Join us on a literary world trip!
Add this book to bookshelf
Grey
Write a new comment Default profile 50px
Grey
Subscribe to read the full book or read the first pages for free!
All characters reduced
La tradizione delle processioni a Terracina - cover

La tradizione delle processioni a Terracina

Anna Maria Masci

Publisher: Ventus

  • 0
  • 0
  • 0

Summary

Attraverso testimonianze storiche, immagini suggestive e racconti popolari, il volume invita i lettori a immergersi nelle strade e nelle piazze di Terracina, riscoprendo il valore simbolico e culturale delle sue processioni. Un viaggio tra volti, suoni e colori che accompagnano il ritmo delle festività, tra preghiere e rituali, rendendo ogni pagina un tributo alla memoria collettiva e alla devozione popolare.
Available since: 11/08/2024.
Print length: 164 pages.

Other books that might interest you

  • Giochi cooperativi a scuola - Più di 50 proposte per sviluppare la collaborazione e le abilità sociali in classe - cover

    Giochi cooperativi a scuola -...

    Suzanne Lyons

    • 0
    • 0
    • 0
    I giochi cooperativi producono benefici sociopsicologici, insegnano la cooperazione, favoriscono la gentilezza e riducono i comportamenti aggressivi.
    
    Questo libro presenta in modo sintetico ma efficace le premesse teoriche alla base dell'uso dei giochi cooperativi nel campo dell'educazione, fornendo le relative linee guida operative, suggerimenti e metodi per realizzarli con bambini, bambine e adolescenti. Il volume scardina la concezione prevalentemente competitiva del gioco e promuove il gioco cooperativo come un'attività volontaria, coinvolgente ed essenziale per uno sviluppo sano, in quanto produce stati di benessere come divertimento, felicità e gioia, e insegna a collaborare e perseguire un obiettivo condiviso.
    
    Il libro è suddiviso in tre parti. La prima parte approfondisce il tema del gioco e l'importanza della cooperazione, evidenziando gli svantaggi della competizione e indicando una serie di giochi cooperativi utili a mitigarne gli effetti. La seconda parte presenta numerose attività ludiche da mettere subito in pratica in classe. L'ultima parte si sofferma sugli aspetti teorici dei giochi cooperativi: l'educazione socio-emotiva, la prevenzione all'aggressività, la pratica sensibile al trauma, l'educazione della prima infanzia.
    
    Ogni capitolo contiene una serie di domande di riflessione che hanno l'obiettivo di stimolare una partecipazione attiva, e si chiude con una proposta operativa di giochi per apprendere in modo esperienziale quanto presentato nel testo.
    Show book
  • Rompere il silenzio - Come ho superato un aborto spontaneo - cover

    Rompere il silenzio - Come ho...

    Jessica Zucke, Pietro Grussu,...

    • 0
    • 0
    • 0
    Esiste un modo per affrontare un dolore grande come quello dovuto a un aborto spontaneo? È possibile contare sul supporto e sul dialogo abbandonando lo stigma e la vergogna associati all'aborto? Attraverso i ricordi dell'autrice e le storie di tante altre donne, questo saggio è un invito a ritrovare la forza per non provare più paura, guarire e scoprire che ogni esperienza – bella o brutta che sia – ci fa scoprire cosa significa essere umani.
    
    L'aborto spontaneo è onnipresente. Non ha riguardo per i confini internazionali. La mia speranza è che questo libro e la condivisione delle mie storie e delle storie di altre persone aiuteranno a ispirare le lettrici e i lettori italiani a sentirsi profondamente sostenuti, a condividere le proprie storie e a normalizzare la manifestazione di eventi dolorosi come la perdita di una gravidanza. Donne italiane: non siete sole. (Jessica Zucker)
    
    Nonostante avesse lavorato fianco a fianco con donne in lutto per aver avuto un aborto spontaneo, la psicologa e autrice Jessica Zucker non aveva familiarità con questo tipo di sofferenza, fino a quando lei stessa ha perso una figlia a sedici settimane di gravidanza. Dopo aver ritrovato la voce e la forza di parlare di un dolore così grande e devastante, Jessica Zucker sceglie di intrecciare in questo libro la propria esperienza alle storie di altre donne, con l'obiettivo di normalizzare la conversazione sull'aborto, far conoscere il trauma che in molte hanno subìto cosicché in futuro nessuna donna dopo un aborto dica più "Mi sento sola".
    
    Introduzione di Elena Meli
    Edizione italiana cura di Pietro Grussu e Rosa Maria Quatraro
    
    Traduzione dall'edizione inglese di Denise Misseri.
    Show book
  • Elogio della vita ordinaria - Contro un'idea di falsa grandezza - cover

    Elogio della vita ordinaria -...

    Filippo La Porta

    • 0
    • 0
    • 0
    E se, in un'epoca in cui ci si aspetta che ogni esistenza sia eccezionale e degna di essere raccontata, la vera ribellione fosse restarsene sul proprio sofà, senza voler dimostrare nulla? Con profondità e ironia, Elogio della vita ordinaria ci invita a sottrarci al culto della visibilità, alla retorica dell'autorealizzazione, alla corsa verso il successo. 
    
    Attraverso una galleria di figure minori della letteratura e della filosofia – dalla Lady Bertram tratteggiata da Jane Austen all'Oblomov di Gončarov –, Filippo La Porta costruisce in queste pagine una controstoria dell'eroismo umano, mettendo in luce una forma alternativa di grandezza. La sua è una presa di distanza dall'onnipresente esaltazione dell'unicità, del vitalismo e del superamento dei limiti che vuole celebrare la possibilità di un'esistenza lontana dai riflettori, vissuta senza voler raggiungere nessun primato, testimoniando anzi come la routine, l'inazione e la marginalità possano essere luoghi di pienezza e autenticità. Alternando i ricordi personali alle idee di pensatori quali Arendt e Camus, Orwell e Brancati, La Porta restituisce dignità alla fragilità e alla semplicità, in un mondo che tende a giudicare le persone soltanto in base al consenso sociale ottenuto e alla capacità di raccontare i propri risultati. 
    
    Elogio della vita ordinaria ci mostra invece come il vero eroismo oggi non risieda nel farsi notare, ma nel restare fedeli a se stessi; non nel superarsi, ma nel saper semplicemente «essere». Perché – come scriveva Pirandello – «è molto più facile essere eroi che galantuomini. Eroe si può essere una volta tanto, galantuomo bisogna esserlo sempre».
    Show book
  • Il bambino migliore? - cover

    Il bambino migliore?

    Maurizio Balistreri

    • 0
    • 0
    • 0
    Un figlio non chiede (e non può chiedere) di nascere, è il genitore che sceglie di portarlo al mondo: che tipo di responsabilità morale comporta una decisione così importante per la vita di un'altra persona? Alcuni pensano che i figli siano sempre un dono meraviglioso e che i genitori dovrebbero accettarli per come vengono e non come oggetti della loro ambizione o della loro volontà. Tuttavia al tempo del genome editing avrà ancora senso affidarsi al caso e lasciar fare la natura? Le tecnologie riproduttive permettono sempre più di controllare il patrimonio genetico degli embrioni. Domani potremmo avere la possibilità intervenire sul DNA non soltanto per correggere eventuali anomalie o prevenire importanti malattie, ma anche per potenziare le capacità e le disposizioni del nascituro. Abbiamo il dovere morale di assicurare ai nostri figli la migliore dotazione genetica possibile? A partire da una ricostruzione dei nuovi scenari riproduttivi che emergono con lo sviluppo delle tecniche di genome editing e attraverso un confronto puntuale con il dibattito bioetico contemporaneo, Il bambino migliore? esplora le questioni morali che emergono nel momento in cui gli esseri umani non sono più un 'dono', ma l'oggetto di una scelta e di una progettazione consapevoli.
    Show book
  • Come si nasce - Miti e storie - cover

    Come si nasce - Miti e storie

    Vittoria Longoni

    • 0
    • 0
    • 0
    La nascita degli umani si è svolta in forme molto diverse nelle culture di ogni tempo. La fusione di elementi biologici e sociali ha costruito infinite varianti dell'origine comune: il concepimento, la gestazione e il parto da cui nascono persone ogni volta nuove, imprevedibili. Il pensiero e l'arte possono esplorarla con la stessa intensità con cui si è da sempre parlato della morte, l'altro grande limite (e mistero) dell'esistenza umana.
    Il mito greco ne parla con vivide costruzioni fantastiche, sia per gli esseri umani che per gli dèi, i vegetali e gli animali: i viventi appaiono tutti collegati. Gaia, dea madre originaria, è all'origine di ogni forma di vita. Il principio femminile, per quanto messo in secondo piano, resta fondante anche nell'epoca del predominio patriarcale. Questo libro ripercorre poi l'organizzazione culturale della nascita e delle relazioni generative tra i sessi: nel Codice di Hammurabi, nella Bibbia, in fasi diverse della cultura greca e romana. Concepimenti, gravidanze, parti, cure e funzioni materne, filiazioni fisiologiche e adottive o sostitutive, famiglie nucleari o allargate; aspetti dolorosi come abbandoni, morti di donne e di bambini alla nascita, sterilità, violente prevaricazioni maschili nelle famiglie patriarcali.
    La nascita è un tema che oggi è ancora più necessario mettere in luce, di fronte agli sviluppi del pensiero e alle nuove possibilità tecniche e sociali della riproduzione umana.
    Show book
  • La Rivoluzione? Non c'è mai stata - cover

    La Rivoluzione? Non c'è mai stata

    Catherine Malabou

    • 0
    • 0
    • 0
    «La proprietà è il furto!» afferma Proudhon a pochi decenni dagli eventi rivoluzionari. Ma questa icastica affermazione è ampiamente travisata dai suoi contemporanei, a partire da Marx e dalla sua interpretazione economicista della storia. Il furto è infatti soprattutto un furto di memoria e di senso che cancella – occultandola sotto la retorica egualitaria – la nascita della proprietà privata e delle sue nuove tipologie di esclusi: quei proletari (all'interno) o quei colonizzati (all'esterno) che sono solo la versione moderna degli esclusi dell'Ancien Régime (i servi, ma non solo). In definitiva, il 1789 ha sì abolito i privilegi feudali, ma non la condizione servile, reintroducendo un sistema iniquo di distribuzione della ricchezza che ha vanificato una cruciale rivendicazione plebea: la fine delle disuguaglianze. E questo oblio sull'effettivo statuto del regime proprietario e delle dinamiche di dominio che lo sottendono si è non solo costantemente replicato, ma ha persino impregnato alcune critiche contemporanee della proprietà come la teoria dei beni comuni o gli stessi approcci decoloniali.
    Show book