A che valse? - libri Asino Rosso
Paolo Melandri
Editorial: Roberto Guerra
Sinopsis
Poesie virtuose e di ricerca, liriche e modernissime di Paolo Melandri. Noto poeta, già del giro della Scuola Romana di Filosofia Politica (Università La Sapienza).
Editorial: Roberto Guerra
Poesie virtuose e di ricerca, liriche e modernissime di Paolo Melandri. Noto poeta, già del giro della Scuola Romana di Filosofia Politica (Università La Sapienza).
Il titolo originale dell'opera è "La cavalla storna". Qui si è preferito lasciare il titolo popolare più comune.Ver libro
Poesie nei fiori di magnolia e nel loro profumo. E nuove scoperte nella poesia. Una bella frase sarà sempre poetica. Nuova terra in un giardino per nuove fioriture, la poesia.Ver libro
E' il resoconto del cammino di un uomo che ha vissuto intensamente l'amore in tutte le sue sfumature, da momenti di estasi e passione a quelli di sofferenza e tormento. È la storia di un'anima che si è persa e ritrovata mille volte, proprio come la luna che illumina la notte e scompare all'alba. In queste pagine, troverete il coraggio di lasciare il familiare e confortevole respiro del mare per abbracciare l'intensità e la purezza delle montagne. Il viaggio del protagonista riflette le sfide e le trionfo della vita stessa, portandoci a comprendere l'essenza dell'esistenza. Ognuna delle poesie è un tributo alle persone che non sono più con noi, un ricordo vivo che ci accompagna nel nostro cammino. C'è il desiderio irrisolto di conoscere un fratello e una sorella, e il profondo senso di abbandono del padre che diventa la stella cometa nella realizzazione di sé stessi. Vi invito a lasciare che la luna guidi voi stessi verso i vostri sogni, percependo ogni parola come un passoVer libro
Rispondendo a un questionario inviatole da Boris Pasternak, Marina Cvetaeva scrive che l'Iliade, la Bibbia e la saga dei Nibelunghi sono i libri "più amati, quelli insieme a cui mi bruceranno"; il nonno era un sacerdote. In Marina, la fede ha sempre qualcosa di marziale, il gergo biblico è per sempre maculato dalle gesta, da eroico gesto. Troppo facile vedere in lei – il più estremo poeta del secolo – una specie di Maddalena liquefatta, pari a quella estratta dal legno da Donatello, anima esule a sé e al mondo. In realtà, Marina Cvetaeva ha l'avvenenza visionaria di una fondatrice di ordini, è la Teresa d'Avila della poesia: soltanto lei ha pietà per gli angeli "senz'ali", soltanto lei vede Dio in una begonia, avvicina la Sibilla al Bimbo; soltanto in lei la ferocia reca i tratti della suprema dolcezza. Da questo scandaloso "libro d'ore" – stretto, per genio formale, tra Andrej Rublëv e Malevič – proviene una chiamata che è vertigine: Marina non offre riparo né risposta – proprio per questo, proprio per lei, siamo disposti a mollare tutto.Ver libro
Certo, viene da un albeggiare la poesia di Ivano Fermini, da un'alberatura di feti in glicine, dall'angelo che gemma nel suo contrario, la creatura-toro, l'iddio candelabro, a sette teste, a molteplici lingue. Viene da un nessundove del verbo, Fermini, e con tenue fermezza mette in tiro la falce: da questo scalpo – che chiamammo deserto oppure Emmaus, Pitiche o Bicorne – giunge uno scalpitio che non ha parentela nelle storie della letteratura patria. Scoperto, con iliadica fraternità, da Milo De Angelis ("Una poesia così affilata non può sprecare parole, deve essere esatta", scrisse), Fermini – fato del poeta in perpetuo espatrio –, infine, sparì. Trovò un complice – e per quel frantume di tempo, un amico – in Aldo Nove: lo stesso linguaggio tra i calanchi, lo stesso macello in virtù di più vocalica purezza. Qui, allora, per così dire, si rimpatria; di questo libro, che incorpora le raccolte più vertiginose di Fermini, si può dire: è un cenacolo, è l'elsa del fuoco.
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Chi ha imparato ad amare Georgi Gospodinov potrà individuare nei versi e nelle prose poetiche di questo volume alcuni dei temi cari al grande scrittore bulgaro: il senso di umana partecipazione e di pietas verso il mondo e le sue creature, la consapevolezza della fragilità della vita, l'ironia… e poi Gaustìn, il mitico alter ego dell'autore, insieme fonte e destinatario di ogni riflessione. Un'accurata scelta con testo bulgaro a fronte, selezionata dall'autore stesso: dal volume d'esordio "Lapidarium" (1992), che lo ha fatto conoscere e gli è valso numerosi premi, al più recente "Tam, kădeto ne sme" (Là, dove non siamo, 2016).Ver libro