Raccolti appunti - Approdi (quasi) lirici
Robles Alessandro
Casa editrice: L'edizione d'autore
Sinossi
Questa raccolta nasce da cinque anni di appunti. Non è un diario, non è un libro di viaggio e nemmeno un insieme di riflessioni ordinate. È piuttosto un quaderno aperto, dove si sono depositati pensieri nati nel corso dei giorni: alcuni leggeri come una nota a margine, altri più densi, come se volessero trattenere un frammento di verità. Gli scritti si muovono tra due poli. Da un lato il sentimento poetico, che cerca immagini e ritmo, che prova a dare voce a ciò che non si lascia dire facilmente. Dall’altro la sintesi aforistica, che riduce l’esperienza a poche parole, quasi un lampo, un taglio netto che illumina e subito si spegne. In questo spazio oscillante, tra lirismo e condensazione, si è formata la trama di queste pagine. No. Non c’è la pretesa di offrire risposte. C’è piuttosto il desiderio di condividere un percorso fatto di osservazioni, di domande, di piccole epifanie quotidiane. Alcuni testi nascono da un incontro, altri da un silenzio, altri ancora da un dettaglio che ha colpito lo sguardo. Tutti, in modi diversi, cercano di restituire la densità del vivere, senza maschere e senza ornamenti. Ogni parola è un tentativo di avvicinarsi a ciò che resta, a ciò che resiste, a ciò che non si lascia catturare del tutto. Il lettore non troverà un percorso lineare. Troverà piuttosto un mosaico di frammenti, da attraversare senza fretta. Alcuni testi si offrono come brevi soste, altri come cammini più lunghi. Tutti chiedono di essere letti con la stessa disponibilità con cui sono stati scritti: senza aspettative, ma con attenzione. Se qualcosa risuonerà, se una frase o un’immagine saprà aprire uno spazio di riflessione, allora il senso di questa raccolta sarà compiuto. Non serve altro.
