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Argéman - cover

Argéman

Fabio Pusterla

Editorial: Marcos y Marcos

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Sinopsis

La voce del poeta viaggia a ritroso, contro la corrente, verso la sorgente, per reinventare il suo dovere di memoria; perché nel dialogo profondo e muto tra la poesia e i suoi lettori, ha ricordato Pusterla ricevendo il Premio Napoli, in questo riconoscerci uguali davanti al mistero della bellezza, risiede forse la nostra estrema possibilità di strapparci alla pura biologia, alla pura causalità, alle forze cieche. Argéman: sono lingue di neve perenni annidate in certi anfratti di montagna. 
Iris argeman è un fiore purpureo del deserto. 
Nahal Argeman è un villaggio in Palestina, che dalle alture guarda il Giordano. Intorno, terra bruciata, muri che chiudono territori feriti. 
Sono richiami lontanissimi, neve alpina e sabbia orientale, passaggi stringenti. 
Piccole porte dove si affacciano volti e paure, domande che lacerano. 
Vengono bambini di pietra, vengono i cadaveri strappati dagli smottamenti alle Cinque Terre e trascinati dalle correnti a Saint-Tropez, verso gli yacht lussuosi dei ladri; vengono le madri della Terra di lavoro, fra il Volturno e Gaeta, dove l’elenco dei tumori è stato silenziato. 
Ciò che più conta è indifeso: spazziamo dunque via la neve dagli occhi, vinciamo il silenzio delle mani, il silenzio delle ossa. 
Oltre la piccola porta, lungo un grigio bituminoso, senza speranze o nostalgie, cerchiamo valli più morbide, una terra su cui varrà la pena camminare. 
E mentre noi frughiamo nel terriccio dei nostri anni di plastica, in un reticolo di arterie e vene, senza trovare via di fuga, appari all’improvviso, senza bagliore o ronzio per annunciarti, leggera smeraldina, libellula, messaggera dei cieli e degli stagni. 
Nega l’ovvio, schiudici un’altra più segreta geometria. 
Tocca ogni cosa, sillaba bene il suo nome e falla vera.
Disponible desde: 10/12/2024.

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