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  • Nessuno sa il mio nome - cover

    Nessuno sa il mio nome

    James Baldwin

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    Nessuno sa il mio nome è la seconda raccolta di saggi di James Baldwin pubblicata per la prima volta nel 1961 e scritta durante la sua permanenza in Europa, quando la distanza dagli Stati Uniti, fortissimamente voluta, gli aveva permesso di riflettere in modo nuovo sulla condizione delle persone nere in una società dominata dai bianchi. Trascendere la sterile categoria di blackness, sia essa quella imposta dal mondo bianco o quella eretta a scopo difensivo dalla comunità nera, divenne il nucleo dell'opera di Baldwin come scrittore. Voleva impedire a se stesso di "diventare semplicemente un nero; o anche semplicemente uno scrittore nero". Sapeva che "il mondo tende a intrappolarti e a immobilizzarti nel ruolo che interpreti", e sapeva anche che per lo scrittore nero poco importa se questa trappola abbia confini di odio o di scomoda gentilezza. Non conosci il mio nome perché non puoi vedermi, dicono questi saggi. "Vedi solo la maschera che mi hai fatto indossare." Se la politica della razza e la segregazione dominano la prima parte del libro, nella seconda i saggi su Gide, Bergman, Wright e Mailer rappresentano per Baldwin il tentativo di scoprire il proprio "nome", esaminando i mondi interiori di altri artisti. Invita l'America a guardare se stessa, ad abbattere i propri miti e ritrovare la capacità di vedere al di là delle categorie. Ampiamente elogiato al momento della pubblicazione, Alfred Kazin lo salutò, su The Reporter, come "la biografia spirituale di qualcuno che spera, affrontando più di una bestia sulla sua strada, di vedere se la sua paura è del tutto necessaria". Nessuno sa il mio nome, riletto oggi in una edizione rivista e aggiornata, stupisce per l'attualità e la potenza, quella riconosciuta dei classici senza tempo.
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  • Ritratto - Traduzione e lettura di Valerio Di Stefano - cover

    Ritratto - Traduzione e lettura...

    Antonio Machado

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    L'infanzia son ricordi d'un patio di Siviglia, 
    un chiaro orto dove maturano i limoni; 
    la gioventù, vent’anni in terra di Castiglia, 
    la mia storia, alcuni eventi che ricordar non voglio.
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  • La luna sta aspettando i nostri sogni - cover

    La luna sta aspettando i nostri...

    Massimo Grilli

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    E'  il resoconto del cammino di un uomo che ha vissuto intensamente l'amore in tutte le sue sfumature, da momenti di estasi e passione a quelli di sofferenza e tormento. È la storia di un'anima che si è persa e ritrovata mille volte, proprio come la luna che illumina la notte e scompare all'alba. In queste pagine, troverete il coraggio di lasciare il familiare e confortevole respiro del mare per abbracciare l'intensità e la purezza delle montagne. Il viaggio del protagonista riflette le sfide e le trionfo della vita stessa, portandoci a comprendere l'essenza dell'esistenza.
    Ognuna delle poesie è un tributo alle persone che non sono più con noi, un ricordo vivo che ci accompagna nel nostro cammino. C'è il desiderio irrisolto di conoscere un fratello e una sorella, e il profondo senso di abbandono del padre che diventa la stella cometa nella realizzazione di sé stessi. Vi invito a lasciare che la luna guidi voi stessi verso i vostri sogni, percependo ogni parola come un passo
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  • Lettere a Gaustìn - e altre poesie - cover

    Lettere a Gaustìn - e altre poesie

    Georgi Gospodinov

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    Chi ha imparato ad amare Georgi Gospodinov potrà individuare nei versi e nelle prose poetiche di questo volume alcuni dei temi cari al grande scrittore bulgaro: il senso di umana partecipazione e di pietas verso il mondo e le sue creature, la consapevolezza della fragilità della vita, l'ironia… e poi Gaustìn, il mitico alter ego dell'autore, insieme fonte e destinatario di ogni riflessione. Un'accurata scelta con testo bulgaro a fronte, selezionata dall'autore stesso: dal volume d'esordio "Lapidarium" (1992), che lo ha fatto conoscere e gli è valso numerosi premi, al più recente "Tam, kădeto ne sme" (Là, dove non siamo, 2016).
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  • La Taverna Dell`Orso Cattivo - cover

    La Taverna Dell`Orso Cattivo

    Leo Augliera

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    È la storia di Marco, giornalista allo sbando dopo la violenza sessuale subita dalla moglie e il suo suicidio. La disperazione e la voglia di cambiamento lo portano in ambienti lontani dal suo mondo. Si ritrova, quasi senza volere, a frequentare i bassifondi della sua città e una bettola, La taverna dell’orso cattivo, dove conosce un’umanità derelitta e ai margini della legalità, formata in gran parte da extracomunitari. Tra questi spicca Igor, un ungherese colto e reduce da esperienze forti in medio oriente, dove ha combattuto come contractor e come volontario al fianco dei curdi contro l’Isis. Marco è attratto dalla sua personalità, ma scoprirà qualcosa che lo turberà e aggraverà la sua crisi esistenziale.
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  • L'Infinito - cover

    L'Infinito

    Giacomo Leopardi

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    Sempre caro mi fu quest'ermo colle, 
    e questa siepe...
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