Il fu Mattia Pascal
Luigi Pirandello
Editorial: Giuseppe Guarino
Sinopsis
Il fu Mattia Pascal è un capolavoro della letteratura italiana del genio siciliano Luigi Pirandello.
Editorial: Giuseppe Guarino
Il fu Mattia Pascal è un capolavoro della letteratura italiana del genio siciliano Luigi Pirandello.
Il Principe di Niccolò Machiavelli è il manuale senza tempo sul potere, la leadership e l'arte della politica. Con uno stile diretto e spietato, Machiavelli svela i meccanismi che muovono i governanti e le strategie necessarie per conquistare e mantenere il controllo. Tra astuzie, compromessi morali e calcolo freddo, Il Principe offre una visione lucida e realistica della natura umana e del gioco del potere. Un classico intramontabile che continua a far riflettere, affascinare e provocare, ieri come oggi.Ver libro
In quell’umile cameretta di prete piena di luce e di pace, coi vecchi mattoni di Valenza che qua e là avevano perduto lo smalto e sui quali si allungava quieto e vaporante in un pulviscolo d’oro il rettangolo di sole della finestra con l’ombra precisa delle tendine trapunte e lì come stampate e perfino quella della gabbiola verde che pendeva dal palchetto col canarino che vi saltellava dentro, un odore di pane tratto ora dal forno giù nel cortiletto era venuto ad alitare caldo e a fondersi con quello umido dell’incenso della chiesetta vicina e quello acuto dei mazzetti di spigo tra la biancheria dell’antico canterano.Ver libro
"Ora infatti le toccava cuocere il pane e scopar le stanze per la cognata, la quale come Dio faceva giorno andava al podere col marito, tuttoché fosse gravida un'altra volta, ché per riempir la casa di figliuoli era peggio di una gatta. Adesso ci volevano altro che i regalucci di Pasqua e di santa Agrippina, e le belle paroline che si scambiavano con compare Santo quando si vedevano al Castelluccio. Quel mariuolo del camparo aveva fatto il suo interesse a maritare la figliuola senza dote, e doveva pensarci compare Santo a mantenerla."Ver libro
In un villaggio pittoresco del Nuorese, il pastore Bellia viene visitato in sogno per tre notti consecutive da una misteriosa donna vestita di bianco. La "dama bianca" gli rivela il luogo in cui è nascosto un tesoro appartenuto a Donna Maria Croce, vissuta molti anni prima, esortandolo a cercarlo in fretta. Ma il destino gioca talvolta strani scherzi: un evento inatteso costringe Bellia a ignorare l'avvertimento onirico. Solo in seguito, recandosi nel luogo indicato, si troverà di fronte a un'amara delusione. Ma non tutto è perduto: la chiave del mistero è contenuta in un antico testamento che sarà consegnato a Bellia cinque anni dopo da un vecchio pievano. Riuscirà Bellia a sfidare il suo destino e a impossessarsi del tesoro perduto, o il sogno della dama bianca si rivelerà solo una beffarda illusione? Pubblicato nel 1894 nella raccolta Racconti sardi, "La Dama Bianca" è un racconto avvincente che esplora i temi della fortuna, della superstizione, del rimpianto e del mistero che avvolge le vite umane. Le radici della narrazione affondano profondamente nel fertile terreno della cultura popolare sarda. La figura della "dama bianca", un fantasma femminile spesso legato a storie di tesori nascosti o eventi tragici, è un archetipo presente in molte tradizioni folkloristiche, non solo sarde. Grazia Deledda, profondamente legata alla sua terra e alle sue narrazioni orali, attinge con maestria a questo immaginario collettivo, intrecciandolo con la sua sensibilità letteraria. Il paesaggio selvaggio e suggestivo del Nuorese, con le sue montagne, i boschi secolari e i luoghi isolati, funge da sfondo ideale per una storia in cui il confine tra realtà e soprannaturale si fa labile. È probabile che l'autrice abbia tratto ispirazione da leggende locali, racconti tramandati oralmente e credenze popolari riguardanti apparizioni spettrali e tesori celati, elementi ricorrenti nella sua opera che esplora spesso il mistero, il destino e il rapporto tra l'uomo e le forze invisibili che lo circondano.Ver libro
Il romanzo ricomincia vent'anni dopo gli avvenimenti narrati ne I tre moschettieri. Il cardinale Richelieu è morto nel 1642 ed è stato sostituito dal cardinale italiano Giulio Mazzarino, “odiato” da gran parte del popolo e che ha sposato in segreto Anna d'Austria, in morganatico. Anche il re Luigi XIII è morto, lasciando Luigi XIV, il Re Sole, ancora bambino, sotto la reggenza della madre Anna d'Austria. A Parigi, inoltre, dopo l'ennesimo aumento delle tasse da parte di Mazzarin scoppia la Fronda, che porta scompiglio nella città e preoccupa il cardinale. D'Artagnan ha ormai quarant'anni, è tenente nei moschettieri del re da vent'anni e non vede i suoi amici da molto tempo. Ma Mazzarin affida a D'Artagnan il compito di riunire il quartetto di un tempo per controllare la Fronda, con la promessa di fare D'Artagnan capitano dei moschettieri. D'Artagnan si mette sulle tracce degli amici.Ver libro
I membri del Gun-Club, un circolo di artiglieri formatosi a Baltimora dopo la fine della Guerra di Secessione, progettano di raggiungere la Luna sparando nella sua direzione un enorme missile. Mentre stanno raccogliendo sottoscrizioni in tutto il mondo per finanziare il progetto, una notizia incredibile giunge a renderlo ancora più ambizioso: un intrepido avventuriero francese, Michel Ardan, vuole infatti prendere parte all'esperimento in qualità di passeggero del razzo. Non solo la proposta di Ardan viene accettata, ma Ardan stesso convince Impey Barbicane, il presidente del Club, e il capitano Nicholl, suo storico avversario politico, a partecipare con lui al viaggio. I tre decollano e, per la prima volta nella storia dell'umanità, viaggiano nello spazio. J.T. Maston, segretario del Gun-Club, si rende però conto che il missile non ha raggiunto la Luna, ma è entrato nella sua orbita. Quale destino attende Ardan, Barbicane e Nicholl? Se non trovano modo di imporre una traiettoria diversa al razzo, non potranno che soccombere, quando non ci sarà più ossigeno a bordo o quando la fame avrà la meglio su di loro.Ver libro