¡Acompáñanos a viajar por el mundo de los libros!
Añadir este libro a la estantería
Grey
Escribe un nuevo comentario Default profile 50px
Grey
Suscríbete para leer el libro completo o lee las primeras páginas gratis.
All characters reduced
Unione Sportiva Casteldariese 1913-1973 - cover

Unione Sportiva Casteldariese 1913-1973

Angelo Lamberti

Editorial: Gilgamesh Edizioni

  • 0
  • 0
  • 0

Sinopsis

Questo libro riporta, (con vanto, ma senza pretese), alcune imprese relative alla storia calcistica di Castel d’Ario. Si dà rilievo, soprattutto, alle ricchezze custodite in tre date, dalle quali il calcio casteldariese può finanche essere iscritto nella blasonata aristocrazia nazionale.

La prima (1885) è corrispondente ai dilettevoli calci sferrati da un manipolo di ragazzi del luogo contro una palla di cuoio; la seconda (1913) è relativa alla costituzione statutaria della società; la terza (1946) riguarda la promozione al campionato di serie “C” conquistata dalla squadra sul campo.

A seguito di precisa richiesta formulatami dall’Editore, colgo altresì l’occasione per citare succintamente altre primizie di Castel d’Ario. 

A Castel d’Ario, paese preminentemente di fede socialista, oltre all’anticlericale Bigolada, si devono le prime rivendicazioni sociali sul territorio nazionale, (esercitate all’indomani della costituzione del Regno d’Italia), note con la denominazione di battaglia: La Boje, espressione quest’ultima originariamente dovuta all’inflessione idiomaticamente venetista del dialetto casteldariese.     

A Castel d’Ario, verso la fine del 1800, per merito della Società Operaia, nacque una forma previdenziale di mutuo soccorso, a tutela e in favore dei lavoratori locali, soprattutto dediti al lavoro bracciantile nelle campagne. Il suddetto sistema previdenziale anticipò, quindi, di circa mezzo secolo, quello a impronta nazionale, tuttora funzionante, noto con l’acronimo di I.N.P.S.

Tra i molti personaggi illustri nati a Castel d’Ario, ci limitiamo al nome di Tazio Nuvolari, definito da Ferdinand Porsche, mediante il rilascio a imperitura memoria, di un documento scritto: Il più grande pilota di ieri, di oggi, e di domani.

Si rende inoltre a conoscenza che Castel d’Ario deve il suo nome alle erudite ricerche storiche effettuate e portate a termine dal poeta Giosuè Carducci; unitamente al fatto che il paese, tramite la sua gente e il suo ambiente, è stato la musa ispiratrice del più grande poeta dialettale mantovano: don Doride Bertoldi.
Disponible desde: 22/01/2024.
Longitud de impresión: 80 páginas.

Otros libros que te pueden interesar

  • I riciclisti - cover

    I riciclisti

    Andrea Satta

    • 0
    • 0
    • 0
    «La bici di questo campanello era quella di un postino, che la usò per cinquant'anni per portare messaggi d'amore, di guerra, di pace, di morte, di sventure, e anche di speranza fin nelle contrade più lontane. Poi, dopo la pensione fece il guardiano della diga, alla testata della valle. Pedalò fino all'ultimo respiro per vigilare, per fare il fontaniere e per pescare nell'acqua del lago in cui è sepolto. Sì, perché questo lui chiese che, una volta morto, potesse finire dentro il lago, insieme alla sua vecchia bici. Come un marinaio in mare. E così è stato. Una barca a remi prese il largo, circondata di piccoli lumini, in una notte tiepida di aprile e mezza luna. Silenzio sulle rive, come fosse solo, ma era convenuta lì tutta la valle. Questo campanello è quel che di lui resta e ha un suono raro.»
    Un romanzo che racconta la bicicletta in tutte le sue sfumature possibili, la bicicletta degli eroi, della fatica, quella delle montagne, degli orizzonti aperti, dell'attesa, quella del business e delle carovane pubblicitarie, la bicicletta partigiana, la bicicletta contadina, la bicicletta della povertà, degli extracomunitari che tornano di notte, ubriachi e senza luci sulle strade statali, la bicicletta delle belle ragazze vestite leggere e degli amori a primavera, la bicicletta alla radio e alla tv, la prima volta della bicicletta senza rotelle che da sempre lega in un momento unico padri e figli. L'Italia attraverso la bicicletta.
    Ver libro
  • Liberi di sbagliare - Un'estate tra le montagne del giovane Primo Levi - cover

    Liberi di sbagliare - Un'estate...

    Pietro Lacasella

    • 0
    • 0
    • 0
    L'amore di Primo Levi per la montagna e per l'alpinismo emerge timidamente dalla sua biografia: altri e più drammatici episodi l'hanno infatti segnata in maniera indelebile. Ma la sua era una passione sincera e in un certo senso salvifica. Negli anni dell'università, Levi saliva in montagna principalmente con due amici, nonché compagni di studi: Sandro Delmastro e Alberto Salmoni. Pietro Lacasella si è spinto tra le montagne su cui arrampicarono, visitando i paesi dove andarono in villeggiatura, le valli che attraversarono in bicicletta e gli alpeggi dove si rifugiarono dopo l'8 settembre 1943. Il risultato è un viaggio alla scoperta di un lato meno raccontato di Levi, un viaggio che si è concluso quando, con lo scorrere dell'anno, le giornate si sono fatte troppo corte. Un viaggio, anche, nel mondo delle ipotesi: non di tutte le avventure in montagna di Levi conosciamo i dettagli, e quindi dobbiamo affidarci al risultato di deduzioni e ragionamenti che, a loro volta, nascono da letture, ricerche e sopralluoghi. Dal tornare a ripercorrere i passi di Primo Levi.
    Ver libro
  • Storie di atletica e del XX secolo - cover

    Storie di atletica e del XX secolo

    Nicola Roggero

    • 0
    • 0
    • 0
    Con le sue storie, l'atletica leggera, la regina dello sport, ha spesso incontrato la grande Storia. Lo ha fatto con Jim Thorpe, il nativo dominatore dei Giochi di Stoccolma cui vennero revocate le medaglie, probabile vendetta per le sue origini, o con Rudolf Harbig, re del mezzofondo, morto nel massacro della Seconda Guerra mondiale,  o con la vicenda di Yoshinori Sakai, ultimo tedoforo a Tokyo nel 1964, nato a Hiroshima nel giorno dell'esplosione della bomba, e con altri personaggi più o meno noti.
    
    Nicola Roggero, voce di Sky Sport, ha scelto venti storie per raccontare da una parte l'atletica con i suoi eroi ed eroine, dall'altra la Storia che sembra non avere pietà per nessuno se non in quel breve istante in cui una corsa, un salto o un lancio si oppongono al destino e sanno fermare miracolosamente il tempo.
    Ver libro
  • Lo zen e l'arte di andare in bicicletta - La vita e altre forature di un nomade a pedali - cover

    Lo zen e l'arte di andare in...

    Claude Marthaler

    • 0
    • 0
    • 0
    Dopo il giro del mondo in bici in sette anni, dopo aver scalato tutte le più alte vette dell'universo in sella al suo fedele "yak", dopo aver assorbito colori, immagini, sensazioni e conosciuto un patchwork inebriante di persone, dopo avventure, sofferenze, estasi in cammino, Claude Marthaler racconta la sua anima a pedali, filosofeggia sull'andare in bicicletta, descrive il mondo visto dal sellino.
    La sua è poesia quotidiana, filosofia, linguaggio dei sogni e dei desideri. È il racconto di chi vive la bici come una parte di sé stesso, un prolungamento del proprio corpo.
    Marthaler ci spiega cosa significa viaggiare a pedali, ma anche semplicemente pedalare senza una destinazione, con la mente vuota, lasciandosi riempire dalle immagini e dalle sensazioni. Descrive la grande ruota del mondo, e cosa si vede attraverso i suoi raggi. È la sua vita e altre forature.
    «L'utilizzo della bici personalizza il mondo, ce lo rende più vicino, più comprensibile, più indispensabile, aumenta la nostra attenzione agli infimi dettagli e accende il nostro senso dell'allerta. Pedalare è provare visceralmente la nozione di energia, la nostra appartenenza al mondo. Un mondo non frammentato da muri, da motori o da media, ma vissuto come il proprio spazio ludico di conoscenza. Ci si sente abitati da un sentimento d'innovazione, cavalcando il mezzo di scoperta empirica. Si può percorrere l'ambiente ciclicamente, come un pendolare, o ciclisticamente, come un esploratore!»
    Ver libro
  • Se cadono tutti vinco io - Dino Zandegù: cento storie vere al novanta per cento - cover

    Se cadono tutti vinco io - Dino...

    Marco Pastonesi

    • 0
    • 0
    • 0
    I corridori di solito sono noti per la loro disciplina, per la loro vita da monaci, finiscono per consumarsi, chiudersi, intristirsi… Invece Dino Zandegù no. Lui fa parte della schiera eletta dei matti, degli ingegnosi, degli imprevedibili, degli allegri. Esagerava ed esternava, trasgrediva e peccava, e lo faceva mangiando e bevendo, cantando e recitando, sproloquiando, ricamando e improvvisando. Sarà il suo nome, Dino, l'unico diminutivo di una esistenza accrescitiva. Sarà il suo cognome, Zandegù, che fa rima con virtù e tribù, Gesù e Belzebù. Sarà la sua rivalità – il ciclismo si è sempre sublimato in duelli e dualismi – con Marino Basso. Sarà la sua pesantezza del pedalare in salita capace di trasformarsi in leggerezza del vivere in discesa, pianura e volata. Sarà la sua arte di raccontare storie vere – come precisa lui stesso – al novanta per cento. Perché molto appartiene alla storia, ma qualcosa anche al mito e alla leggenda, alla libera interpretazione e alla sincera ispirazione.
    Ver libro
  • Calcio e anarchia - cover

    Calcio e anarchia

    Miguel Fernández Ubiría

    • 0
    • 0
    • 0
    Calcio e anarchia appaiono solitamente come mondi distinti, se non contrapposti, a causa dei loro interessi e sviluppi inconciliabili. Accusato di essere un'invenzione borghese, depoliticizzante e alienante, e un business totalizzante che ha soppresso l'originario senso ricreativo, amatoriale e popolare del gioco, il re degli sport di squadra in realtà presenta molti legami e affinità con i movimenti anarchici o libertari. Entrambi hanno un'origine contemporanea, sanno coniugare l'abilità individuale con la solidarietà collettiva, senza dimenticare che furono le classi popolari e le loro associazioni ad appropriarsi di questo sport, dove i proletari potevano competere ad armi pari con i figli della borghesia, e a dare un contributo decisivo alla sua diffusione in tutto il mondo. Questo libro svela un lato poco conosciuto del passato e le confluenze presenti tra calcio e anarchia. Dall'Argentina al Cile, dalla Spagna al Messico, dall'Inghilterra all'Italia, dalla Croazia alla Francia, o dal Brasile all'Uruguay, il suo autore segue il viaggio e le avventure di numerosi club storici nati dall'anarcosindacalismo e da altri movimenti operai. Alcuni, come l'Argentinos Juniors, il Corinthians, e il RNK Split esistono ancora e sono conosciuti in tutto il mondo. Ma il tour non si ferma qui e offre anche un panorama delle squadre e delle tifoserie più recenti. "Calcio popolare" e "calcio alternativo" difendono la dimensione collettiva, cooperativa, autogestita e non commerciale di questo sport, sostenendo allo stesso tempo accese lotte sociali e politiche.
    Ver libro