Amore nella nebbia
Francescomaria Ruberto
Editorial: GRACE EDIZIONI
Sinopsis
“Asciuga il sole ciò che è appeso sui fili incerti dell’amore”
Editorial: GRACE EDIZIONI
“Asciuga il sole ciò che è appeso sui fili incerti dell’amore”
Dolce e chiara è la notte e senza vento, E queta sovra i tetti e in mezzo agli orti Posa la luna, e di lontan rivela Serena ogni montagna. O donna mia, Già tace ogni sentiero, e pei balconi Rara traluce la notturna lampa: Tu dormi, che t’accolse agevol sonno Nelle tue chete stanze; e non ti morde Cura nessuna; e già non sai nè pensi Quanta piaga m’apristi in mezzo al petto. Tu dormi: io questo ciel, che sì benigno Appare in vista, a salutar m’affaccio, E l’antica natura onnipossente, Che mi fece all’affanno.Ver libro
XI secolo. Le rive del Dnepr, dove si sussurra di rusalke. Il giovane bogatyr' Il'ja, figlio di una strega, che ode le voci della natura, incrocia lo sguardo proveniente da un gorgo nero – Meluzina, spirito del fiume, bellissima e condannata. Il loro amore – infrange leggi eterne. Una passione più forte della paura, del dovere, della morte stessa. Il'ja rinuncia al mondo degli uomini per l'abbraccio freddo della rusalka. Meluzina sacrifica l'immortalità, donandogli un figlio – Vodislav, fanciullo di due mondi. Ma il prezzo della felicità è l'eterna separazione. La disperazione di Il'ja. Un segreto sepolto presso un lago della foresta. E un miracolo: il dono di Vodislav – guarire. Un dono ereditato dai suoi discendenti. Un dono che ha trasformato un villaggio maledetto in Meluzino – luogo di potere, dove ancora nel XXI secolo scaturisce una sorgente di misericordia dalle mani di pietra di una rusalka. Questa è una saga epica sull'anima russa: la sua vastità, la sua forza, il suo sacrificio e l'amore che infrange i confini dei mondi. Sul mistero dell'acqua, del sangue e di un dono nato dall'abisso senza tempo.Ver libro
Poetessa amatissima, personaggio trasgressivo e commovente che ha saputo parlare direttamente al cuore del popolo, Alda Merini ha rappresentato un caso del tutto particolare nella storia letteraria del Novecento italiano. In questa ricca antologia, che ne raccoglie tutti gli scritti importanti in poesia e in prosa, sono riproposte per intero le raccolte poetiche degli inizi: La presenza di Orfeo (1953), Nozze romane (1955), Paura di Dio (1955), Tu sei Pietro (1962), nelle quali si intrecciano temi mistici e slanci erotici, interrogativi estremi senza risposta. Il volume comprende poi notissimi e più recenti titoli come Vuoto d'amore (1991), Ballate non pagate (1995), Superba è la notte (2000) e Il carnevale della croce (2009). In questi versi l'autrice conferma la potenza della sua lirica, estranea a qualunque "linea" o "corrente", nella quale si mescolano passione e tenerezza, ironia e sarcasmo, gioco e disperazione, nel segno di un'urgenza assoluta di fare poesia. Le prose autobiografiche L'altra verità (1986) e Lettere al dottor G. (2008), infine, testimoniano la straziante discesa negli inferi del manicomio del manicomio. contributori LE Anna Charlotte Barbera CU Ambrogio BorsaniVer libro
"È un miracolo: io mi chiedo, mi chiedo, assediato dall'urlo martellante del mare, unico uomo come seppe protrarre vita fatta di pianto?" "Tra i personaggi della tragedia greca, Filottete è il solo a possedere un carisma "biblico". Egli è «l'uomo dei dolori» – «l'uomo che ha provato la miseria» è scritto nelle Lamentazioni –, dall'incomparabile pena, fratturato da ferita cronica che contorce, che lo estirpa dal convivere coi simili. Inselvatichito, abbandonato, privo di amici, Filottete è personaggio anti-greco [...]; è la pena a contrapporlo al resto dei vivi: «Sono un uomo, io, devastato, solo, vuoto, non ho più nessuno»." Davide Brullo Filottete ha una piaga terribile, purulenta, inguaribile. Punizione divina per aver oltrepassato un limite divino. Per questo i greci diretti a Troia lo abbandonano sull'isola di Lemno. Passano dieci anni, gli oracoli parlano: Troia è imprendibile senza l'arco di Filottete. Scattano i piani di Ulisse, malevoli, ingannatori. Filottete è una tragedia sorprendente, con un happy end che è solo un'illusione. Questa tragedia di Sofocle, rappresentata per la prima volta nel 409 a.C. nel pieno della guerra del Peloponneso, si apre con l'Invito alla lettura del poeta e scrittore Davide Brullo. Questa edizione si avvale della traduzione magistrale di Ezio Savino.Ver libro
Jacopo da Lentini, detto "Il Notaro" (noto anche come Giacomo o Iacopo; Lentini, 1210 circa – Lentini, 1260 circa), è stato un poeta e notaio italiano.Ver libro
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi questa morte che ci accompagna dal mattino alla sera, insonne, sorda, come un vecchio rimorso o un vizio assurdo.Ver libro