«Mi ci sono voluti trent’anni per vivere senza paure e a volte penso che a trentasette anni continuo a vivere nell’eco del loro allontanarsi».
Un libro di rara potenza, una confessione onesta fino a farsi spietata, mai scabrosa; quasi un manuale di analisi psicanalitica dei sopravvissuti alla disgregazione della ex Jugoslavia. Come se tutti i nodi tornassero al pettine: tematiche, amori e tremori, sevdalinke e Bjelo Dugme, basket, calcio e politica, dolorosa non appartenenza e la fine di un grande Stato.
L’autore di questa raccolta di riflessioni torna all’infanzia, alla lingua di allora che non ha un nome, di cui è l’unico parlante e nella quale si identifica, come si identifica in una terra anch’essa senza nome.
La scrittura di Vojnović è matura, limata ogni asperità, eliminati gli inserti dalla lingua parlata, le colorate invettive, gli improperi fantasiosi; la pagina è colma di emotività controllata, un pathos sotterraneo che afferra chi legge e intanto lo guida alla comprensione di quel tormentato periodo storico.
Maria Gaetana Agnesi, filosofa e matematica, e Giuseppe Parini, abate riluttante e poeta in declino. Questa bizzarra coppia si ritrova insieme quando, alla fine del Settecento lombardo, Agnesi invita l'abate nella sua casa di campagna a Montevecchia per scrivere insieme un'ultima opera, che combini la capacità analitica della matematica con la potenza narrativa della letteratura. L'obiettivo ultimo è guidare i lettori verso la verità, aiutandoli a comprendere in modo chiaro ed efficace i misteri dell'universo. La narrazione si dipana tra la difficoltosa stesura dell'opera e i racconti della vita milanese del XVIII secolo: i salotti nobiliari e le strade della povera gente si intrecciano con le persone che hanno incontrato nel corso della loro esistenza, da Mozart a Cagliostro, da Maria Teresa d'Austria a Ugo Foscolo. L'Avversiera testimonia con sguardo intimo e delicato la vita di una donna fuori dal comune, che ha dedicato la vita alla carità e alla matematica, ma che continua a essere ricordata per una curva chiamata strega o, appunto, avversiera.
Lasciatevi ispirare da storie straordinarie di persone che hanno vinto le avversità!
Immergetevi in un viaggio avvincente, dove queste brevi ma potenti storie, ricche di insegnamenti e motivazioni, vi guideranno alla scoperta delle abilità che vi rendono infrangibili e vi faranno conoscere l'incredibile capacità umana di superare le sfide, trasformare gli ostacoli in opportunità e raggiungere il successo. Diciannove storie coinvolgenti riveleranno il lato più intimo di questi personaggi.
Da personaggi noti come Beethoven, Frida Kahlo, Nelson Mandela e Stephen Hawkins a figure meno conosciute come Rosa Parks, Desmond Doss e Randy Pausch, ogni storia offre una visione unica della resilienza e del potere trasformativo della mente.
Un libro imperdibile per chi vuole conoscere le incredibili capacità umane.
LEGGETE SUBITO QUESTO LIBRO E CONOSCETE LE LORO STORIE!
Jan Grue è appena diventato padre quando ritira dalla casa dei suoi genitori un intero scaffale di cartelle cliniche. Contengono la sua infanzia narrata dall'esterno, dai medici che gli hanno diagnosticato all'età di tre anni una patologia neuromuscolare e che da allora lo descrivono come un corpo difettoso con un futuro cupo e limitato. Un quadro molto diverso dalla percezione che Grue ha sempre avuto di se stesso e dalla vita che ha vissuto studiando ad Amsterdam e a San Pietroburgo, per poi specializzarsi nell'inclusiva Berkeley e diventare accademico a Oslo, trovare l'amore e avere un figlio. Questo libro è la ricerca di una lingua nuova che possa raccontare la sua storia e cosa significhi vivere in un corpo vulnerabile cercando di «imporre la propria volontà al mondo». È un confronto aperto, schietto e intimo con la propria fragilità e i propri desideri, contro gli stigmi sociali e le istituzioni che ai disabili sanno fornire solo sostegni strumentali, braccia o gambe surrogate per un surrogato di vita, un'esistenza pallida in una realtà rassegnata e senza sogni. È un memoir dirompente nella sua stessa forma ibrida, che intreccia liberamente ricordi poetici e riflessioni fulminanti, attingendo all'arte e al pensiero filosofico, alle intuizioni di Michel Foucault, Jorge Luis Borges, Joan Didion, alle visioni di Wim Wenders, ai versi di Mark O'Brien. Raccontando se stesso, Jan Grue scrive una penetrante meditazione sull'essere umano e ci porta a guardarci dentro, a riconsiderare i nostri limiti, le nostre insicurezze, e le risorse che ciascuno ha nel proprio «viaggio verso l'ignoto».
Il mondo di oggi non sarebbe lo stesso senza Cleopatra, una donna di potere, intelligente e abile che appartiene all'immaginario collettivo universale, ma la cui figura storica è ancora per molti aspetti avvolta nel mistero e non priva di risvolti enigmatici.Alberto Angela ha deciso di ricostruire le vicende della regina che in un certo senso ha conquistato Roma, rintracciando fonti storiche e accompagnandoci per mano, con il suo stile inimitabile, tra le caotiche strade della capitale del mondo antico, l'esotico porto di Alessandria d'Egitto e i sanguinosi campi di battaglia, alla scoperta di persone, storie, usi e costumi.Solo un autore come lui è in grado di farci rivivere in prima persona il ventennio che ha segnato un cambio epocale nella storia romana, dall'uccisione di Giulio Cesare, che decreta la fine della Repubblica, alla morte di Antonio e Cleopatra (la cui tomba non è ancora stata ritrovata) fino alla nascita dell'Impero con Augusto al potere.Un viaggio nel tempo in bilico tra Occidente e Oriente, per riscoprire con uno sguardo nuovo un periodo storico affascinante e convulso, ricco di intrighi e guerre che hanno segnato il nostro presente e contribuito a rendere il mondo il luogo che oggi tutti noi conosciamo.
Il libro ripercorre la vita di don Francesco Bonifacio (Pirano, 1912 – Grisignana, 1946) fino al suo martirio. Egli visse tutti i terribili drammi del Novecento che sconvolsero l'Istria e la Venezia Giulia: la guerra, l'armistizio, l'annessione al Terzo Reich, la liberazione dal nazifascismo e la presa del comando in Istria da parte dei cosiddetti Poteri Popolari, i comunisti della nuova Jugoslavia.
Figura esemplare di sacerdote e pastore, don Francesco Bonifacio rimase tra la sua gente sempre, testimoniando la sua fede limpida fino alla sua crudele "sparizione", avvenuta l'11 settembre 1946.
Il 3 luglio 2008 papa Benedetto XVI ha riconosciuto il suo come un vero martirio in odium fidei e il 4 ottobre 2008 don Francesco Bonifacio è stato proclamato beato.
Questo libro è il frutto di diversi anni di ricerche e, attraverso una ricostruzione minuziosa e completa, propone per la prima volta le circostanze della morte e del possibile luogo di sepoltura.
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