Con poca aria
Daniele Babucci
Editorial: Youcanprint
Sinopsis
Ritratti di vita, la malattia, le complicazioni, l'attesa, il futuro, la speranza
Editorial: Youcanprint
Ritratti di vita, la malattia, le complicazioni, l'attesa, il futuro, la speranza
I giochi cooperativi producono benefici sociopsicologici, insegnano la cooperazione, favoriscono la gentilezza e riducono i comportamenti aggressivi. Questo libro presenta in modo sintetico ma efficace le premesse teoriche alla base dell'uso dei giochi cooperativi nel campo dell'educazione, fornendo le relative linee guida operative, suggerimenti e metodi per realizzarli con bambini, bambine e adolescenti. Il volume scardina la concezione prevalentemente competitiva del gioco e promuove il gioco cooperativo come un'attività volontaria, coinvolgente ed essenziale per uno sviluppo sano, in quanto produce stati di benessere come divertimento, felicità e gioia, e insegna a collaborare e perseguire un obiettivo condiviso. Il libro è suddiviso in tre parti. La prima parte approfondisce il tema del gioco e l'importanza della cooperazione, evidenziando gli svantaggi della competizione e indicando una serie di giochi cooperativi utili a mitigarne gli effetti. La seconda parte presenta numerose attività ludiche da mettere subito in pratica in classe. L'ultima parte si sofferma sugli aspetti teorici dei giochi cooperativi: l'educazione socio-emotiva, la prevenzione all'aggressività, la pratica sensibile al trauma, l'educazione della prima infanzia. Ogni capitolo contiene una serie di domande di riflessione che hanno l'obiettivo di stimolare una partecipazione attiva, e si chiude con una proposta operativa di giochi per apprendere in modo esperienziale quanto presentato nel testo.Ver libro
Qui la vita interiore di un veggente e il suo rapporto con gli altri, è commentato alla luce dell'insegnamento delle Guide. Queste ripetono che ogni persona che partecipa a un cenacolo deve assumersi la responsabilità di fare un uso costruttivo di quanto questa esperienza le può offrire, non solo nei confronti di se stessa ma anche nei confronti degli altri. E anche noi crediamo che l'insegnamento non ci sia dato per essere nascosto affinchè nessuno possa usufruirne, ma per trasmetterlo a chi ne ha bisogno. Ecco il vero motivo della divulgazione.Ver libro
Pioggia, nebbia, vento, gelo, siccità. C'è un protagonista silenzioso che attraversa i millenni e influenza le sorti dell'umanità più di re, generali e rivoluzioni: è il clima, con tutti i suoi emissari atmosferici. Storia del mondo in 10 tempeste ripercorre i grandi avvenimenti del passato dall'inedita prospettiva della meteorologia, per mostrare quanto di frequente l'incontro tra uomini e destino sia stato deciso da fenomeni naturali inattesi. Napoleone aveva calcolato tutto: il perimetro della pianura di Waterloo, la disposizione dell'artiglieria, l'assalto della Guardia. L'unica incognita cui non aveva pensato fu il temporale che si scatenò nella notte tra il 17 e il 18 giugno 1815, rendendo il terreno impraticabile e costringendo l'imperatore a ritardi rivelatisi poi determinanti. A partire da episodi come questo, Vincenzo Levizzani ci guida attraverso i secoli per raccontarci le tante volte che i piani umani si sono scontrati con la furia degli elementi: dalla nebbia sfruttata da Annibale per la vittoria nella battaglia del Trasimeno ai cambiamenti climatici che spinsero i cosiddetti «barbari» a emigrare, contribuendo alla caduta dell'Impero romano; dalle nevicate che influenzarono l'esito della guerra delle Due Rose al tornado che giocò un ruolo chiave nella guerra d'Indipendenza americana; dall'anticiclone responsabile della carestia che scatenò la Rivoluzione francese alle osservazioni delle nubi che condannarono Hiroshima e Nagasaki a diventare i bersagli della bomba atomica. In queste pagine, Vincenzo Levizzani mostra come il tempo atmosferico abbia da sempre agito da regista invisibile dei grandi eventi e come continui a farlo ancora oggi, impattando sulle nostre abitudini, sull'economia e sulla cultura. Un'opera che è anche una riflessione su ambizione e umiltà: perché spesso quando ci illudiamo di stringere le redini della Storia, nel nostro pugno c'è in realtà solo una goccia di pioggia.Ver libro
Il mare è da sempre fonte di meraviglia, inquietudine e ispirazione per l'umanità. Dalle divinità primordiali ai mostri marini, il confine tra mito e realtà si è spesso confuso, alimentando leggende che ancora oggi influenzano l'immaginario collettivo. Questo saggio esplora il rapporto tra l'uomo e l'oceano, analizzando come le creature marine siano state descritte nel corso della storia, dalla letteratura classica ai bestiari medievali, fino alle moderne scoperte scientifiche. Attraverso un approccio interdisciplinare, il testo mette in luce la fusione tra credenze popolari e studi naturalistici, rivelando la vera natura di animali spesso fraintesi. Si indaga sulle radici culturali delle storie di leviatani, kraken e sirene, confrontandole con dati scientifici e reperti storici. Il libro non si limita all'analisi del passato, ma affronta anche il presente, ponendo interrogativi sul ruolo del mare nella nostra società e sulla necessità di proteggerne gli ecosistemi. Una lettura che invita a riscoprire il legame profondo tra l'uomo e il mondo sommerso, tra fascino, paura e rispetto per la natura.Ver libro
Il racconto della specie sorella del Sapiens, attraverso le parole di un grande protagonista del giornalismo scientifico. Che caratteristiche fisiche e culturali avevano? Perché, dopo un periodo di convivenza, i Sapiens hanno prevalso? Quale eredità l'ibridazione tra Neanderthal e Sapiens ha lasciato nel nostro patrimonio genetico? In questo libro, il meccanismo dell'antropo-poiesi – il processo di costruzione culturale alla base delle varie identità umane – viene per la prima volta esteso ai Neanderthal. Si scopre così che anche loro avevano diverse realtà etnolinguistiche, e che svilupparono, parallelamente ai Sapiens, notevoli capacità tecniche e simboliche. Un viaggio per conoscere le origini e le eccezionali caratteristiche della specie più vicina a noi, una vera umanità «altra», con le interviste a scienziati di fama mondiale come Donald Johanson, scopritore di Lucy, Jane Goodall, massima studiosa degli scimpanzé, Francesco Remotti, antropologo culturale padre dell'antropo-poiesi, i paleoantropologi Marco Peresani e Francesco D'Errico e alcuni esponenti della dinastia Leakey, eccezionali cercatori di fossili. Con un'esclusiva appendice, divisa per regioni, con indicazioni precise per visitare i luoghi dei Neanderthal in Italia. NEANDERTHAL, L'ALTRA UMANITÀ. L'INDICE: Caverne e culture (anticipazioni). La scoperta e i pregiudizi. Com'era fatto: anatomia di un Neanderthal. Sulle orme degli antenati africani. Il cespuglio genealogico. Cose di famiglia. Arrivano i pre-neanderthaliani. A caccia con il Neanderthal. Dalla pietra alla chimica. La cultura prima di tutto. A lezione di antropo-poiesi. Alla ricerca dei marcatori culturali. 13. Innovazioni a confronto. Papà Sapiens, mamma Neanderthal. Lui, noi e il gioco degli specchi. Nel libro che abbiamo sottomano proprio questo si verifica, ossia un avvicinamento tra saperi relativi alle società di Homo sapiens – quelle che si possono studiare direttamente, dal vivo – e quelli relativi alle società di Homo nearderthalensis. Con tutto il suo vociare, Homo sapiens dimostra di essere in sommo grado un animal symbolicum (secondo l'espressione di Ernst Cassirer): alcuni lo chiamano addirittura Homo loquax, anziché solo loquens. Ebbene, gli studi sull'uomo di Neanderthal sono ormai giunti ad affermare non solo il carattere «culturale» dei suoi comportamenti, ma – come Franco Capone espone nel suo libro – il carattere «simbolico» della sua cultura: insomma, l'uso del linguaggio parlato. Certo, sono indizi: non avremo assolutamente mai la possibilità di udire e registrare i discorsi – lingue, dialetti, gerghi, modi di dire – di questo o quel gruppo di Neanderthal. Ma se gli indizi sono sufficientemente solidi (pare proprio che lo siano) per affermare l'esistenza tra i Neanderthal di una cultura simbolica, oltre che materiale, noi capiamo che la coesistenza tra gruppi di Neanderthal e gruppi di Sapiens (in Europa e nel Vicino Oriente) era altrettanto interessante e problematica, quale quella tra gruppi di Neanderthal tra loro e gruppi di Sapiens tra loro. (Francesco Remotti)Ver libro
Riflettere sulla "funzione Joyce" nel romanzo occidentale significa riflettere sul romanzo tout court. Joyce è al contempo un punto di arrivo e di partenza, uno snodo imprescindibile con cui è necessario fare i conti che lo si voglia o meno. Con Joyce, cioè, non cambia irreversibilmente solo il romanzo, ma anche il modo in cui l'esperienza umana può essere rappresentata e quindi narrata. Nell'osservare il fenomeno attraverso alcune letterature nazionali (francese, spagnola, irlandese e americana) e nel tentare di isolare l'intorno teorico-formale di questa "funzione", i saggi qui raccolti rendono testimonianza di come gli scrittori "post-Joyce" si siano misurati con questa eredità talvolta percepita come impossibile, altre volte come stimolante, spesso come castrante, ma anche, sorprendentemente, come liberatoria. Questa molteplicità di prospettive, che non ambisce certo a "risolvere" la funzione, invita a riflettere sulla portata epocale della trasformazione/ rigenerazione operata da Joyce nella narrativa occidentale.Ver libro