¡Acompáñanos a viajar por el mundo de los libros!
Añadir este libro a la estantería
Grey
Escribe un nuevo comentario Default profile 50px
Grey
Suscríbete para leer el libro completo o lee las primeras páginas gratis.
All characters reduced
L'olmo e l'edera - cover

L'olmo e l'edera

Anton Giulio Barrili

Editorial: DigiCat

  • 0
  • 0
  • 0

Sinopsis

"L'olmo e l'edera" di Anton Giulio Barrili è un'opera che si distingue per la sua profonda analisi dei sentimenti umani e delle relazioni interpersonali. Ambientato in un contesto rustico che riflette le tensioni e le speranze del tardo ottocento, il libro esplora la dicotomia tra natura e civiltà attraverso la metafora dell'olmo e dell'edera, simboli di stabilità e crescita. Lo stile lirico e evocativo di Barrili arricchisce la narrazione, rendendo gli spazi descritti quasi palpabili e animati, in un dialogo costante tra il mondo interiore dei personaggi e gli elementi naturali circostanti. Anton Giulio Barrili, nato nel 1834 a Genova, fu un autore prolifico che si distinse nel panorama letterario italiano dell'epoca. La sua formazione culturale, influenzata dalla tradizione romantica e dagli ideali risorgimentali, si riflette nelle tematiche di "L'olmo e l'edera". Barrili, oltre a essere un romanziere, era anche un appassionato di teatro e un critico letterario, il che lo ha portato a sviluppare una narrazione ricca di introspezione e di sfumature psicologiche. Consiglio vivamente la lettura di "L'olmo e l'edera" a chi è interessato a un romanzo che sa fondere elementi naturali e umani, offrendo riflessioni sulla vita e sul destino in un linguaggio ricco e coinvolgente. Questa opera non solo intrattiene, ma invita anche a un'autoanalisi, ponendo domande sulla nostra esistenza e sulle scelte che fanno di noi ciò che siamo.
Disponible desde: 23/02/2023.
Longitud de impresión: 156 páginas.

Otros libros que te pueden interesar

  • Čevengur - cover

    Čevengur

    Andrej Platonov

    • 0
    • 0
    • 0
    Cevengur è un romanzo di idee e commozione. È la storia del modo in cui i più poveri e derelitti hanno interpretato e cercato di realizzare il comunismo, l'idea di un rivolgimento radicale, il progetto di "porre fine al movimento dell'infelicità nella vita": un rimedio non solo alla povertà, allo sfruttamento e alla fatica estenuante, ma anche alla solitudine e all'isolamento di ogni uomo dagli altri. E alla fine, nella città di Čevengur, la loro ricerca incerta e tormentosa è coronata da successo: nella tenerezza e nel lavoro dell'uno per l'altro di Saša, Kopënkin, Čepurnij, Pijusja, Gopner e tutti gli altri, persino Serbinov, il sindacalista appena giunto da Mosca, si trova bene. Lavorare per l'utilità come voleva la borghesia "non funziona", infatti: "manca la pazienza di tormentarsi nel corpo per un oggetto". Forse molti ragionamenti di questi personaggi autori di un comunismo fatto di "espedienti casalinghi" vi appariranno bizzarri ed estenuanti, ma cercate ugualmente di arrivare alla fine. Lì Saša ritrova sulla riva del lago Mutëvo la sua canna da pesca di bambino, al suo amo è ancora attaccato lo scheletro di un pesciolino. E voi piangerete.  Con una audio introduzione di Goffredo FofiTraduzione di Ornella Discacciati (c) Giulio Eiunadi Editore 2015 © 2023 tracce srls
    Ver libro
  • Pallino e Mimì - cover

    Pallino e Mimì

    Luigi Pirandello

    • 0
    • 0
    • 0
    Si chiamò prima Pallino perché, quando nacque, pareva una palla. 
    Di tutta la figliata, che fu di sei, si salvò lui solo, grazie alle preghiere insistenti e alla tenera protezione dei ragazzi. 
    Babbo Colombo, come non poteva andare più a caccia, ch’era stata la sua passione, non voleva più neanche cani per casa, e tutti, tutti morti li voleva quei cuccioli là. Così pure fosse morta la Vespina loro madre, che gli ricordava le belle cacciate degli altri anni, quand’egli non soffriva ancora dei maledetti reumi, dell’artritide, che – eccolo là – lo avevano torto come un uncino!
    Ver libro
  • Vent'anni dopo - cover

    Vent'anni dopo

    Alexandre Dumas

    • 0
    • 0
    • 0
    Il romanzo ricomincia vent'anni dopo gli avvenimenti narrati ne I tre moschettieri. Il cardinale Richelieu è morto nel 1642 ed è stato sostituito dal cardinale italiano Giulio Mazzarino, “odiato” da gran parte del popolo e che ha sposato in segreto Anna d'Austria, in morganatico. Anche il re Luigi XIII è morto, lasciando Luigi XIV, il Re Sole, ancora bambino, sotto la reggenza della madre Anna d'Austria. A Parigi, inoltre, dopo l'ennesimo aumento delle tasse da parte di Mazzarin scoppia la Fronda, che porta scompiglio nella città e preoccupa il cardinale. D'Artagnan ha ormai quarant'anni, è tenente nei moschettieri del re da vent'anni e non vede i suoi amici da molto tempo. Ma Mazzarin affida a D'Artagnan il compito di riunire il quartetto di un tempo per controllare la Fronda, con la promessa di fare D'Artagnan capitano dei moschettieri. D'Artagnan si mette sulle tracce degli amici.
    Ver libro
  • Argo e il suo padrone e altri racconti - cover

    Argo e il suo padrone e altri...

    Italo Svevo

    • 0
    • 0
    • 0
    "Argo non era un personaggio molto importante neppure fra i cani. I cacciatori dicevano che non fosse di razza molto pura perché il suo corpo era un po' troppo lungo. Tutti riconoscevano la bellezza del suo occhio vivo (anche quello troppo grande per un cane da caccia) del suo muso dal disegno preciso e della sua ampia cervice. A caccia era impulsivo; qualche giorno era aggressivo come quegli ubbriachi che aggrediscono perché portati dal loro peso. Le bastonature giovavano qualche volta ma più sovente aumentavano la sua bestialità e allora pareva un toro in una bottega di porcellane. Forse per questo suo carattere alleviò un po' il dolore della mia sconsolata solitudine. Balordo e invadente, quando non mi faceva arrabbiare, mi faceva ridere."
    Ver libro
  • Pubertà - cover

    Pubertà

    Luigi Pirandello

    • 0
    • 0
    • 0
     L’abitino alla marinara non era più per lei: la nonna avrebbe dovuto capirlo. Certo, trovare un modo grazioso di vestirla, che non fosse più da ragazzina e non ancora da grande, non era facile. Aveva visto jeri la Gianchi: che orrore, poverina! Impastojata in un sottanone grigio peloso lungo fin quasi alla noce del piede, non sapeva più come muoverci dentro le gambe. Anche lei però, con tutto quel seno in quella giubbetta da bimba!
    Ver libro
  • Pane nero e altre novelle rusticane - cover

    Pane nero e altre novelle rusticane

    Giovanni Verga

    • 0
    • 0
    • 0
    "Ora infatti le toccava cuocere il pane e scopar le stanze per la cognata, la quale come Dio faceva giorno andava al podere col marito, tuttoché fosse gravida un'altra volta, ché per riempir la casa di figliuoli era peggio di una gatta. Adesso ci volevano altro che i regalucci di Pasqua e di santa Agrippina, e le belle paroline che si scambiavano con compare Santo quando si vedevano al Castelluccio. Quel mariuolo del camparo aveva fatto il suo interesse a maritare la figliuola senza dote, e doveva pensarci compare Santo a mantenerla."
    Ver libro