Elisabetta Imperatrice d'Austria
Paléologue Maurice
Verlag: barbara di fiore editore
Beschreibung
Elisabetta Imperatrice d'Austria - La sinistra eredità dei Wittelsbach
Verlag: barbara di fiore editore
Elisabetta Imperatrice d'Austria - La sinistra eredità dei Wittelsbach
Un saggio preciso, avvincente, che restituisce l'entusiasmo di una stagione del Novecento ormai entrata nel mito. Episodi della lotta per i diritti civili degli afroamericani si alternano al racconto delle vite di pensatori, di attivisti fin qui noti solo agli esperti, che hanno preceduto Martin Luther King e Malcolm X, consentendo loro di diventare ciò che sono stati. L'avventura umana di questi due giganti - spesso diversi, talvolta affini - che hanno dato la vita per cambiare il mondo permette cosí di gettare una luce su un pezzo della storia recente. Una storia di emarginati e di segregati, ma anche di coraggiosi e di ribelli. contributori LE Andrea FaillaZum Buch
Michelangelo è un corpo a corpo letterario lungo trent'anni con la biografia, le creazioni e l'immaginario del Buonarroti. Un'opera fatta di opere: il risultato del confronto tra uno scrittore e l'ossessione artistica della sua vita. Riuscire a contenere con le parole una figura come Michelangelo, guizzante e statuaria, luminosa e sfuggente, è di per sé un progetto impossibile: non può riuscirci la bianchezza levigata del saggio e nemmeno la plasticità rutilante del romanzo; né possono restituirla le lapidarie testimonianze degli archivi. Per raccontare Michelangelo l'unica possibilità è dare forma a un libro «michelangiolesco», composto di pagine elaborate e appunti, di documenti e finzione, di manoscritti catalogati e dialoghi inventati. Qualcosa che abbia in sé la risolutezza del Giudizio universale e i lineamenti accennati dei Prigioni. In questo lavoro monumentale Filippo Tuena concretizza tale ambizione, accostando il romanzo sugli ultimi anni dell'artista all'ipotesi sulla sua anoressia, le sue lettere commentate al contrasto tra le sue parole e il silenzio del contemporaneo Raffaello, il racconto del grande fallimento del cantiere della Sagrestia Nuova nella Basilica di San Lorenzo alla riflessione sulle «opere rotte» – le statue sfigurate o andate in pezzi e quelle non finite come la Pietà Rondanini. Quello in cui ci guida Tuena è un peregrinare flaneuristico e personale dentro e attorno al mito di Michelangelo, che da più di cinquecento anni continua ad affascinare e intossicare il mondo di estasi e tormento, brama e genio, sogno e peccato. Un'opera titanica, che ci conduce a contemplare l'immensa ombra di Michelangelo da un luogo al di fuori del tempo e dello spazio: il punto in cui le mani di creatore e creatura si toccano e in cui le cose finiscono senza mai davvero finire.Zum Buch
Da bambino la madre picchiava il piccolo Zlatan con un cucchiaio di legno, rompendoglielo in testa. Lui si consolava rubando biciclette e lasciando a bocca aperta i ragazzi più grandi con il pallone tra i piedi. All'Ajax lo accusarono di aver causato di proposito l'infortunio di un compagno che gli toglieva spazio. Nell'agosto del 2006 scandalizzò l'Italia lasciando la Juventus per l'Inter in piena Calciopoli. Tre anni e altrettanti scudetti dopo volò verso la squadra dei suoi sogni, il Barcellona, ma con Guardiola il rapporto non decollò. Dietro l'angolo c'era l'ennesimo colpo di teatro e il ritorno a Milano, stavolta con la maglia rossonera... In "Solo Dio può giudicarmi" - dichiarazione tatuata sul suo fianco sinistro - Zlatan Ibrahimovic racconta per la prima volta i suoi numeri fuori e dentro il campo, gioie e follie di una vita sempre sopra le righe. contributori LE Fabrizio RocchiZum Buch
Pubblicato tra il 1843 e il 1844, Martin Chuzzlewit è una delle opere più ambiziose di Charles Dickens: una satira feroce sull'egoismo umano e l'ipocrisia che permea ogni livello della società, dall'Inghilterra vittoriana agli Stati Uniti. Al centro della vicenda, due Martin Chuzzlewit: il vecchio e ricchissimo patriarca, diffidente verso chiunque brami la sua eredità, e il giovane nipote, diseredato per aver osato innamorarsi di Mary, l'orfana cresciuta dal nonno come unica persona di cui fidarsi. Cacciato di casa, Martin intraprende un viaggio di formazione che lo porterà dall'Inghilterra provinciale fino al Nuovo Mondo, dove il sogno americano di libertà e democrazia si infrange contro la realtà brutale di un paese corrotto, violento e ossessionato dal profitto. Tra le pagine del romanzo si affollano personaggi indimenticabili: l'ipocrita architetto Seth Pecksniff, maestro consumato nell'arte dell'adulazione; l'ingenuo Tom Pinch, incapace di vedere il male che lo circonda; la logorroica e pittoresca infermiera Mrs Gamp; e l'avido Jonas, tormentato dalla paura di essere smascherato. Con colpi di scena mozzafiato, sottotrame intricate, un omicidio nell'ombra e il celebre umorismo dickensiano, Martin Chuzzlewit intreccia dramma e commedia in un affresco indimenticabile sulla morale, l'ambizione e le debolezze umane. Dickens al suo meglio: un romanzo che diverte, commuove e tiene il lettore con il fiato sospeso fino all'ultima pagina.Zum Buch
Partito da Baltimora e diretto a Seattle, lungo la difficile rotta di Capo Horn, a bordo un equipaggio costituito da un'accozzaglia di uomini d'ogni risma, creature sbandate e fuori di testa, assassini e rifiuti umani intossicati di whisky, tenuti insieme solo dall'inflessibile brutalità del vecchio secondo. Ma, a bordo, anche due inconsueti passeggeri: un giovane scrittore annoiato dalla vita e dal suo stesso grande successo, e la giovane figlia dell'ineffabile capitano West. Sullo sfondo il gelido mare, tempestoso e spietato, e le insopportabili condizioni di vita a bordo, la cui tensione sfocerà in un ammutinamento che non risparmierà nessuna crudeltà, nessuna nefandezzaZum Buch
ll corpo femminile è da sempre un crocevia di battaglie e rivendicazioni. Fin da piccole, alle donne viene chiesto di aderire a certi standard di bellezza, che presuppongono un corpo magro, depilato e perennemente giovane. Si insegna loro a dire sempre «sì», a essere accoglienti, accondiscendenti, accudenti, specie nei confronti dei maschi. E poi a stare composte, coperte, a non occupare spazio e a non alzare la voce. Giulia Zollino ha vissuto questa educazione - o, sarebbe meglio dire, diseducazione - sulla propria pelle. La sua infanzia e adolescenza sono trascorse all'insegna dell'inadeguatezza e della colpa, il corpo le appariva come un oggetto distante da modificare o mortificare, e l'amore, sperimentato anche attraverso una relazione problematica, era solo gelosia e oggettivazione. Poi, però, ha incontrato il femminismo. È successo a Bologna, durante gli anni burrascosi dell'università, tra gruppi di discussione, letture e orgasmi. Ed è stato amore a prima vista. Questo incontro ha segnato uno spartiacque tra un prima e un dopo, da qui è partito il suo percorso di ribellione e riscoperta di sé. Il femminismo le ha insegnato a distruggere i miti nocivi, come quello della bellezza, permettendole di accettare e riappropriarsi del suo corpo. Le ha permesso poi di riconciliarsi con il suo desiderio, rivelando come il piacere, proprio e altrui, se consensuale, possa essere libero e svincolato da una visione sessista dei ruoli. Ma soprattutto, grazie al femminismo, è riuscita a disfarsi della mentalità patriarcale che la ingabbiava e rendeva infelice e a ricostruire un nuovo modo di essere, esistere, amare. In questo libro, intimo e appassionato, ripercorre il suo vissuto personale trasformandolo in universale. E, toccando i temi fondamentali della filosofia femminista, delinea una storia di emancipazione che parla a tutte e a tutti. contributori LE Francesca GemmaZum Buch