Il sito di Serravalle, in valle di Blenio, è stato strappato dall’oblio con un progetto interdisciplinare unico nel suo genere, comprendente indagini archeologiche sistematiche (2002-2006) e un progetto di valorizzazione (2006-2022). I risultati raggiunti sono importanti per la storia non solo del sito, ma anche per gli studi castrensi in generale. Le migliaia di reperti portati alla luce hanno ampliato le conoscenze in modo sostanziale e permesso di retrocedere di secoli le origini dell’occupazione dello sperone roccioso, individuando le tracce di un castello precedente. Sono state approfondite le tecniche di costruzione e di distruzione dei castelli, aspetti legati alla vita quotidiana, agli influssi culturali e commerciali. Grazie al processo di valorizzazione seguito alle indagini archeologiche, oggi il sito è diventato punto di riferimento e di aggregazione nella valle, luogo di identità e di memoria nel paesaggio contemporaneo.
I luoghi della celebrazione nell'aula dell'assemblea liturgica non sono spazi "neutri" o semplicemente "funzionali al rito". Essi sono pieni di "senso" e dei veri "luoghi simbolici", soprattutto quando la comunità dei credenti è radunata per celebrare i santi misteri ma anche fuori della celebrazione stessa con la loro semplice e nobile presenza. Le pagine di questo studio non propongono un corso di architettura per la liturgia, ma si offrono come una visita guidata nell'edificio della Chiesa ai luoghi liturgici o, meglio, come un percorso mistagogico che accompagna il lettore a scoprire la valenza, la bellezza e la ricchezza di questi "santi segni", al fine di aiutare ciascuno a passare dai segni al mistero e a coinvolgere in esso l'intera esistenza. Uno strumento che si propone alla formazione liturgica permanente sia dei ministri ordinati sia di tutti coloro, consacrati e laici, che sono impegnati nella catechesi e nella pastorale e, in modo speciale, nella cura, nella preparazione e nella guida della preghiera liturgica.
Se il cinema di fiction è morto, producendo ormai solo copie di copie, anche il cinema militante è da tempo in uno stato agonico. In questo lavoro che raccoglie e completa mezzo secolo di riflessioni, Fofi torna a parlare di cinema non tanto per vaticinare la fine di un modello, quanto per prendere atto di una sua decisiva trasformazione: da strumento di comunicazione e formazione culturale di massa, a forma di comunicazione e di creazione artistica del tutto secondaria. Se vuole sopravvivere, il cinema deve arrendersi all'evidenza e accettare di riflettere sulla sua obbligata marginalità. E tornare a essere un cinema davvero «militante», da portare in giro, senza intermediari, in salette e cantine, scuole e quartieri, parrocchie e camere del lavoro, dando spazio a quanto di inchiesta, formazione e sollecitazione all'azione può ancora offrire. E che ognuno agisca secondo le proprie forze (meglio se in gruppo), in difesa della Natura e degli Oppressi di tutto il mondo e mosso da finalità che possiamo solo chiamare libertarie e socialiste. Se questo avviene: lunga vita al cinema militante!
In questo affascinante volume, Élie Faure esplora l’arte medievale come un’esplosione di vita spirituale e sensuale, nata dallo scontro tra religioni etiche e istinti umani. Dal panteismo indiano ai templi khmer, dalla serenità cinese al dinamismo giapponese, passando per i mosaici bizantini, gli arabeschi islamici e le cattedrali gotiche francesi, Faure rivela come l’arte abbia superato dogmi e sofferenze per celebrare l’armonia universale.
Mescolando storia, filosofia e poesia, analizza sculture, architetture e dipinti come inni alla complessa libertà dei popoli. Dalle foreste di pietra dell’India alle volte sonore di Amiens, scoprite un panorama mondiale in cui l’arte sfida la morte e feconda il futuro. Un viaggio erudito e avvincente, ideale per gli amanti dell’arte, della storia e della spiritualità. Ascoltate per vibrare con l’anima medievale!
Scegli una cassetta, infilala nel registratore, schiaccia play. Un mix tape ha il potere magico di teletrasportarti a un momento preciso della tua vita: la festa delle medie in cui speravi che, con la canzone giusta, avresti rimediato il primo bacio; quell'indimenticabile viaggio in macchina con una vecchia amica; la ragazza che miravi a conquistare con una compilation su misura – e infatti, ecco che è diventata tua moglie.
Rob conosce Renée una sera d'autunno del 1989, quando in un bar sono gli unici a drizzare le antenne sulle prime note di Radio City dei Big Star. Non c'è scampo, nasce l'amore. Sette anni dopo, l'11 maggio 1997, Renée d'improvviso non c'è più, muore tra le braccia di Rob per un'embolia polmonare. Nel mezzo – e prima, e dopo – c'è tantissima vita, ogni ricordo accompagnato da una compilation su cassetta che, in questo memoir commovente e nostalgico, Sheffield ci invita ad ascoltare insieme a lui. Prince, Lou Reed, Madonna, e poi ancora i Pavement, i Nirvana, gli R.E.M.: queste pagine mostrano quanto profondamente la musica metta in relazione le persone, creando un legame più forte anche della morte. Con l'arguzia tragica di Dave Eggers e l'onestà romantica di Nick Hornby, Rob Sheffield – critico di lungo corso per Rolling Stone – ci accompagna in un viaggio gioioso e lancinante al tempo stesso. E forse la canzone che ci girerà in testa leggendo queste pagine sarà proprio quella che ci ricorda l'amore della nostra vita.
Dostoevskij: "La bellezza salverà il mondo". L'epoca che viviamo, spinta in maniera penosa verso la ricerca di un'identità cangiante e impropria, tramite un'immersione apneica negli abissi dei social network, sta creando confusione, disagio e svuotamento interiore. La soluzione? Educazione alla bellezza. Per imparare a riconoscerla, per ammirarla ed esserne custodi gelosi, per assorbire e trasmettere la sua forza dinamica agli altri e per crearne di nuova affinché questa, immessa nell'ingranaggio della vita, possa contribuire alla salvezza di noi stessi, degli altri
e di ciò che ci circonda. Per dare una forma più finita al concetto del bello educativo si è posta una domanda a chi, con la sua arte professionistica, conosce la strada per aggiungere al trattato la chiarezza forgiata dalla forza dell'esperienza: Licia Colò, Giovanni Gastel, Liliana Cosi, Sergio Bambaren, Davide Rondoni, Pupi Avati, Mario Botta e Albano Carrisi. Il lavoro esamina, inoltre, l'influenza che i social network esercitano e per questo tema si è intervistato il Professore Paolo Crepet mentre, per porre la differenza tra i giovani di oggi e quelli degli anni '60, la voce autorevole di Enrico Vanzina.
Il libro racconta in maniera avvincente l'incredibile ma anche criticato viaggio della Pietà di Michelangelo dalla Basilica di San Pietro a New York per l'Esposizione Universale del 1964. Tutto inizia il 4 aprile, il giorno in cui la scultura, per la prima e unica volta, esce dal Vaticano e viene caricata su un camion alla volta di Napoli, dove arriverà dopo circa dodici ore di viaggio a marce ridotte. Ad attendere il prezioso carico lungo la banchina del porto la Cristoforo Colombo, sul cui ponte la cassa con la Pietà sarà collocata a cielo aperto e fissata in maniera tale da poter sopportare qualsiasi sollecitazione e guardata a vista per tutta la traversata. Dopo circa otto giorni di navigazione l'arrivo a New York, dove la Pietà viene collocata nel Padiglione della Santa Sede dell'Esposizione Universale del 1964, che fino all'ottobre successivo sarà visitato da oltre 27 milioni di persone letteralmente affascinate dall'opera michelangiolesca. Attraverso le voci dei testimoni di ieri e di oggi, Orazio La Rocca ci fa rivivere, con una certa trepidazione, i preparativi del viaggio, l'ardita traversata transatlantica, il clamore mediatico suscitato dall'iniziativa, la nostalgia per l'assenza da San Pietro di quell'amata scultura e finalmente, dopo diciannove mesi, il suo felice rientro in Vaticano.