Emma
Manuele Cossari
Editorial: Robin Edizioni
Sinopsis
L’unica cosa che so fare è girarmi e rigirarmi nel dolore sperando che questo cambi che abbia un nuovo odore.
Editorial: Robin Edizioni
L’unica cosa che so fare è girarmi e rigirarmi nel dolore sperando che questo cambi che abbia un nuovo odore.
Le prime volte che venivo a trovare Alda, son passati diversi anni, mi guardavo intorno nella stanza di ricevimento tinello libreria deposito di quadri, col televisore e il riscaldamento perennemente accesi e sorridevo del disordine, dell'affastellamento; poi via via ho capito che quella stanza è come la poesia di Alda: vive di accumulo, aggiungendo immagine ad a immmagine, oggetto ad oggetto, con una semplicità ed una innocenza che riscattano e sublimano qualunque esperienza come qualunque disordine. La stanza si costituisce anche per sottrazione: Alda è generosa, non ti lascia andar via senza donarti qualcosa: un libro, una fotografia, un cappello ecuadoregno, oppure una poesia o una esecuzione al pianoforte. Piero ManniVer libro
"Aveva preso la forma di un serpentello il gambo che si era staccato dal folto delle erbe acquatiche, aveva in bocca un pesciolino che sembrava stupito, si allontanava dondolando nell'acqua verde." Pochi autori, a mia conoscenza, hanno saputo illustrare con tanta mirabile economia di mezzi, e memorabilità di esiti, il funzionamento della nostra memoria. (Andrea Cortellessa)Ver libro
Opera Segnalata dalla Giuria del Concorso «Ebook in… versi» 2025 con la seguente motivazione: «Aspettando la Luna sul Parnaso» di Franca Calcabotta Sirica, Monza (MB). Questa la motivazione della Giuria: «La silloge di Franca Sirica Calcabotta risulta ammantata di puro lirismo, un canto pervaso d'un senso di silenziosa sofferenza e solitudine che si evidenziano nel verso che riconduce alla percezione poetica di "respirare l'assenza dei pensieri". Durante il processo lirico, dai giacimenti della memoria, la poetessa estrapola lontani ricordi, frammenti di vita e pensieri abbandonati, che rappresentano un vortice di desideri poeticamente riscoperti, mentre nel cuore ogni sofferto "silenzio" viene ricucito, per non sentire la solitudine e l'abbandono alla sofferenza, mettendosi in ascolto dell'"eco della vita". La sua lirica è ammantata di "luce e meraviglie", deflagra nella "forza delle parole" che inebriano l'anima: ecco allora che i versi "mi nutro/di lirica greca/per saziarmi d'amore" diventano fedele espressione del desiderio di "ricercare" la propria essenza, per "riprendersi" la vita e la coscienza di sé. La sua Poesia diventa "dono", s'inonda di bagliori generati dalla forza delle parole per illuminare il ricordo disperso nei labirinti dell'animo, e la vita stessa si tramuta in vitale "sussulto" alla ricerca della luce salvifica e purificatrice della poesia che assurge ad atto di salvazione. La sua Parola fa riemergere le "verità nascoste", senza alcun rimpianto o nostalgia, ricercando nell'inquietudine i versi poetici che conducono a "respirare un'altra vita", a far nascere una "nuova poesia"». Massimo BarileVer libro
Al centro di Vita nova c'è una rinascita, una primavera dolceamara che sboccia dal terreno scuro del dolore e della perdita. La protagonista di questa raccolta è una donna che esce da un amore esaurito, che attraversa la rottura e la penosa spartizione degli oggetti posseduti dalla coppia, che si confronta con errori e traumi della gioventù e riflette sull'autenticità delle emozioni di un tempo. Persa tra i ricordi e il presente, naviga il tormento accanto a Didone, cammina con Euridice tra la luce e l'oscurità e osserva con Francesca quanto a lungo può ardere il fuoco di un amore eterno. Scopre così che le eroine del mito e della letteratura sono parte del suo – come del nostro – alfabeto interiore: veicoli di sentimenti impossibili da esprimere senza il loro ausilio. Intensa ma sempre asciutta e levigata, la poesia di Louise Glück fonde il mondo reale e quello simbolico per raccontare esperienze personali e al contempo universali. Queste pagine dipingono così, con pochi limpidi tratti, un quadro inesauribile della vita dopo la morte, che può essere «nuova» solo se affonda le radici in ciò che è stato.Ver libro
Opera 1^ classificata al Premio «Ebook in… versi 2024» Motivazione dell'attribuzione del Premio: «Nella silloge di Margerita Leka emerge la tensione verso una filosofica "nostalgia del non vissuto" che si miscela con le molteplici manifestazioni del vivere sovente "tinte di chiaroscuro", quasi a ricordare l'oscurità della notte che penetra in ogni anfratto esistenziale. In un continuo "smistamento degli stati d'animo" la poetessa non vuole guardare al tempo passato, ai "ricordi cristallizzati", ma è protesa a ricercare l'atto salvifico che oltrepassi tale smarrimento: ecco allora che le parole vengono estrapolate da "pietrose profondità" e da giacimenti emozionali come a voler scrutare la vita con un nuovo sguardo costantemente passato al vaglio critico della personale visione lirica. La poesia porta "alla vista l'invisibile" e diventa strumento per indagare il significato più profondo delle parole che sono investite della funzione di disvelamento dell'autentico. La Parola lirica di Margerita Leka nasce da un profluvio di emozioni fortemente sentite nell'animo che scardinano ogni eventuale ipotesi e prospettiva in un costante scandaglio interiore che penetra nelle regioni più celate. Nelle enigmatiche emozioni e nelle inevitabili metamorfosi ecco allora che le occasioni di montaliana memoria diventano evidenze liriche attentamente distillate dalla substantia poetica». Massimo BarileVer libro
Un viaggio poetico tra amore, memoria, smarrimento e rinascita. Un diario intimo e universale. L'amore si intreccia alla perdita, i ricordi si confondono con i sogni, e la vita quotidiana si trasfigura in mistero. Raccolta di sussurri e grida, passione bruciante e nostalgia silenziosa, autoironia e accettazione, specchio della fragilità dell'uomo e della forza della parola poetica.Ver libro