¡Acompáñanos a viajar por el mundo de los libros!
Añadir este libro a la estantería
Grey
Escribe un nuevo comentario Default profile 50px
Grey
Suscríbete para leer el libro completo o lee las primeras páginas gratis.
All characters reduced
Mi chiedevo se dormi con gli occhi aperti o chiusi? - cover

Mi chiedevo se dormi con gli occhi aperti o chiusi?

labita Vito

Editorial: Vito Labita

  • 0
  • 0
  • 0

Sinopsis

Questo elenco di domande sembra quasi un gioco surreale, un po' come un insieme di domande strampalate che uno potrebbe trovare in un testo di poesia dadaista o in una conversazione assurda. Ecco un breve commento per ogni domanda:
1. **Se a volte chiudi un occhio O no?**  
   Forse una metafora per indicare se a volte fai finta di non vedere certe cose?
2. **Se quando devi salire sulle scale ti togli le scarpe con i tacchi o no?**  
   Un modo simpatico di chiedere se preferisci la comodità alla moda in situazioni pratiche.
3. **Se nella borsetta hai sempre tutto o niente?**  
   Riferito alla capacità di essere organizzata o disordinata.
5. **Se lucidi le labbra con i baci al cioccolato?**  
   Un'immagine romantica e dolce che potrebbe riferirsi al piacere di baciarsi dopo aver mangiato cioccolato.
6. **Se il tuo gelato preferito è vaniglia e fragola?**  
   Una semplice curiosità sui gusti personali.
7. **Se ridi sotto banco o no?**  
   Potrebbe indicare se sei una persona che trova il lato divertente nelle situazioni anche quando non dovrebbe.
8. **Se mi ami per scherzo o per davvero?**  
   Una domanda diretta e seria travestita da gioco, che cerca di capire la verità dietro i sentimenti.
9. **Se cucini sul cuscino e dormi mentre lavori?**  
   Un modo surreale per chiedere se sei multitasking o confondi i momenti di relax con quelli di lavoro.
10. **Se sei bella come un sottomarino Nemo? O un’astronave diretta a Parigi?**  
    Una metafora creativa per complimentarti, confrontando la bellezza con cose straordinarie e inusuali.
11. **Se sei alta quanto un salmone affumicato norvegese?**  
    Un paragone assurdo e divertente per chiedere la tua altezza in un modo molto non convenzionale.
12. **Se sei sempre in forma d'arte pura o hai i tuoi brutti momenti!?**  
    Una riflessione sull'essere sempre al top o avere anche momenti meno belli.
Tutte queste domande insieme creano un'immagine di una conversazione giocosa, quasi onirica, che mescola curiosità reali con 
--
### Comment 
---
This list of questions seems almost like a surreal game, a bit like a collection of whimsical questions one might find in a Dadaist poem or an absurd conversation. Here’s a brief comment on each question:
1. **Do you sometimes close one eye or not?**  
   Perhaps a metaphor asking if you sometimes pretend not to see certain things?
2. **Do you take off your high heels when you have to go up the stairs or not?**  
   A playful way of asking if you prefer comfort over fashion in practical situations.
3. **Do you always have everything or nothing in your handbag?**  
   Referring to the ability to be organized or disorganized.
5. **Do you shine your lips with chocolate kisses?**  
   A romantic and sweet image that might refer to the pleasure of kissing after eating chocolate.
6. **Is your favorite ice cream vanilla and strawberry?**  
   A simple curiosity about personal tastes.
7. **Do you laugh under the table or not?**  
   Could indicate whether you find the funny side of situations even when you shouldn't.
8. **Do you love me for fun or for real?**  
   A direct and serious question disguised as a game, seeking the truth behind feelings.
9. **Do you cook on the pillow and sleep while you work?**  
   A surreal way of asking if you multitask or confuse moments of relaxation with work.
10. **Are you as beautiful as the submarine Nemo? Or a spaceship headed to Paris?**  
    A creative metaphor to compliment you, comparing beauty to extraordinary and unusual things.
11. **Are you as tall as a Norwegian smoked salmon?**  
    An absurd and amusing comparison to ask about your height in a very unconventional way.
12. **Are you always in pure art form or do you have your ugly moments?**  
    A reflection on always being at your best or having less beautiful moments.
All these questions together create an image of a playful, almost dreamlike conversation, mixing real curiosities with entertaining fantasies.
—
Disponible desde: 17/07/2024.

Otros libros que te pueden interesar

  • La cavallina storna - cover

    La cavallina storna

    Giovanni Pascoli

    • 0
    • 0
    • 0
    Il titolo originale dell'opera è "La cavalla storna". 
    Qui si è preferito lasciare il titolo popolare più comune.
    Ver libro
  • Lettere a Gaustìn - e altre poesie - cover

    Lettere a Gaustìn - e altre poesie

    Georgi Gospodinov

    • 0
    • 0
    • 0
    Chi ha imparato ad amare Georgi Gospodinov potrà individuare nei versi e nelle prose poetiche di questo volume alcuni dei temi cari al grande scrittore bulgaro: il senso di umana partecipazione e di pietas verso il mondo e le sue creature, la consapevolezza della fragilità della vita, l'ironia… e poi Gaustìn, il mitico alter ego dell'autore, insieme fonte e destinatario di ogni riflessione. Un'accurata scelta con testo bulgaro a fronte, selezionata dall'autore stesso: dal volume d'esordio "Lapidarium" (1992), che lo ha fatto conoscere e gli è valso numerosi premi, al più recente "Tam, kădeto ne sme" (Là, dove non siamo, 2016).
    Ver libro
  • Preghiere - cover

    Preghiere

    Marina Cvetaeva

    • 0
    • 0
    • 0
    Rispondendo a un questionario inviatole da Boris Pasternak, Marina Cvetaeva scrive che l'Iliade, la Bibbia e la saga dei Nibelunghi sono i libri "più amati, quelli insieme a cui mi bruceranno"; il nonno era un sacerdote. In Marina, la fede ha sempre qualcosa di marziale, il gergo biblico è per sempre maculato dalle gesta, da eroico gesto. Troppo facile vedere in lei – il più estremo poeta del secolo – una specie di Maddalena liquefatta, pari a quella estratta dal legno da Donatello, anima esule a sé e al mondo. In realtà, Marina Cvetaeva ha l'avvenenza visionaria di una fondatrice di ordini, è la Teresa d'Avila della poesia: soltanto lei ha pietà per gli angeli "senz'ali", soltanto lei vede Dio in una begonia, avvicina la Sibilla al Bimbo; soltanto in lei la ferocia reca i tratti della suprema dolcezza. Da questo scandaloso "libro d'ore" – stretto, per genio formale, tra Andrej Rublëv e Malevič – proviene una chiamata che è vertigine: Marina non offre riparo né risposta – proprio per questo, proprio per lei, siamo disposti a mollare tutto.
    Ver libro
  • Una donna ha inventato il fuoco e l'ha chiamato ruota - cover

    Una donna ha inventato il fuoco...

    Anónimo

    • 0
    • 0
    • 0
    Autrice di racconti, saggi, poesie, attivista per i diritti civili, «pacifista combattiva» (secondo la sua stessa definizione), Grace Paley è stata una delle figure intellettuali più originali degli Stati Uniti del secondo Novecento; vissuta sempre ai margini dell'establishment letterario, è oggi considerata un clas­sico.
    
    Quest'antologia raccoglie una cinquantina di poesie – pubblicate fra gli anni Ottanta e Novanta – in cui si distilla perfettamente la sua sensibilità di scrittrice capace di trasformare il personale in politico, di far risuonare nella sfera intima e familiare il pulsare di un mondo condiviso. Grace Paley fa poesia portando i bambini al parco, ascoltando le chiacchiere dei vicini, camminando per il quartiere, raccontando storie di famiglia. La cultura ebraica, la New York working class e multilingue, i ricordi di infanzia si mescolano in versi che celebrano senza retorica, ma con la cura sottile dell'artista, la faticosa bellezza del vivere insieme: fra generazioni, specie, generi e tradizioni diverse.
    Ver libro
  • Dubbi amorosi - cover

    Dubbi amorosi

    Aretino Pietro

    • 0
    • 0
    • 0
    «Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, 
    che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, 
    scusandosi col dir: "Non lo conosco"!»
    Ver libro
  • Il tempo della luce - cover

    Il tempo della luce

    Massimo Della Valle

    • 0
    • 0
    • 0
    Dall'astronomia alla poesia in un saggio sulla luce, sul suo significato, sulla sua necessità.
    L'Astronomia è la scienza della Luce. Tutto quello che conosciamo delle stelle e delle galassie deriva dall'analisi della loro luce. Eppure l'Astronomia esiste perché esiste la notte, la manifestazione più evidente dell'assenza di luce. Senza il buio della notte non avremmo mai utilizzato i telescopi. Non so se sia paradossale o semplicemente ironico, pensare che per "far luce" su fenomeni che avvengono in mondi lontani, immersi nelle tenebre di un universo quasi vuoto e buio, si abbia bisogno anche della nostra "piccola" quota di oscurità locale.
    L'alternanza quotidiana tra giorno e notte che regola le nostre vite sin da quando "veniamo alla luce" ha un significato più profondo. Per "far luce", per "sapere", abbiamo bisogno dell'oscurità, che allora perde l'accezione di negatività, e diventa, assieme alla luce, parte del processo della conoscenza.
    Ver libro