Riflessioni sulle donne (tradotto)
Arthur Schopenhauer
Verlag: Schola Interpretationis
Beschreibung
I pensieri irriverenti di un grande filosofo sul gentil sesso
Verlag: Schola Interpretationis
I pensieri irriverenti di un grande filosofo sul gentil sesso
Le è mai capitato di essere manipolato da una persona a tal punto da sentire che qualcosa non andava nella sua percezione? Che alla fine ha cominciato a dubitare della sua capacità di percezione, persino della sua salute mentale? Che ha iniziato a perdere fiducia nei suoi sensi perché le veniva regolarmente suggerito che stava percependo la realtà in modo errato? Non è solo: questo fenomeno comune si chiama gaslighting ed è una forma sottile ma grave di violenza psicologica che può avere effetti duraturi sull'autostima della vittima. "Non ho mai detto questo. Lo sta solo immaginando". "Non è mai successo in questo modo". "Sta esagerando". "Sei pazza. Dovrebbe farsi aiutare". In questa guida non solo imparerà che cos'è esattamente il gaslighting e come funziona questo meccanismo, ma anche come può liberarsi - e liberare gli altri - dalla trappola della manipolazione e infine uscire più forte da questa crisi.Zum Buch
Si può essere femminista e vivere in una coppia eterosessuale? Ci hanno insegnato per secoli a inseguire un amore assoluto, a cercare «l'altra metà» per raggiungere la completezza esistenziale, a scegliere tra la piena espressione di sé e la felicità romantica: Reinventare l'amore ci invita invece a liberarci delle maschere con cui il potere patriarcale ha ingabbiato questo sentimento per riappropriarci davvero, tutte e tutti, del nostro desiderio. C'è una questione, portata alla luce dal femminismo contemporaneo, che è ormai impossibile da ignorare: è raggiungibile l'emancipazione all'interno della coppia uomo-donna? Mona Chollet indaga questo tema nel profondo a partire dalle riflessioni di grandi scrittrici femministe del passato e del presente, da Simone de Beauvoir a bell hooks, da Nancy Friday a Liv Strömquist. Nel corso della sua trattazione, Chollet analizza modelli che identificano la donna in quanto fragile, devota ed eternamente disponibile, prendendo in esame prodotti culturali quali la serie Normal People o film come L'amore sbagliato e Inception: il suo è un tentativo di «salvare» l'amore dal controllo patriarcale dando vita a un nuovo patto relazionale basato su una reale parità, una vera libertà e un autentico rispetto reciproco. In queste pagine non c'è la volontà di cancellare la passione o di arrendersi all'impossibilità di superare l'oppressione sociale sulle dinamiche di genere. Al contrario, Reinventare l'amore vuole restituire alla dimensione sentimentale la complessità che merita, per farne il motore di relazioni più sane, eque e appaganti. Bisogna cambiare l'amore perché l'amore possa tornare, ancora una volta, a cambiare le nostre vite.Zum Buch
Nei saggi raccolti in questo libro Antonio Vigilante esplora tre vie per uscire dal conflitto tra culture, semplificate dalle immagini del ponte, dell'incastro e della zattera. La via proposta da Lejzer Zamenhof è quella dell'Homaranismo, una religione-ponte fondata sul principio etico della regola aurea. L'iraniano Dariush Shayegan ritiene necessaria una integrazione tra il mondo occidentale, con la sua mentalità scientifica e la secolarizzazione, e il mondo simbolico e immaginale della tradizione filosofica e poetica iraniana e in genere orientale. Il monaco e filosofo buddhista vietnamita Thich Nhat Hanh ha insegnato la necessità di liberare la religione da quell'attaccamento che ne causa la deriva ideologica e violenta. Per Vigilante quest'ultima è la via che meglio interpreta il senso di una filosofia interculturale, che non è in fondo cosa diversa dalla filosofia tout court: la prassi che sospende i meccanismi di trasmissione culturale, introducendo la riflessione, l'analisi, il dubbio, il distacco. Una prassi anti-ideologica che combatte le chiusure identitarie e fanatiche così drammaticamente all'opera nel mondo attuale.Zum Buch
Il volume propone una ricostruzione storico-letteraria del periodo delle guerre d'Italia, allargando lo sguardo al decennio precedente l'invasione francese del 1494 e all'inizio di nuovi conflitti dopo la pace di Cateau-Cambrésis, sulla base degli scritti di coloro che ne sono stati spettatori e ne hanno interpretato le implicazioni storico-politiche. I contributi indagano il contesto e le condizioni materiali nelle quali si calano le esperienze dei letterati con incarichi diplomatici e ufficiali, che proprio per il loro ruolo e per la loro attività letteraria dispongono una lente di osservazione privilegiata. Di fronte alla realtà della guerra, infatti, la scrittura, oltre a essere mezzo di conoscenza, si fa strumento per riflettere sulle dinamiche della lotta politica e per orientarne talvolta la percezione ai livelli più alti, tanto nei centri principali quanto nelle periferie degli stati rinascimentali. Il volume presenta gli esiti delle ricerche da un lato su carteggi e documenti d'archivio, destinati solitamente a una circolazione privata o semi-pubblica; dall'altro su opere letterarie pensate invece per una diffusione a vari livelli: emerge così una realtà dominata non solo da sovrani e principi, ma popolata anche da ambasciatori e funzionari. L'orizzonte della ricerca si è quindi esteso verso le periferie e i governi locali dove, in contesti di maggiore lontananza dal potere centrale, l'affiorare dello scontro tra potere de iure e de facto non sempre riflette gli schieramenti politici in campo o le posizioni assunte dagli stati italiani tra di loro e nei confronti delle potenze straniere. In questo modo i diversi contributi intendono restituire alcune tessere da considerare per una storia letteraria rinascimentale attenta alla complessità dei rapporti su cui si costruisce.Zum Buch
“Quattro Crepe” è un racconto intenso e toccante che attraversa quattro anni di guerra, narrando le ferite invisibili lasciate nei cuori delle persone comuni. Attraverso quattro oggetti simbolici — una copertina, una perla d’acqua dolce, un ponte e un documento d’identità — si dipana una narrazione fatta di memorie, perdita e resistenza. Non una cronaca storica, ma un viaggio emotivo dentro le crepe dell’anima, tra ciò che si è rotto e ciò che continua a resistere. A dare voce a questo racconto è il figlio dell’autrice, che con sensibilità e partecipazione trasmette l’intensità e l’autenticità di ogni parola, rendendo l’ascolto ancora più personale e coinvolgente.Zum Buch
Nel 1976 si è celebrato a Trieste un processo contro alcuni nazisti ritenuti responsabili dei crimini commessi nel lager della Risiera di San Sabba, un ex stabilimento per la pilatura del riso trasformato, durante l'occupazione tedesca della Venezia Giulia, in un campo di concentramento dotato di un forno crematorio.Non si conosce con precisione il numero delle persone che tra il 1944 e il 1945 vennero uccise e poi bruciate alla Risiera di San Sabba. Secondo la sentenza del processo furono oltre duemila. Ma alcune ricerche storiche parlano di un numero compreso tra le tremila e le quattromila vittime.La serie audio Le voci di San Sabba cerca di ricostruire la complessa vicenda che ha portato, a oltre trent'anni dai fatti, alla condanna in contumacia di un solo responsabile, l'ex comandante della Risiera Joseph Oberhauser.Nella prima puntata a ricordare la loro detenzione nel lager della Risiera saranno Marta Ascoli arrestata in quanto ebrea e il partigiano sloveno Franc ŠirceljAl centro della seconda puntata è il racconto di Sergio Serbo, il giudice cui si deve la fase delle indagini e dell'istruttoria. Questa è una delle rare interviste concesse dal magistrato.Infine, nell'ultima puntata, grazie al presidente della corte Domenico Maltese si ripercorrono le fasi principale del dibattimento fino alla sentenza.In tutte le puntate si potranno ascoltare sia molti audio registrati nel 1976 nel corso del processo, sia le contestualizzazioni di due importanti storici: Enzo Collotti e Galliano Fogar.Si ringrazia: l'Istituto per la storia dell'età contemporanea di Sesto San Giovanni, per averci fornito le registrazioni originali del processo; Gianfranco Rados, per averci gentilmente concesso l'intervista a Franc Šircelj; Valter Colle, Lorenzo Marcolina, Romano Todesco e Ermes Ghirardini per le musiche. © 2021 tracce.studioZum Buch