Gocce sospese
Augusto Galli
Editorial: Youcanprint
Sinopsis
A volte le persone vagano per strada e si perdono. Allora siedono sopra un masso e iniziano a pensare dove stessero andando. Spesso non lo sanno.
Editorial: Youcanprint
A volte le persone vagano per strada e si perdono. Allora siedono sopra un masso e iniziano a pensare dove stessero andando. Spesso non lo sanno.
Mara è una giovane di Monteguidi, piccolo paese della Val d'Elsa, che all'indomani della Liberazione conosce il partigiano Bube, eroe della Resistenza, e se ne innamora. Questi, tornato alla vita civile imbottito di precetti di violenza e vendetta, ha commesso un delitto e, dopo un periodo alla macchia, viene catturato e condannato a quattordici anni di carcere. Mara, maturata proprio grazie alla forza del sentimento per Bube e divenuta ormai donna, decide di aspettare l'amato con animo fedele e ostinato. Con questo romanzo - pubblicato nel 1960 e seguito nel 1963 da una celebre versione cinematografica interpretata da Claudia Cardinale - Cassola si aggiudica il premio Strega e raggiunge il successo anche internazionale. La ragazza di Bube segna una profonda cesura nella narrativa italiana del dopoguerra: benché ispirato a una vicenda realmente accaduta, il romanzo si arricchisce di elementi psicologici e lirici superando le istanze neorealiste, tanto per il linguaggio quanto per il rifiuto dei dogmatismi ideologici. «Il romanzo» sostiene infatti Cassola «viene prima di ogni interpretazione della realtà, è la ricerca continua della verità degli uomini.» contributori LE Fatima Romina AliVer libro
La signorina Silvia Ascensi, venuta a Roma per ottenere il trasferimento dalla Scuola normale di Perugia in altra sede – qualunque e dovunque fosse, magari in Sicilia, magari in Sardegna – si rivolse per ajuto al giovane deputato del collegio, onorevole Marco Verona, che era stato discepolo devotissimo del suo povero babbo, il professor Ascensi dell’Università di Perugia, illustre fisico, morto da un anno appena, per uno sciagurato accidente di gabinetto. Era sicura che il Verona, conoscendo bene i motivi per cui ella voleva andar via dalla città natale, avrebbe fatto valere in suo favore la grande autorità che in poco tempo era riuscito ad acquistarsi in Parlamento. Il Verona, difatti, la accolse non solo cortesemente, ma con vera benevolenza. Ebbe finanche la degnazione di ricordarle le visite che, da studente, egli aveva fatto al compianto professore, perché ad alcune di queste visite, se non s’ingannava, ella era stata presente, giovinetta allora, ma non tanto piccolina, se già – ma sicuro! – se già faceva da segretaria al babbo…Ver libro
Nei 12 volumi delle "Favole" (1669 - 1693) Jean de La Fontaine rinnovò la tradizione esopica, rappresentando la commedia umana. Quest'opera dimostrò il suo amore per la vita rurale e attraverso animali simbolici ironizzò sulla vita della società dell'epoca. In the 12 volumes/books of "Favole" (1669 - 1693) Jean de La Fontaine renewed Aesop's tradition, representing the human comedy. This demonstrated his love for country life and by symbolic animals he ironized about his current years society's life. (Summary by Paolo Fedi)Ver libro
In una New York avvolta dal ritmo frenetico del commercio, emerge un personaggio silenzioso e al contempo "fragoroso": Bartleby, uno scrivano assunto in un ufficio legale. All'inizio, la sua efficienza e compostezza sembrano impeccabili, ma presto la sua risposta enigmatica e impertinente — "Preferirei di no" — inizia a risuonare come un inno di ribellione silenziosa, rompendo il fragile equilibrio del suo piccolo mondo. Cosa nasconde questa resistenza passiva? È una forma di protesta, un grido d'aiuto, o semplicemente un abisso insondabile di apatia? Attraverso lo sguardo del suo datore di lavoro, ci immergiamo in una storia che esplora le profondità dell'alienazione umana, il peso delle convenzioni sociali e il mistero di un'anima irriducibile. Herman Melville ci regala un racconto che sfida le etichette, lasciando il lettore con domande che risuonano fino alla parola "fine". "Bartleby lo scrivano" è un viaggio enigmatico, dove il silenzio è più rumoroso di mille parole.Ver libro
Roberto Erlis si abbandona ai ricordi. Torna con la memoria al viaggio che ha segnato il passaggio dalla sua infanzia alla giovinezza. Entrano nel racconto importanti riflessioni sul processo del ricordo. Il passato è troppo lontano per essere ricordato e la memoria perde nitidezza e precisione. Nel tentativo di ricostruire il lungo viaggio compiuto da ragazzo per recarsi al collegio di Segnitz, Roberto si accorge che il ricordo non conosce esattezza. Più che una visione compiuta ciò che egli ritrova è l’alternanza di alcune atmosfere e stati di animo e il dolore per il distacco. Ormai anziano, Roberto ripercorre quei luoghi e si stupisce nel cogliere la profonda differenza tra quello che vede e ciò che gli riporta la memoria: il collegio non c’è più e la realtà intorno a lui ha subito un profondo cambiamento.Ver libro