Eroi Sovversivi? - Anni Duemila Emma Dante e Vucciria Teatro
giovanni bertuccio
Editorial: Giovanni Bertuccio
Sinopsis
Il teatro italiano degli anni Duemila attraversa un periodo di sperimentazione, contaminazione e successiva stagnazione, tra innovazione e autoreferenzialità. Il primo decennio vede nascere gruppi indipendenti, tra centri sociali e residenze creative, con produzioni interdisciplinari che sperimentano linguaggi scenici, drammaturgie dello spazio, della luce e del corpo. Tra Anagoor, Santasangre, Città di Ebla e Muta Imago, il teatro diventa laboratorio di forme e poetiche, ma già alla fine degli anni Dieci emerge un senso di immobilismo: il rischio dell’autoreferenzialità e della spettacolarizzazione della vita riduce l’impatto culturale e sociale delle performance.In questo contesto, Emma Dante emerge come figura centrale: dalla Torino degli anni Novanta alla fondazione della compagnia Sud Costa Occidentale a Palermo, la sua produzione teatrale racconta personaggi ai margini e famiglie allo sbando. Da Mishelle di Sant’Oliva a Le Pulle, Dante esplora l’umanità queer, il maschile e il femminile, l’ibridazione dei ruoli e la resistenza delle identità, fondendo grottesco, poesia e denuncia sociale.Parallelamente, i Vuccirìa Teatro, giovani e brillanti, portano in scena una Sicilia tra ironia, sarcasmo e poesia, esplorando marginalità, genere e sessualità. Da Io mai niente con nessuno avevo fatto a Battuage, la compagnia indaga la società contemporanea e il corpo come spazio performativo, unendo esperienza personale e critica sociale in un teatro che è insieme locale e universale.Il Percorso racconta un ventennio di sperimentazione, involuzione e innovazione, esplorando la trasformazione del corpo, del genere, della marginalità e del ruolo dell’arte teatrale nel mondo contemporaneo. Un testo indispensabile per comprendere le tensioni e le sfide della scena italiana tra 2000 e 2020.
