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Come nacque il fascismo
Anónimo
Editorial: cs
Sinopsis
Uno degli obiettivi che il movimento dei «Fasci d’Azione Rivoluzionaria» si prefiggeva era quello di creare o di contribuire a creare nelle masse proletarie uno «stato d’animo» simpatico nei riguardi della eventualità di un’azione militare dell’Italia contro gli imperi centrali. Tale obiettivo può dirsi raggiunto e questa constatazione non è un atto di vana superbia. Nelle moltitudini operaie — specie delle grandi città — si guarda ora alla possibilità della guerra con occhio e con animo diversi: non più l’ostilità cieca e irragionevole e preconcetta, ma agnosticismo e molto spesso l’adesione esplicita alla tesi che vien chiamata «guerrafondaia» ed è la nostra. Le masse dove non siano convinte, sono per lo meno «turbate». Ripetono — è vero — meccanicamente, la formula d’opposizione alla guerra, ma il dubbio apre a poco a poco la sua breccia nell’animo di queste masse e le defezioni aumentano. Il numero dei «Fasci» è la prova che questo «stato d’animo» esiste ed è qua e là giunto alla consapevolezza politica e pratica dei doveri che l’epoca attuale impone ai sovversivi italiani. La creazione di questo «stato d’animo» è di una importanza capitale in rapporto alla guerra. Un soldato che si batte sapendo il perché,
