¡Acompáñanos a viajar por el mundo de los libros!
Añadir este libro a la estantería
Grey
Escribe un nuevo comentario Default profile 50px
Grey
Suscríbete para leer el libro completo o lee las primeras páginas gratis.
All characters reduced
Fattore K - L'ascesa della cultura pop coreana - cover

Fattore K - L'ascesa della cultura pop coreana

Paola Laforgia

Editorial: ADD Editore

  • 0
  • 0
  • 0

Sinopsis

Siamo in un hotel di Itaewon alla fine degli anni Ottanta, in cerca di un club dove ascoltare un concerto e poi ballare tutta la notte, tra giovani coreani e soldati statunitensi in libera uscita. La base militare qui vicino da decenni contribuisce a diffondere la musica che si ascolta sull'altra sponda dell'oceano: rock, metal, pop, hip hop, r'n'b, techno. Sono i veri inizi di quel fenomeno globale che prenderà il nome di K-pop e scalerà le classifiche internazionali, in una storia lunga più di trent'anni.

Con l'approccio meticoloso dei migliori studi di letteratura musicale e di indagine culturale, Laforgia ricostruisce la parabola del K-pop dalle sue origini e il ruolo dei K-drama e del cinema nell'ascesa della cultura coreana, ricorrendo a dettagli e sfumature poco narrate, come l'analogia tra le agenzie di intrattenimento e il sistema di produzione della leggendaria Motown, o le questioni femministe in relazione ai temi di molti drama contemporanei. Illustrando sia il ruolo del governo sudcoreano sia le dinamiche sociali che hanno permesso a questa industria di fiorire, Fattore K offre un nuovo punto di vista su un panorama creativo vibrante, sfidando i preconcetti e l'orientalismo che spesso offuscano la vera portata del successo globale della Corea del Sud.
Disponible desde: 25/10/2024.
Longitud de impresión: 246 páginas.

Otros libros que te pueden interesar

  • Lettere dal Fronte: Sangue a Colbricon - cover

    Lettere dal Fronte: Sangue a...

    Vizi editore, Lucas Pavetto

    • 0
    • 0
    • 0
    Sisto Monti Buzzetti è morto in prima linea il 9 giugno 1917, due giorni prima di compiere 21 anni. Queste sono le lettere che ha inviato dal fronte alla sua famiglia. Sono 280 in tutto: la prima è del 20 marzo 1916. L'ultima scritta il giorno prima di morire, l'8 giugno 1917. Sono lettere in cui il giovane ufficiale, all'inizio, cerca soprattutto di tranquillizzare: sostiene che non c'è pericolo, che tutto va bene, che la vita, al fronte, è lieve. Anche perché tutto è sottoposto al vaglio della censura e non possono quindi nemmeno esserci riferimenti geografici. Poi però la guerra cambia molte cose."Lettere dal fronte" è una serie di audiodrammi che rivive la Prima guerra mondiale attraverso le lettere inviate direttamente dal campo di battaglia. Grazie a ricostruzioni audio, musiche e suoni coinvolgenti, ogni episodio ti farà vivere direttamente il conflitto.
    Ver libro
  • La certosa di Ittingen - cover

    La certosa di Ittingen

    Felix Ackermann

    • 0
    • 0
    • 0
    Nel 1848 gli ultimi monaci lasciarono la Certosa di Ittingen. Gli edifici, costruiti nel corso di molti secoli, diventarono proprietà del Canton Turgovia e successivamente in mano a proprietari privati, che li utilizzarono come residenza signorile e fattoria esemplare. Dal 1977 la Stiftung Kartause Ittingen gestisce il complesso come centro culturale e d’incontro, ospitando anche due musei cantonali. L’intero complesso, ottimamente conservato, offre un vivo scenario della storia del luogo e dei suoi abitanti originari. Nelle celle dei monaci, nei giardini dei chiostri e nella chiesa rococò con i suoi ricchi arredi, si può vivere e percepire direttamente la condizione dei certosini, reclusi all’interno della loro comunità.
    Ver libro
  • Dance Me to the End of the World - 30 esercizi performativi a Corvetto - cover

    Dance Me to the End of the World...

    Sotterraneo

    • 0
    • 0
    • 0
    Dance Me to the End of the World è un libropercorso, un atto teatrale da vivere fuori dal teatro, un'opera interattiva che può essere letta e agita da chiunque la prenda in mano. 
    
    Figlio del progetto UNLOCK THE CITY!, realizzato dal Piccolo Teatro in collaborazione con il Politecnico di Milano e altri cinque partner internazionali, questo esperimento artistico parte dal territorio – il quartiere milanese di Corvetto – per ripensare i rapporti tra corpi e ambiente, centro e periferia, individuo e città. Per mesi il collettivo Sotterraneo ha vissuto questo luogo, incontrandone gli abitanti e percorrendone le strade: il risultato è un testo ibrido tra carta e performance, un «manuale» di 30 esercizi (più uno) che trasforma il lettore in performer e lo spazio pubblico in palcoscenico. In queste pagine, passeggiate, giochi, telefonate, atti poetici e politici, dialoghi immaginari e gesti reali si alternano per stimolare attenzione, stupore, empatia: ogni esercizio, accompagnato dalle illustrazioni di Lorenzo Sartori, diventa così una soglia da varcare, dove smarrirsi è un modo per ritrovarsi, reinventando la propria presenza nello spazio. 
    
    Dance Me to the End of the World ci offre l'occasione di riscoprire la città, ogni città, come campo da gioco, paesaggio da attivare, corpo collettivo da interrogare. Un'opera che non descrive un quartiere, ma lo mette in scena, mostrandoci come lo spazio urbano non vada solamente osservato ma abitato, attraversato, interpretato, immaginato, trasformato; a volte poi, per capirla davvero, una città, bisogna ballarci dentro fino a perdersi.
    Ver libro
  • La canzone d'autrice - Antropologia potere e narrazioni femministe in Italia - cover

    La canzone d'autrice -...

    Patrizia Danieli

    • 0
    • 0
    • 0
    Non sono mai "solo canzonette".
    Le canzoni hanno il potere di rispecchiare credenze, modi di dire, i valori dell'epoca in cui sono create e sono generative: producono emozioni, spesso riflessioni. Siamo esposti ed esposte all'ascolto di musica in più contesti della nostra vita. Il canto trascina, non c'è contraddittorio nel canto e il significato di alcuni testi può restare per noi impensato, senza essere immediatamente sottoposto a giudizio. Tuttavia, i testi delle canzoni veicolano punti di vista sul mondo e sulle relazioni. I dati ci dicono che quasi la totalità dei testi più facilmente accessibili sono scritti da uomini. Eppure, il potere autorale, quando appartiene a una minoranza, è capace di moltiplicare le narrazioni anche perché riesce a esercitare uno sguardo sul potere della cosiddetta "maggioranza". Dalle esperienze di scrittura delle prime antropologhe all'immagine delle donne nelle canzoni popolari, fino alla nascita della canzone d'autrice: il viaggio parte da lontano ma promette di portare vicino casa. Promette di unire passato e presente fino a toccare produzioni di giovani artiste che, attraverso le loro parole in musica, legittimano e svelano una pluralità di modi di essere e stare al mondo. Pensiero critico, appartenenza, umanità: studiare la canzone d'autrice nel tempo come patrimonio collettivo significa mettere i margini al centro, indagare l'umano per costruire speranza e agentività. L'intento è pedagogico. Il percorso proposto vuole attraversare la canzone d'autrice per restituire parzialità a ogni conoscenza, eredità preziosa di una pedagogia femminista che vive e sa diventare metodo di lettura del presente.
    Ver libro
  • Charming men - La storia degli Smiths - cover

    Charming men - La storia degli...

    Fernando Rennis

    • 0
    • 0
    • 0
    Regno Unito, anni Ottanta, Thatcher al governo e liberismo alle stelle, ascesa degli yuppies, Guerra Fredda, conflitto nelle Falkland, working class sul lastrico e disoccupazione altissima, droghe a buon mercato e una pletora di culture giovanili underground: quattro ventenni di origini irlandesi cresciuti nei sobborghi popolari di Manchester, Nord cupo e industriale dell'Inghilterra, esplodono brillanti e imprevisti come un astro di passaggio su questo sfondo poco rassicurante. Si chiamano Smiths, il cognome inglese più diffuso, ma sono tutt'altro che ordinary: hanno un carisma e un'ispirazione fuori dal comune. La band si scioglierà dopo solo cinque anni e quattro album, ma sarà fatale per un'intera generazione – e ben oltre –, dentro e fuori i confini nazionali. La voce felpata, i testi perturbanti e il fascino sopra le righe del talentuoso frontman Morrissey diventano, insieme al sound agrodolce creato da Johnny Marr e all'alchimia strumentale di Andy Rourke e Mike Joyce, il segno di un'epoca in bilico sulla disillusione e l'insofferenza. Outsider ingestibili e, insieme, simbolo della britishness, "nuovi Beatles" e paladini dell'indie, sofisticati autori pop e acuti narratori della realtà che li circonda come delle emozioni più intime, gli Smiths sono finiti nel Parlamento britannico e tra le barricate in piazza, in film e serie tv, sui giornali e nelle ossessioni dei fan. È per tutte queste ragioni, come dimostra il libro documentatissimo e appassionante di Fernando Rennis, che questi charming men, fuori da ogni etichetta, sono diventati un'icona.
    Ver libro
  • Cemento Arma di costruzione di massa - cover

    Cemento Arma di costruzione di...

    Anselm Jappe

    • 0
    • 0
    • 0
    Se c'è un materiale in grado di rappresentare la perfetta concretizzazione della logica capitalista, questo è il cemento. Realizzato con tecniche industriali e in quantità smisurate – con disastrose conseguenze non solo ecologiche ma anche sanitarie – ha ormai conquistato l'intero pianeta «uccidendo» l'architettura vernacolare, contribuendo all'oblio delle tecniche tradizionali e dunque al declino dell'artigianato, e annullando ogni differenza. Ma al di là della monotonia intrinseca di questo materiale, già denunciata dai situazionisti, a preoccupare è la sua adesione a quell'obsolescenza programmata che ha definitivamente trasformato le costruzioni in merce. Con conseguenze spesso tragiche come attesta il crollo del ponte Morandi a Genova. È dunque cruciale ricostruire la storia di questo materiale, analizzando tanto la narrativa proposta dai suoi numerosi sostenitori – di ogni tendenza ideologica – quanto le riserve dei suoi rari detrattori. E così Jappe ne ripercorre la storia, dall'epoca romana ai giorni nostri, evidenziando attraverso innumerevoli esempi i catastrofici danni che il suo massiccio utilizzo ha prodotto e continua a produrre.
    Ver libro