalle nostre decisioni attuali e dai nostri comportamenti. Che pianeta lasceremo alle persone e alle generazioni che vivranno dopo di noi? Possiamo essere responsabili nei confronti delle persone che non sono ancora nate? Una riflessione pratica e teorica che diventa ogni giorno più attinente alla complessità del mondo che viviamo e che ci attende.
    Show book