Tom Yam
Aimo Agresti
Editora: Youcanprint
Sinopse
Bel romanzo tra umorismo e thriller ambientato a Bangkok tra mercati di cianfrusaglie, mondo della prostituzione e templi. Tante sorprese inaspettate da un mondo imprevedibile.
Editora: Youcanprint
Bel romanzo tra umorismo e thriller ambientato a Bangkok tra mercati di cianfrusaglie, mondo della prostituzione e templi. Tante sorprese inaspettate da un mondo imprevedibile.
D. H. Lawrence lasciò l'Inghilterra per la prima volta nel maggio 1912, a quasi 27 anni, fuggendo a Metz con Frieda von Richthofen, spostandosi poi in Italia per un lungo soggiorno di circa otto mesi. I due approdano prima a Riva del Garda, poi a Gargnano. Restano lì fino a marzo 1913, si trasferiscono poi per qualche giorno a San Gaudenzio. Il periodo trascorso sul Lago di Garda è particolarmente prolifico per lo scrittore. Sul Lago di Garda – parte di una raccolta di viaggio più ampia, intitolata Twilight in Italy, scritta tra il 1912 e il 1913 – viene pubblicato nel 1916. Lawrence amò moltissimo l'Italia per il forte contrasto con l'Inghilterra: nelle abitudini, nel paesaggio, nella gente, ma anche nella filosofia di vita che la governava e ne faceva scorgere, allora come oggi, i limiti. Così questo On the Lago di Garda si rivela una riflessione inquieta sul destino dell'Italia e dell'Europa.Ver livro
L'atto creativo è essenzialmente un libro di auto-aiuto progettato per guidare gli artisti attraverso il viaggio creativo. Che cosa vuol dire creare? Cosa è un'opera d'arte? Cos'è la musica? Il processo creativo è spiegabile? Vera e propria icona dell'industria musicale, Rubin è noto per tirare fuori il meglio dagli artisti con cui lavora grazie alla sua capacità di sviluppare un rapporto di fiducia reciproca che porta i musicisti ad accedere alle più profonde sorgenti della loro fonte creativa e scoprire la musica che desiderano fare. L'atto creativo è il distillato della conoscenza di Rubin e dei principi della creatività e qui troviamo non solo la summa totale delle sue osservazioni artistiche ma anche la visione rivelatrice del misterioso processo di rendere grandi le cose. Rubin incoraggia la sperimentazione e il mantenimento della meraviglia infantile. È contrario alla competizione e al confronto, assicurando agli artisti che la concorrenza per un artista è solo con se stesso mentre è sul sentiero dell'evoluzione. "Mettere il massimo impegno in ogni momento, è tutto ciò che possiamo sperare di ottenere", sottolinea Rubin. Una delle sezioni più interessanti del libro è un elenco di "pensieri e abitudini che non favoriscono il lavoro", tra cui "credere di non essere abbastanza bravi", "abbandonare un progetto non appena diventa difficile" e "pensare di poter dare il meglio di sé solo in determinate condizioni". Pensatore visionario come pochi altri, Rubin ha detto che voleva "scrivere un libro su cosa fare per realizzare una grande opera d'arte. Invece, si è rivelato un libro su come Essere". contributori LE Lorenzo Jovanotti CherubiniVer livro
Chiudere gli occhi, tacere la lingua, interrompere il fluire consueto delle cose. È in questo gesto semplice e radicale che si schiude la soglia, luogo di crisi e metamorfosi, varco che consente di disfare e ridisegnare se stessi. Vertigine della soglia è un itinerario simbolico, filosofico e iniziatico lungo ventidue stazioni: ogni tappa è un frammento che respira, una scheggia che allude, un segno che accenna all'inaudito, una ferita che diventa promessa di un'unità nascosta. Davide Susanetti attinge alla sapienza arcaica, alla mistica, al mito, per indicare il cuore invisibile del reale, là dove gli opposti si ricompongono, come la metà di un dado spezzato che attende di combaciare. Un libro da attraversare più che da leggere, capace di fare della lettura stessa un'esperienza di transito verso l'altrove, di silenzio, di ascolto. Perché solo chi vibra nella vertigine della soglia può ritrovare, nel buio che atterrisce, la luce che tutto trasfigura.Ver livro
Daniel Segura ha ventotto anni quando si arrende ai propri demoni e si lancia dal tetto di un edificio di New York, dove frequenta un master in arte alla Columbia University. La madre, la poetessa e drammaturga colombiana Piedad Bonnett, elabora la tragicità del lutto ricostruendo la vita di Daniel, il percorso della sua malattia mentale e infine il suicidio attraverso libri, ricordi e testimonianze, ma anche attraverso le lettere, i diari e le sue opere. Seguiamo così Daniel bambino, poi adolescente e infine giovane tormentato tra Bogotá e New York, prima e dopo l'arrivo dei disturbi che ne invaderanno corpo e mente. Le parole cercate con urgenza da Bonnett – le sue e quelle di altri scrittori, come Javier Marías, Nabokov, Rafael Cadenas, Jean Améry e Annie Ernaux – provano a esprimere un dolore che va oltre i confini del dicibile. Il desiderio è quello di non far soccombere Daniel alla staticità della foto ricordo, e di dargli movimento. «Ho provato a dare alla tua vita, alla tua morte e alla mia pena un senso. Altri innalzano monumenti, incidono lapidi. Io ti ho di nuovo partorito, con lo stesso dolore, per farti vivere un altro po', per non farti sparire dalla memoria. E l'ho fatto con le parole, perché loro, che sono mobili, che parlano sempre in modo diverso, non pietrificano, non fanno le veci di una tomba. Sono il poco sangue che posso darti, che posso darmi.»Ver livro
Terza raccolta di racconti pubblicata in vita da Fitzgerald, nel 1926, è l'opera immediatamente successiva al Grande Gatsby. Si tratta di racconti scritti prima e dopo la stesura del capolavoro dello scrittore di Saint Paul. Tra essi il famoso Assoluzione (che originariamente doveva costituire l'antefatto proprio di Gatsby), ma – e soprattutto – alcuni racconti dimenticati e trascurati dalle consuete antologie. I nove racconti di questa raccolta – ricomposta per la prima volta in Italia – riflettono la crescente disillusione dell'autore, le preoccupazioni finanziarie, i tradimenti della moglie, la malattia e il lento allontanarsi della giovinezza. Uno dei Fitzgerald più in forma di sempre, che, con i suoi giovani tristi, già guarda profeticamente all'instabilità degli anni futuri.Ver livro
I casi più controversi raccontati in presa diretta. Vivo come un romanzo, fluido come una cronaca. La saponificatrice di Correggio, una serial killer insospettabile. Leonarda Cianciulli è passata alla storia come 'la saponificatrice di Correggio'. Il motivo? Tra il 1939 e il 1940 uccise tre donne sole, senza prossimi congiunti e con consistenti risparmi in denaro, da lei poi sciolte nella soda caustica, come avviene nel processo per la produzione del sapone. Una donna che nessuno credeva capace di compiere azioni tanto macabre.Ver livro