Emma
Manuele Cossari
Editorial: Robin Edizioni
Sinopsis
L’unica cosa che so fare è girarmi e rigirarmi nel dolore sperando che questo cambi che abbia un nuovo odore.
Editorial: Robin Edizioni
L’unica cosa che so fare è girarmi e rigirarmi nel dolore sperando che questo cambi che abbia un nuovo odore.
Senza aver mai scritto un romanzo ma solo tre fondamentali raccolte di racconti, oltre a numerosi saggi e poesie, Grace Paley è considerata una delle maestre della letteratura americana del Novecento. Questo libro presenta quarantuno poesie (finora quasi tutte inedite in Italia) che l'autrice scrisse nell'ultima parte della sua vita, trascorsa perlopiù nelle campagne del Vermont, fuori dalla brulicante, chiassosa New York in cui aveva ambientato la sua opera in prosa. Ma i temi e la sensibilità rimangono gli stessi: dialoghi domestici, bambini che diventano adulti, adulti che diventano anziani, la preoccupazione per la società, il femminismo, la famiglia, l'impegno politico e il pacifismo, a cui si aggiunge il rapporto con la natura, vibrante e appassionato come ogni relazione che l'autrice intesse con il mondo. «Coraggiosa, combattiva, ironica, generosa, innamorata», così Paolo Cognetti nella sua prefazione definisce Grace Paley, una scrittrice dalla voce inconfondibile che unisce la profondità degli argomenti alla leggerezza nell'affrontarli e che, come succede con i veri classici, continua anche dopo la morte a sembrarci straordinariamente attuale.Ver libro
Le prime volte che venivo a trovare Alda, son passati diversi anni, mi guardavo intorno nella stanza di ricevimento tinello libreria deposito di quadri, col televisore e il riscaldamento perennemente accesi e sorridevo del disordine, dell'affastellamento; poi via via ho capito che quella stanza è come la poesia di Alda: vive di accumulo, aggiungendo immagine ad a immmagine, oggetto ad oggetto, con una semplicità ed una innocenza che riscattano e sublimano qualunque esperienza come qualunque disordine. La stanza si costituisce anche per sottrazione: Alda è generosa, non ti lascia andar via senza donarti qualcosa: un libro, una fotografia, un cappello ecuadoregno, oppure una poesia o una esecuzione al pianoforte. Piero ManniVer libro
“Tra me e la vita vera / vi è ormai soltanto / una fessura / che, con nostalgia, / chiamiamo morte.” Attraverso una crepa è un viaggio poetico nei luoghi in cui la realtà si incrina e lascia filtrare altro: ricordi d’infanzia, paesaggi perduti, silenzi di conventi, echi di città vissute con amore e disillusione. Le poesie di Gabriele Ambu si muovono tra sacro e profano, tra Genova e Chiavari, tra la nebbia che avvolge i vicoli e la luce che resiste nei dettagli: un grillo su un filo d’erba, un sacchettino di lavanda in fondo a un cassetto, un presepe incompiuto alla vigilia di Natale. Con uno sguardo incantato e lucido insieme, l’Autore tesse versi in cui la nostalgia si fa conoscenza, la morte non è una fine ma una soglia, e la poesia diventa il luogo in cui il “corpus assente” si manifesta nella crepa di un muro, nella fessura del tempo, nell’impercettibile vibrazione dell’istante. Questa raccolta inaugura la collana Quaderni del Corpus Assente, dedicata a una poesia della soglia, dell’invisibile, della memoria incarnata.Ver libro
Questo libro si presenta come un poema civile con- temporaneo: una sequenza di testi brevi che intreccia invettiva, elegia e preghiera, con l'intenzione dichiara- ta di "fare memoria" nel presente. La scelta formale è netta: versi liberi, spesso scanditi per quadri, con tito- li-segnale e un andamento per scene che richiama, più che la lirica intimista, la tradizione del canto politico e del pamphlet poetico. L'architettura alterna tre piani: il piano storico (al- lusioni alla Shoah, all'esodo palestinese, al 7 ottobre 2023), il piano corale (voci e figure palestinesi, ma anche israeliane, inserite come personaggi-simbolo), e il piano profetico o ammonitore (il "Vaticinio", il ri- corso al registro dell'oracolo e della sentenza). Questo impianto costruisce un movimento preciso: dalla me- moria del Novecento alla cronaca, dalla cronaca alla condanna morale, fino al richiamo finale alla respon- sabilità collettiva e alla pace.Ver libro
Le ballate occupano solo una piccola parte nella vasta produzione poetica di Goethe. Composte su differenti tematiche e negli stili più disparati, esse offrono al lettore un compendio delle innumerevoli sfaccettature dell'arte lirica goethiana, sempre vissuta all'insegna del rinnovamento e dell'originalità. Goethe riesce a fondervi elementi macabri e fantastici, emozione tragica e humor, ispirazione popolare e raffinatezza estetica, grazie a un virtuosismo verbale rimasto finora ineguagliato nell'ambito della letteratura tedesca. Questa edizione racchiude alcune fra le più belle ballate del poeta, (Il Re degli elfi, la Danza macabra, Il pescatore, Mignon ecc.), molte delle quali sono state musicate da compositori del calibro di Schubert, Loewe, Mendelssohn e Wolf.Ver libro
I cipressi che a Bólgheri alti e schietti Van da San Guido in duplice filar, Quasi in corsa giganti giovinetti Mi balzarono incontro e mi guardâr.Ver libro