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Immagini dall'invisibile - Tre modi diversi per raccontarsi e raccontare il mondo - cover
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Immagini dall'invisibile - Tre modi diversi per raccontarsi e raccontare il mondo

Roberto Tauro

Editora: Carmina

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Sinopse

Un intero mondo, sottratto alla nostra percezione, potrà offrirsi al resto dei nostri sensi solo socchiudendo gli occhi. In tal modo, sarà possibile cogliere l’essenza delle cose, sentirne l’extra-materialità.
Tutto ciò che si concede alla vista, infatti, non è che un’illusione; un astuto espediente della realtà, capace di adulare e sedurre pur di celare l’altro mondo. Solo socchiudendo gli occhi riusciremo a ricevere le immagini dall’invisibile.
La silloge, che ne porta il titolo, si compone di ottanta poesie suddivise in tre sezioni: Alterità, Avanzi e Florilegio.
Buona lettura… a occhi socchiusi!
Roberto Tauro
Disponível desde: 12/11/2024.

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    Nessuno sa il mio nome è la seconda raccolta di saggi di James Baldwin pubblicata per la prima volta nel 1961 e scritta durante la sua permanenza in Europa, quando la distanza dagli Stati Uniti, fortissimamente voluta, gli aveva permesso di riflettere in modo nuovo sulla condizione delle persone nere in una società dominata dai bianchi. Trascendere la sterile categoria di blackness, sia essa quella imposta dal mondo bianco o quella eretta a scopo difensivo dalla comunità nera, divenne il nucleo dell'opera di Baldwin come scrittore. Voleva impedire a se stesso di "diventare semplicemente un nero; o anche semplicemente uno scrittore nero". Sapeva che "il mondo tende a intrappolarti e a immobilizzarti nel ruolo che interpreti", e sapeva anche che per lo scrittore nero poco importa se questa trappola abbia confini di odio o di scomoda gentilezza. Non conosci il mio nome perché non puoi vedermi, dicono questi saggi. "Vedi solo la maschera che mi hai fatto indossare." Se la politica della razza e la segregazione dominano la prima parte del libro, nella seconda i saggi su Gide, Bergman, Wright e Mailer rappresentano per Baldwin il tentativo di scoprire il proprio "nome", esaminando i mondi interiori di altri artisti. Invita l'America a guardare se stessa, ad abbattere i propri miti e ritrovare la capacità di vedere al di là delle categorie. Ampiamente elogiato al momento della pubblicazione, Alfred Kazin lo salutò, su The Reporter, come "la biografia spirituale di qualcuno che spera, affrontando più di una bestia sulla sua strada, di vedere se la sua paura è del tutto necessaria". Nessuno sa il mio nome, riletto oggi in una edizione rivista e aggiornata, stupisce per l'attualità e la potenza, quella riconosciuta dei classici senza tempo.
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