Junte-se a nós em uma viagem ao mundo dos livros!
Adicionar este livro à prateleira
Grey
Deixe um novo comentário Default profile 50px
Grey
Assine para ler o livro completo ou leia as primeiras páginas de graça!
All characters reduced
Occupare il futuro - Prevedere anticipare e trasformare il mondo di domani - cover
LER

Occupare il futuro - Prevedere anticipare e trasformare il mondo di domani

Roberto Paura

Editora: Codice Edizioni

  • 0
  • 0
  • 0

Sinopse

È possibile una scienza in grado di conoscere gli eventi del futuro allo stesso modo in cui, attraverso le scienze storiche, proviamo a conoscere i fatti del passato? Questo sogno, fin dalla psicostoria di Isaac Asimov, ha influenzato economisti, politologi, strateghi e cibernetici, ma deve fare i conti non solo con i limiti della nostra capacità di previsione e con la complessità dei sistemi sociali, ma anche con la consapevolezza che il futuro non è un destino in attesa di realizzarsi. Roberto Paura racconta l'evoluzione degli studi di previsione e gli scenari indagati dai futurologi sui rischi globali, ma il suo libro fa anche un passo ulteriore: propone un approccio in cui questi strumenti vengono usati per immaginare nuovi futuri possibili. Un manifesto che ci invita a "occupare il futuro", per recuperare così una capacità di aspirare a un domani radicalmente diverso dal presente, mettendo i nuovi strumenti dell'anticipazione al servizio di modi nuovi di pensare i futuri possibili, in cui speranze, sogni e utopie dell'umanità possano tradursi in realtà.
Disponível desde: 23/03/2022.
Comprimento de impressão: 368 páginas.

Outros livros que poderiam interessá-lo

  • aut aut 407 - Digito ergo sum Indagini sul capitalismo digitale - cover

    aut aut 407 - Digito ergo sum...

    AA. AA.VV.

    • 0
    • 0
    • 0
    L'impatto dell'intelligenza artificiale generativa sul capitalismo dell'era digitale ha prodotto
    trasformazioni radicali e conseguenze di cui dobbiamo ancora acquisire piena consapevolezza.
    L'irruzione di queste tecnologie ha reso "popolare" un profondo mutamento che non riguarda
    soltanto la produzione economica, ma la stessa produzione di mondo, materiale e simbolica.
    Il cuore della riflessione è il potere inedito che nasce dal controllo degli strumenti digitali da parte
    di un ristretto numero di compagnie private, occidentali e non. Un potere che segna una svolta nella
    storia del capitalismo e che, secondo alcuni autori, prefigura addirittura il passaggio a una nuova
    fase: il tecno-feudalesimo.
    Che si tratti del capitalismo di Stato cinese o di quello statunitense, la natura totalitaria del
    capitalismo digitale impone oggi una riflessione critica indispensabile. Questo numero di "aut aut"
    mette a fuoco i rischi politici, sociali e soggettivi della nuova configurazione del potere, tra scenari
    distopici evocati dagli stessi ideologi della Silicon Valley e l'urgenza di contrastarne le derive.
    La seconda parte del numero prosegue, invece, la riflessione sul lavoro culturale e su cosa significa
    oggi "pensare criticamente" senza cedere all'inerzia dell'accademia o al rumore confuso del
    discorso pubblico.
    Ver livro
  • E allora le foibe? - cover

    E allora le foibe?

    Eric Gobetti

    • 0
    • 0
    • 0
    Quante furono davvero le vittime delle foibe? È vero che gli italiani venivano gettati vivi nelle cavità carsiche? È corretto interpretare l'esodo degli italiani come una pulizia etnica o un "genocidio"? Perché si è cominciato a parlare della tragedia dell'esodo solo a distanza di molto tempo e come ne parlano le forze politiche oggi? E che dire dei film realizzati su questa dolorosa vicenda?Ascoltando la versione audio del fortunato libro "E allora le foibe?" dello storico Eric Gobetti troverete le risposte a queste e a molte altre domande. Ma non sentirete solo la sua voce: l'audiolibro è infatti arricchito da numerosi inserti sonori sia di repertorio sia tratti dal dibattito politico contemporaneo. © 2021 (c) tracce.studio - (c) Editori Laterza
    Ver livro
  • Firenze sotterranea - appunti ricordi descrizioni bozzetti - cover

    Firenze sotterranea - appunti...

    Jarro

    • 0
    • 0
    • 0
    Giulio Piccini, in arte Jarro, scrittore e giornalista, nel libro Firenze sotterranea  (pubblicato per la prima volta nel 1881) denuncia le misere condizioni della zona del Mercato Vecchio di Firenze. Dallo scalpore che ne seguì vennero i provvedimenti di demolizione attuati dal 1885 al 1895.
    
    La questione che io ora voglio trattare, se da un lato è questione di morale, di giustizia, di umanità, ė dall'altro questione di miseria, di delitti, di un'abiezione, che cresce e si propaga per modi misteriosi, di un male che serpeggia tra noi, senza che ne siamo accorti, di un grande pericolo, che ci minaccia...
    Firenze suol esser chiamata bella, gentile, città dei sorrisi e de' fiori; ma nessuno penserebbe che qui sono così putride cloache nelle quali si ammassano esseri umani; fiori che spuntano soltanto da immondezzai, e che avvelenano. Abbiamo luoghi remoti, sordidi, scuri dove la pianta uomo nasce, sviluppa, vigoreggia attossicata, senza sole, e in aria infetta... abbiamo quasi una piccola città entro la grande città ove le anime si perdono, spente della luce morale: luce di fede, di rettitudine, d'amore.
    Chi crederebbe che entro Firenze, la città molle, vezzosa, che ha per tutto levato grido di miti e dolci costumi, è una Firenze dove stanno in combutta il sicario e il ladro, l'assassino negl'intervalli in cui esce dalle galere, e il lenone, il maruffino abietto e atroce? Siete voi andato mai in quegli antri, in quelle tane, per que' sotterranei, dove la notte le pareti formicolano d'insetti, dove il soffitto è così basso, che è impossibile a uomo di giusta statura entrare li senza curvarsi, e dove su putridi giacigli si scambiano gli amplessi di ladri e di baldracche, lordure umane, sgorgate in quegli orrendi sterquilini, dopo aver corso, trabalzate, per tutte le fogne del vizio?
    Ver livro
  • Deficienti a distanza - cover

    Deficienti a distanza

    Valerio Di Stefano

    • 0
    • 0
    • 0
    Quando un docente disarmato incontra un alunno con la pistola il docente disarmato è un uomo morto. 
    Tratto dal volume "La buona scuola" di Valerio Di Stefano
    Ver livro
  • Italiani brava gente? - Un mito duro a morire - cover

    Italiani brava gente? - Un mito...

    Angelo Del Boca, Filippo Focardi

    • 0
    • 0
    • 0
    Tutti i paesi che ambiscono a diventare superpotenze attraverso il colonialismo e la politica della forza e del dominio devono dotarsi di individui pronti a tutto. È ciò che ha tentato anche l'Italia dalla stessa conquista dell'Unità (il Regno d'Italia nasce nel 1871, la prima impresa coloniale italiana è del 1882) fino alla sconfitta del fascismo. È dunque falsa la convinzione che gli italiani siano, diversamente dagli altri popoli, "brava gente". Lo storico Angelo Del Boca lo dimostra ricostruendo capitolo dopo capitolo alcune delle peggiori atrocità commesse dal nostro paese. Nessuna di esse è veramente nota e nessuna è veramente entrata a fare parte della nostra coscienza di cittadini. Forse sappiamo a questo punto che in Etiopia nel 1935-36 l'esercito italiano ha fatto uso, per ordine dello stesso Mussolini, di bombe cariche di iprite. Ma c'è ben altro su cui riflettere, come il campo di concentramento di Nocra in Eritrea, aperto nel 1887 e chiuso dai britannici solo nel 1941, con un tasso di morte del 58 per cento dei detenuti; la tolleranza se non lo sfruttamento, nei primi decenni del '900, dello schiavismo in Somalia; la spedizione nel 1900 contro i boxer cinesi solo perché l'imperatrice ci aveva negato la concessione di San Mun; l'italianizzazione della Slovenia tentata dall'Italia fascista tra il 1941 e il '43 con stragi di civili, guerra ai partigiani, incendi di villaggi e razzie.Con un'audio introduzione di Filippo Focardi © 2023 tracce srls
    Ver livro
  • L'errore di Galileo - Fondamenti per un nuovo studio della coscienza - cover

    L'errore di Galileo - Fondamenti...

    Philip Goff

    • 0
    • 0
    • 0
    Capire come il cervello produce la coscienza è una delle grandi sfide delle neuroscienze, della biologia e della filosofia contemporanee, un territorio ancora inesplorato e apparentemente impenetrabile. Dall'Inghilterra arriva oggi "L'errore di Galileo", il libro-manifesto che porta per la prima volta all'attenzione del grande pubblico una tesi che da anni circola nella comunità scientifica e filosofica: la scienza non sarà in grado di integrare la coscienza nel proprio quadro teorico fin quando non si lascerà alle spalle quello che Philip Goff chiama provocatoriamente l'errore di Galileo, «consistito nel volerci convincere ad adottare una teoria della natura che riteneva la coscienza un fatto essenzialmente e inevitabilmente misterioso». Come superare allora il rigido dualismo del fisico pisano, che vede gli oggetti fisici da una parte, con le loro proprietà matematiche misurabili, e le menti incorporee dotate di coscienza dall'altra? Un punto di svolta, sostiene il filosofo della Durham University, è cambiare approccio: forse la coscienza non è un "qualcosa" di indefinito prodotto dal cervello dell'uomo, bensì una qualità inerente a tutta la materia.
    Ver livro