Un Re senza poteri
labita Vito
Verlag: Vito Labita
Beschreibung
Il Gran Re dei persiani, il re del mondo Alessandro, un re della cenere, avevo scritto in passato. Adesso scrivo un re senza poteri.
Verlag: Vito Labita
Il Gran Re dei persiani, il re del mondo Alessandro, un re della cenere, avevo scritto in passato. Adesso scrivo un re senza poteri.
Giacomo Berzia è un attore. Ha quasi sessant'anni e vive un'esistenza stagnante, disillusa: in lui s'è spento il sacro fuoco giovanile del teatro. Poi, all'improvviso, una donna misteriosa inizia a circuirlo con enigmatiche missive, regali, bizzarri indovinelli, un corteggiamento assiduo che intriga Giacomo e lo spinge a cercar di scoprire chi è l'autrice della tela di ragno che lo sta intrappolando. Storia di un amore maturo, sullo sfondo di una città natalizia (innominata, ma niente dubbi: è Torino); una trama «gialla» inesorabile fino all'epifania finale. Concluso da Giovanni Arpino poco prima di morire, pubblicato nel febbraio 1988, La trappola amorosa manca dalle librerie da allora. Non si capisce perché, dato che è il capolavoro di un narratore che fino all'ultimo ricerca il senso della scrittura, capace di tenere ben salde le fila del gioco tra i personaggi, e tra questi e il lettore. Un montaggio narrativo serrato, cinematografico. Modernissimo. Sorridente, malinconico eppure colmo d'una tiepida, confortevole speranza, La trappola amorosa è scritto con rara maestria linguistica. Tra Pirandello e Paolo Conte, Gozzano e Hammett. Oppure no: semplicemente Arpino, prosatore intramontabile anche al passo d'addio. È ora di tornare a leggerlo.Zum Buch
Certo, viene da un albeggiare la poesia di Ivano Fermini, da un'alberatura di feti in glicine, dall'angelo che gemma nel suo contrario, la creatura-toro, l'iddio candelabro, a sette teste, a molteplici lingue. Viene da un nessundove del verbo, Fermini, e con tenue fermezza mette in tiro la falce: da questo scalpo – che chiamammo deserto oppure Emmaus, Pitiche o Bicorne – giunge uno scalpitio che non ha parentela nelle storie della letteratura patria. Scoperto, con iliadica fraternità, da Milo De Angelis ("Una poesia così affilata non può sprecare parole, deve essere esatta", scrisse), Fermini – fato del poeta in perpetuo espatrio –, infine, sparì. Trovò un complice – e per quel frantume di tempo, un amico – in Aldo Nove: lo stesso linguaggio tra i calanchi, lo stesso macello in virtù di più vocalica purezza. Qui, allora, per così dire, si rimpatria; di questo libro, che incorpora le raccolte più vertiginose di Fermini, si può dire: è un cenacolo, è l'elsa del fuoco.
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Taci. Su le soglie del bosco non odo parole che dici umane; ma odo parole più nuove che parlano gocciole e foglie lontane.Zum Buch
Il 25 maggio del 1895 Oscar Wilde, drammaturgo ammirato da tutta Londra e amante del giovane Lord Alfred Douglas, viene condannato a due anni di lavori forzati per il reato di sodomia. All'inizio del 1897, distrutto nel corpo e nell'anima, lo scrittore ottiene finalmente, da parte del direttore delle carceri di Reading, il permesso di scrivere. La sua prima opera concepita tra le mura del carcere è la lunga e appassionata lettera dedicata a Douglas, che sarà pubblicata solo in parte, cinque anni dopo la sua morte, con il titolo "De profundis". Un anno dopo, nel 1898, Wilde pubblica "La ballata del carcere di Reading", tra le cui righe, ispirandosi a una storia vera, ripercorre gli ultimi giorni di un ex soldato condannato all'impiccagione per aver ucciso sua moglie per gelosia. Struggente poema sull'orrore della carcerazione e insurrezione dello spirito contro l'ingiustizia, "La ballata del carcere Reading" è il canto del cigno di Wilde, che morirà due anni dopo la sua pubblicazione. La presente edizione contiene, in aggiunta, le lettere che Wilde scrisse dal carcere all'amico ed erede letterario Robert Ross e una raccolta di struggenti poesie composte durante la prigionia, che testimoniano non solo il tormento dell'artista ma anche il suo risveglio spirituale.Zum Buch
In questa seconda opera composta dall'unione di due brevi raccolte apparentemente scollegate, l'indagine umana ed emotiva (impossibile scindere i due aspetti) si riappropria del suo stesso punto generativo a partire dal rapporto binario interunivoco tra profondità e superficie. Le parti interiori ed esteriori del nostro corpo umano, ma in realtà di ogni creatura o creazione naturale, contemplano un raggio di movimento che va ben oltre lo spazio fisico occupato, affondando inevitabilmente nel metafisico. Se la superficie visibile (o talvolta invisibile…) rappresenta il ponte di contatto con tutto ciò che conosciamo di artificiale o naturale, la parte profonda si annida come una stratificazione di dettagli dell'anima componenti un cuore, il nucleo biologico, capace di sprigionare energie atte a interrelarsi con altre dimensioni reali o immaginarie anche a distanze che superano anni luce nello spazio e nel tempo.Zum Buch
Il titolo originale dell'opera è "La cavalla storna". Qui si è preferito lasciare il titolo popolare più comune.Zum Buch