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Memorie di Giuseppe Garibaldi - cover

Memorie di Giuseppe Garibaldi

Alexandre Dumas (padre)

Publisher: Sanzani

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Summary

Dumas fu amico ed ammiratore di Garibaldi, e ricevette da lui, prima della partenza per la spedizione di Sicilia, le sue memorie che arrivano alla fine della Repubblica romana, e che lui rielaborò con il suo stile e pubblicò in francese. 
La traduzione italiana viene pubblicata nel 1860, copre anche le vicende della spedizione nel mezzogiorno, tramite documenti ufficiali e testimonianze di personaggi che a volte non vengono neanche citati. Le integrazioni storiche a volte sono fuori luogo, come una storia di Milano dalla fondazione ai nostri giorni durante il racconto della guerra del 1859, e una lunga descrizione chiaramente di provenienza francese (ma la fonte non viene citata) della battaglia di Solforino.
Non esiste copia in italiano delle Memorie affidate da Garibaldi a Dumas ed alla signora Elpis, per cui non possiamo avere la certezza se i numerosi errori di sintassi e le scelte ortografiche che suonano strane al nostro orecchio siano da assegnarsi alle memorie originali di Garibaldi, o alla ritraduzione dal francese di Dumas all’italiano della nostra edizione, o infine a disattenzione del tipografo. Guerzoni sottolinea nelle note della sua biografia più volte l’utilizzo errato di alcuni vocaboli da parte di Garibaldi, e commenta “Ma chi s’occuperebbe a riveder la lingua a Garibaldi!” Un indizio contro il tipografo è il fatto che numerose volte viene nominato “Auzani” l’amico di Garibaldi, Francesco Anzani, che nella versione francese di Dumas è indicato correttamente.
Il testo è preceduto da una introduzione di George Sand e da un discorso di Victor Hugo che abbiamo già pubblicato, in altra traduzione, con il titolo di Discorso di Victor Hugo a benefizio della Sicilia.
Available since: 01/03/2025.

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    Continuate a volermi bene. 
    Marzo del 1883 
    EDUARDO SCARPETTA 
     
    Eduardo Scarpetta (Napoli, 13 marzo 1853 – Napoli, 29 novembre 1925) è stato uno dei più importanti commediografi e attori italiani, considerato il padre del teatro comico napoletano moderno.
    Figlio di una famiglia modesta, iniziò giovanissimo la carriera teatrale, distinguendosi per il suo naturale talento e la capacità di rinnovare la tradizione della commedia napoletana. Creò il celebre personaggio di Felice Sciosciammocca, simbolo dell'uomo comune napoletano, ingenuo ma arguto, che divenne il suo marchio di fabbrica.
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