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Martin chuzzlewit - cover

Martin chuzzlewit

Carles Dickens

Editorial: Mattioli 1885

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Sinopsis

Pubblicato tra il 1843 e il 1844, Martin Chuzzlewit è una delle opere più ambiziose di Charles Dickens: una satira feroce sull'egoismo umano e l'ipocrisia che permea ogni livello della società, dall'Inghilterra vittoriana agli Stati Uniti.

Al centro della vicenda, due Martin Chuzzlewit: il vecchio e ricchissimo patriarca, diffidente verso chiunque brami la sua eredità, e il giovane nipote, diseredato per aver osato innamorarsi di Mary, l'orfana cresciuta dal nonno come unica persona di cui fidarsi. Cacciato di casa, Martin intraprende un viaggio di formazione che lo porterà dall'Inghilterra provinciale fino al Nuovo Mondo, dove il sogno americano di libertà e democrazia si infrange contro la realtà brutale di un paese corrotto, violento e ossessionato dal profitto.

Tra le pagine del romanzo si affollano personaggi indimenticabili: l'ipocrita architetto Seth Pecksniff, maestro consumato nell'arte dell'adulazione; l'ingenuo Tom Pinch, incapace di vedere il male che lo circonda; la logorroica e pittoresca infermiera Mrs Gamp; e l'avido Jonas, tormentato dalla paura di essere smascherato.

Con colpi di scena mozzafiato, sottotrame intricate, un omicidio nell'ombra e il celebre umorismo dickensiano, Martin Chuzzlewit intreccia dramma e commedia in un affresco indimenticabile sulla morale, l'ambizione e le debolezze umane. Dickens al suo meglio: un romanzo che diverte, commuove e tiene il lettore con il fiato sospeso fino all'ultima pagina.
Disponible desde: 18/12/2025.
Longitud de impresión: 1367 páginas.

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     Inizialmente sostenitrice di una monarchia illuminata (scrisse alcuni sonetti in onore dei sovrani), tuttavia col tempo le sue idee politiche mutarono e nel 1798 venne arrestata per giacobinismo e rinchiusa alla Vicaria, dove rimase fino al gennaio del 1799 quando fu firmato l'armistizio con le truppe napoleoniche; il 22 gennaio era tra coloro che proclamarono la Repubblica Napoletana e il 2 febbraio usciva il primo numero del giornale repubblicano il Monitore Napolitano, da lei diretto e che redasse quasi da sola.  
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