"Poesie" (tra virgolette)
Edoardo Firpo
Editora: GRACE EDIZIONI
Sinopse
"Sarò nella goccia che sana la perditama tu dovrai esserci pronto a raccogliermi"
Editora: GRACE EDIZIONI
"Sarò nella goccia che sana la perditama tu dovrai esserci pronto a raccogliermi"
Certo, viene da un albeggiare la poesia di Ivano Fermini, da un'alberatura di feti in glicine, dall'angelo che gemma nel suo contrario, la creatura-toro, l'iddio candelabro, a sette teste, a molteplici lingue. Viene da un nessundove del verbo, Fermini, e con tenue fermezza mette in tiro la falce: da questo scalpo – che chiamammo deserto oppure Emmaus, Pitiche o Bicorne – giunge uno scalpitio che non ha parentela nelle storie della letteratura patria. Scoperto, con iliadica fraternità, da Milo De Angelis ("Una poesia così affilata non può sprecare parole, deve essere esatta", scrisse), Fermini – fato del poeta in perpetuo espatrio –, infine, sparì. Trovò un complice – e per quel frantume di tempo, un amico – in Aldo Nove: lo stesso linguaggio tra i calanchi, lo stesso macello in virtù di più vocalica purezza. Qui, allora, per così dire, si rimpatria; di questo libro, che incorpora le raccolte più vertiginose di Fermini, si può dire: è un cenacolo, è l'elsa del fuoco.
Ver livro
Leonardo cresce nell'Italia degli anni Novanta, dove la televisione non è solo intrattenimento, ma una finestra su un mondo di possibilità. Dopo la perdita prematura della madre, trova conforto nei programmi TV, in particolare in Love Boat, che diventa il suo rifugio dalla solitudine e dalle delusioni quotidiane. Leonardo sogna di entrare nel mondo scintillante dello spettacolo, ma quando finalmente ottiene l'opportunità di lavorare in televisione, vestendo i panni di Oreo, un personaggio mascotte per bambini, le ambizioni personali e le crude realtà del mondo televisivo minacciano di distruggere tutto. Un romanzo intenso e nostalgico che intreccia dramma familiare e commedia, in un'epoca in cui la televisione plasmava sogni e aspirazioni. Una storia imperdibile per chi era ragazzo negli anni Novanta.Ver livro
Paolo Ferrari aggiunge un ulteriore livello espressivo ai registri multipli della sua opera. La raccolta è costituita da brevi componimenti in cui si considera la dimensione oggettuale/oggettiva della natura, la realtà fenomenica colta nel suo dispiegarsi in atto. Come scrive l'autore, in questi soffi del pensare la cosa della cosiddetta realtà esiste, anche solo per un istante, mostrando la sua traccia, per lo più aleatoria, nel senso di poter cessare da un momento all'altro. S'intuisce un dato reale, oggettivo, pronto a mutare altrimenti nell'attuarsi di quel pensiero differente disposto ad accogliere la 'cosa' atta a generarsi in altro. Già dal titolo l'autore dichiara il sentimento di fondo che attraversa il libro, pone due premesse singolari che aprono a un'inclinazione al di fuori del comune senso delle cose. In-assenza di me. Egli si colloca in un'assenza, in un suo mancare, come se la scrittura potesse farsi senza che qualcuno ne stabilisca il senso e l'esistenza. Lasciando che essa per proprio conto abbia da dire la sua vocazione e il suo stile e permetta che qualche cosa emerga senza la presenza del controllo e dell'attitudine d'un io che pensa e scrive. I pallidi pensieri. Perché pallidi i pensieri? Non nella luce abbagliante ma in quella che sa cogliere l'ombra fattisi assenti, questi possono emergere al mondo, disvelando la possibilità d'un mutar lieve, ma d'eccezione, prima che la realtà imponga i suoi privilegi di sempre.Ver livro
Opera 2^ Classificata al Premio di Poesia «Ebook in… versi 2024» Questa la motivazione della Giuria: «Sergio Baldeschi plasma la sua poetica cesellando parole che diventano espressione del continuo disvelamento del suo mondo interiore, come a voler condurre all'interno del personale cosmo lirico che custodisce nell'animo. La poesia di Sergio Baldeschi innalza ad una dimensione lirica superiore dove ogni percezione si tramuta in illuminazione ed il poeta offre il personale alambicco magico, tra sembianze e rimandi, distillando il profondo senso dell'umano vivere grazie alla sua Parola sempre ricercata e raffinata. La Parola di Sergio Baldeschi, nell'ultimo atto del processo evolutivo, diventa purificazione delle molteplici metamorfosi dell'umano vivere e disvelamento delle inquietudini sempre sospingendo verso una dimensione che conduce al significato autentico dell'esistenza. Il poeta custodisce un bene prezioso nel suo animo che è la passione per la poesia e scandisce armoniosamente le istanze interiori, quasi ad abbandonarsi ad una sorta di liquefazione che s'impregna d'un senso di dissolvimento nel complesso vorticare del suo pensiero. La sua forza lirica penetra nelle percezioni dell'umano sentire e affiorano segni di verità per illuminare l'anima, simbolici "spiragli di luce" che riemergono dai giacimenti emozionali e si tramutano alchemicamente in un canto lirico che diventa necessità vitale per il poeta». Massimo BarileVer livro
Nel 1960 viene arrestato in Argentina Adolf Eichmann, il gerarca nazista responsabile di aver pianificato, strutturato e dunque reso possibile lo sterminio di milioni di ebrei. Dai verbali degli interrogatori a Gerusalemme, dagli atti del processo, dalla storiografia tedesca ed ebraica oltre che dai saggi di Hannah Arendt, Stefano Massini trae questo dialogo di feroce, inaudita potenza. Il testo è un atto unico, un'intervista della stessa Arendt a colui che più di tutti incarna la traduzione della violenza in calcolo, in disegno, in schema effettivo. In un lucidissimo riavvolgere il nastro, Eichmann ricostruisce tutti i passaggi della sua travolgente carriera, dagli albori nella piccola borghesia travolta dalla crisi fino all'ebbrezza del potere, con Hitler e Himmler raccontati come mai prima, fra psicosi e dolori addominali, in un tripudio di scuderie, teatri e salotti. Da una promozione all'altra, in un crescendo di poltrone, prestigio e denaro, si compone lentamente il quadro della Soluzione Finale, qui descritta nel suo aspetto più elementare di immane macchina organizzativa: come si sperimentò il gas? Quando fu deciso (e comunicato) l'inizio dello sterminio? Come si gestiva in concreto l'orrore di Auschwitz? Ed ecco prendere forma, passo dopo passo, una prospettiva spiazzante: Eichmann non è affatto un mostro, bensì un uomo spaventosamente normale, privo di alcun talento se non quello di trarsi d'impaccio, capace di stupire più per la bassezza che per il genio. Incalzato dalle domande della filosofa tedesca, egli si rivela il ritratto squallidissimo dell'arrivismo, della finzione, del più bieco interesse personale, ma niente di più. È mai possibile che l'uomo più temuto da milioni di deportati, il cui solo nome incuteva terrore, fosse un essere così vicino all'uomo medio? Contraddittorio, superficiale, perfino goffo, Eichmann assomiglia a noi più di quanto si possa immaginare. Ma è proprio qui, in fondo, che prende forma il male: nella più comune e insospettabile piccolezza umana.Ver livro