Begleiten Sie uns auf eine literarische Weltreise!
Buch zum Bücherregal hinzufügen
Grey
Einen neuen Kommentar schreiben Default profile 50px
Grey
Jetzt das ganze Buch im Abo oder die ersten Seiten gratis lesen!
All characters reduced
L'uomo che parlava alle statue - cover

L'uomo che parlava alle statue

Roberto Weber

Verlag: Bottega Errante Edizioni

  • 0
  • 0
  • 0

Beschreibung

Sul filo di una memoria asciutta e a tratti profondamente ironica, Roberto Weber risale il Novecento; lo fa avvalendosi dei tornanti angusti di una vicenda famigliare immersa in una composita (e scomparsa) comunità etnica e culturale, per cogliere i più ampi risvolti della storia cittadina. 
Il racconto torna a più riprese nel teatro di piazza Unità, nel luogo simbolo cioè in cui si consumano febbrilmente le passioni più brucianti, le finzioni collettive più riuscite, i momenti più drammatici della città e del suo popolo: lì fa ritorno la salma dell’Arciduca Francesco Ferdinando dopo l’uccisione a Sarajevo che scatena la Prima guerra mondiale; lì Benito Mussolini annuncia le leggi razziali; lì nel 1954 Trieste diventa italiana. Giornate epocali, in cui tutti scendono in piazza e la comunità viene attraversata dalla Storia. 
Un romanzo intimo dove una famiglia abita tutte le contraddizioni di una città-mondo e dove l’essere di confine coniuga la dimensione privata e pubblica.
Verfügbar seit: 17.10.2023.

Weitere Bücher, die Sie mögen werden

  • Dio ha le mani sporche - Il grido degli innocenti le angosce dei carnefici l'arroganza dei boss - cover

    Dio ha le mani sporche - Il...

    Marcello Cozzi

    • 0
    • 0
    • 0
    È la narrazione di un dolore che provoca, che non lascia in pace, che mette in discussione certezze e convinzioni, e che chiede di abbandonare ogni comoda neutralità. È il dolore degli innocenti, di chi ancora cerca verità e giustizia, ma anche il dolore di chi si è reso responsabile di morti, di violenza e di sangue versato e vive tormentato da sensi di colpa. L'autore è un prete che racconta anni di percorsi, incontri e colloqui con chi si porta sulla pelle le cicatrici e le ferite ancora aperte dalla violenza subita ma anche da quella di cui si è stati artefici: dal caso Elisa Claps, la ragazza sedicenne ritrovata cadavere nel sottotetto di una chiesa a Potenza, alle confidenze di Giovanni Brusca, l'autore della strage di Capaci; da Andrea, Sara e Angelina, vittime della criminalità mafiosa, a Rahama, Becky e tanti e tante che come loro sono vittime della tratta degli esseri umani. Un racconto fatto "con il vangelo in mano", come dice lo stesso autore, perché l'impastarsi quotidiano di Gesù di Nazareth con l'umanità sofferente aiuta a comprendere meglio non solo che il suo Dio è fragile e inerme, ma soprattutto che non teme di lasciare la sacralità dei propri spazi pur di sporcarsi le mani con il dolore e la fatica degli uomini.
    Zum Buch
  • La signora del terzo piano - cover

    La signora del terzo piano

    Claudio Righenzi, Sarah...

    • 0
    • 0
    • 0
    La signora del terzo piano è un romanzo corale che esplora i temi dell'isolamento sociale, della solitudine e dell'indifferenza, ma offre anche una speranza di redenzione e di riavvicinamento tra le persone. La storia dimostra come anche nelle situazioni più oscure, la luce dell'empatia può ancora trovare un varco.
    Zum Buch
  • Il pane nella sporta - Una bambina nel Veneto degli anni Quaranta - cover

    Il pane nella sporta - Una...

    Imelde Rosa Pellegrini

    • 0
    • 0
    • 0
    L'infanzia negli anni Quaranta in un piccolo paese del vicentino a giocare con le sioramandole, a scappare dal folletto Salbanelo, a mangiare il macafame o i pevarini, cantando Maridete Orelia a squarciagola per rimuovere la paura degli scoppi delle bombe. La piccola Imelde accompagna la mamma al fiume a fare le strussie, e ascolta i racconti delle vecchie che rievocano 'sti ani; vede arrivare i soldati tedeschi, con il fucile tra le mani; si affeziona alle pepole, al maiale, destinati alla cucina povera; impara a tenere per sé le emozioni, ad avere pudore del corpo, a riconoscere le anguane, a non piangere per gli andoleti (i bambini morti prematuramente). Indossa il vestito della festa e va a messa la domenica, per lavarsi l'anima. Un libro che regala un'istantanea del passato e che offre una visione critica sugli eventi storici che hanno segnato l'Italia nel corso della Seconda guerra mondiale.
    Zum Buch
  • Dhuoda - "Figlio mio indirizzo a te questo scritto" - cover

    Dhuoda - "Figlio mio indirizzo a...

    Maria Antonella Grillo

    • 0
    • 0
    • 0
    In uno scenario dominato dalla globalizzazione e da una diffusa secolarizzazione e perdita/ritorno del sacro – cui fa da contraltare un crescente sviluppo di radicalismi e fanatismi –, il dialogo con Dhuoda ci conduce a riflettere sulla dimensione pienamente umanizzante della fede.
    
    Donna, madre, laica, scrittrice e pedagogista: la complessità della sua figura sfugge alle definizioni. Dhuoda è una donna singolare e, per certi versi, anche sovversiva. E il Liber Manualis – considerato uno dei primi trattati di pedagogia di quell'epoca, scritto in un periodo buio e difficile della sua vita, in cui si ritrova in solitudine, lontana dall'affetto del marito e soprattutto dei suoi figli, tra le mura del castello di Uzès nell'attuale Occitania – ha molto da dire anche alla società contemporanea, in modo particolare alle nuove generazioni. È un testo che potremmo definire al contempo attuale e inattuale: attuale perché apre moltissimi spazi di riflessione, pone questioni e interrogativi che ancora oggi, seppur collocati in un contesto storico-culturale del tutto differente, chiedono di essere ripensati e condivisi; inattuale nel senso che, in maniera delicata e sottile, infrange alcune barriere e butta giù muri, aspetto quest'ultimo che non deve probabilmente essere stato particolarmente apprezzato dalla mentalità dell'epoca.
    Zum Buch
  • Troooppo Giusto! - cover

    Troooppo Giusto!

    Enzo Braschi

    • 0
    • 0
    • 0
    «Il mio look fu imitato dai giovani di allora al punto da diventare una vera e propria moda, così come i miei "tormentoni" e neologismi: tamarro, o truzzo, o tamarrino-ino-ino-ino, o tamarro galattico per definire quelli che non erano paninari; sfitinzie le donne, e cucadores chi ci sapeva fare con loro… » Enzo Braschi
    
    "Troooppo giusto" nel lontano 1985 fu il primo tormentone inventato dal Paninaro della trasmissione di Italia Uno chiamata Drive In. Tanto tempo è passato ormai dagli anni Ottanta, dai giorni in cui nacque il "paninaro" e l'inimitabile programma Drive In. Anni che ci mancano, come dicono in tanti, per i nostri sorrisi sinceri, le nostre strette di mano, la nostra semplicità, e anche tanti volti che ci hanno lasciato per sempre. Non solo di gente comune ma pure di attori e cantanti famosi che ci hanno accompagnato sia con la loro gioia sia con la loro commozione. In Troooppo giusto si tornano a rivivere gli anni Ottanta, tante emozioni, ricordi, nostalgie di quello che eravamo a quel tempo.
    Zum Buch
  • Il mondo su misura - Introduzione al negazionismo scientifico - cover

    Il mondo su misura -...

    Luca Tambolo

    • 0
    • 0
    • 0
    Il negazionismo scientifico è un problema per le nostre società democratiche, perché contesta risultati scientifici consolidati sulla base di motivazioni ideologiche o economiche, e costruisce un'immagine del mondo che risponde più ai bisogni e ai desideri di chi respinge i risultati della scienza che alle indicazioni fornite dai fatti. Un mondo su misura, insomma. Ma chi sono i negazionisti? Quali strategie retoriche usano? Perché riescono a far presa su certi settori dell'opinione pubblica (riservando peraltro qualche sorpresa)? E le comunità scientifiche sono del tutto esenti da responsabilità per lo scetticismo, che talvolta diventa dichiarata ostilità, con cui alcuni profani guardano ai risultati del loro lavoro? In questo saggio, Luca Tambolo racconta quel che sappiamo sul fenomeno del negazionismo scientifico e risponde a queste domande. Conoscere il negazionismo scientifico è il punto di partenza per mitigarne le conseguenze, ma anche per evitare che questa espressione venga usata in maniera impropria per generare confusione e per zittireil dissenso quando questo riguarda le eventuali conseguenze dei risultati della ricerca sul piano della deliberazione pubblica.
    Zum Buch